Inaugurata la Biblioteca in onore di Annalisa Durante. Un passo verso il cambiamento.

Martedì, 23 Giugno 2015 14:33
  

Napoli. Forcella. 22 giugno 2015, un giorno di luce, un giorno diverso. È stata inaugurata la biblioteca “A Porte Aperte" in onore di Annalisa Durante, vittima della camorra. L'idea è nata da suo padre, Giovanni Durante.

La cerimonia di inaugurazione è stata ricca di interventi e di positività, quella positività che fa bene al cuore e all’anima.

Le prime parole le ha pronunciate l'Assessore alla Cultura, Nino Daniele, che ha tenuto a ricordare
l’importantissimo blitz a Forcella della Polizia di Stato dello scorso 9 giugno, che ha portato all’arresto di ben 60 persone, la maggior parte giovanissimi, affiliati alla camorra.

È importante valorizzare questo aspetto per mettere ancora più in luce le attività e i progetti culturali che sono in atto in un quartiere così difficile e che mano a mano sono stati presentati nel corso dell'inaugurazione.

Si è partiti dal progetto teatrale portato avanti con amore e passione  da Marina Rippa, “Femminile plurale”. Nel 2008 è nata un'associazione che ha coinvolto le donne di Forcella e che, come suo primo scopo, ha quello di favorire la cultura della differenza attraverso l’idea dello stare in scena, ideando eventi culturali e teatrali.

Di stessa matrice è l’idea di Giovanni Durante, che ha trasformato il suo dolore in un “bookcrossing”. Una biblioteca aperta a tutti e pronta a salvare tanti e tanti ragazzi. Come? Con la cultura, con i  libri. Libri di vario genere, catalogati. L’invito è aperto a chiunque voglia portare dei libri che non usa più e che vuole donare (ad eccezione di enciclopedie e libri scolastici). Un sistema che si contrappone ad un altro sistema. La cultura contro la criminalità. E come dice Benigni “Giovanni è stato capace di mettere il miele dove c’è la morte”.

Stessa idea, in un’altra regione. Paola Bisconti da Lecce è intervenuta raccontando il progetto “LittleFreeLibrary”, consistente in un “ take a book – return a book”: il libro come fonte di salvezza.

Dopo è stata la volta dei ragazzi dell’associazione teatrale "Teatro Muricena”: Marianita Carfora e Raffaele Parisi hanno dato vita ad un momento bellissimo. Ci siamo fermati tutti ad ascoltare la lettura e l’interpretazione eseguita dai due ragazzi di alcune pagine di “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino.

Poi è intervenuto Geppino Fiorenza che con un sorriso e tanto calore presenta i ragazzi di Roma e Torino che hanno partecipato al campo estivo di Libera, tenutosi ad Ottaviano. Fiorenza ha sottolineato quanto la “Fondazione Polis” sia stata di aiuto alla creazione di questo spazio di formazione e  ha quindi ringraziato Paolo Miggiano, autore di “Ali spezzate”, libro dedicato ad Annalisa che, a pochi mesi dalla pubblicazione, ha già riscosso molto successo.

Abbiamo poi ascoltato Francesco Paolo Oreste, poliziotto e scrittore. Le sue parole sono state chiare e forti, impossibile dimenticarle. Si leggeva nei suoi occhi la forza di chi vuole lottare contro gli stereotipi, di chi ama il proprio lavoro, di chi ha visto tante storie  di ragazzi nati in quartieri "sbagliati" e circondati da persone sbagliate, di chi ha visto la legge correre su un binario diverso da quello della giustizia. Riflessione su cui è incentrato il suo romanzo "Dieci storie sbagliate più una" (solo uno dei suoi numerosi libri).

Francesco ha voluto scrivere per far conoscere le storie che molti etichettano ma a volte ignorano. Un ragazzo del Sud che sostiene che non basta avere senso del dovere, ma ci vuole anche un po’ di coraggio, un po' di passione, quel qualcosa in più che faccia la differenza.

L’intervento finale è di Alessandra Clemente, Assessore Comunale alle Politiche Giovanili, Innovazione e Creatività. Brillante e appassionante, come sempre. Un grido alla speranza, all’agire, al camminare tutti insieme. Una città diversa, una città con 250 associazioni giovanili e con un profondo senso civico (credeteci!) che contrasta l’altra parte della città, quella distratta, statica, quella che “non vive”. Alessandra ci ha ricordato che essere un Comune vuol dire affrontare tutti insieme i problemi, vuol dire contare ognuno sull’altro, vuol dire dare spazio ai giovani, dare vita ai sogni di tanti ragazzi, dare vita ai sogni di Annalisa. La cerimonia si è conclusa con un buffet con i vini di Libera ed altri prodotti e  con “Nuje Vulimme ‘Na Speranza”, cantata in persona da Lucariello.

Un piccolo mattone è stato posato. È un tassello in più nel progetto di cambiamento della nostra città, un punto di ritrovo pronto ad accogliere e a dare una svolta nella vita di molti ragazzi, di molte famiglie.

Insieme possiamo farcela, dobbiamo farcela. Per noi e per Annalisa.

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Giulia Compagnone

Nata a Napoli,frequenta la facoltà di giurisprudenza. Da sempre innamorata della sua meravigliosa città, nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ogni giorno cerca di impegnarsi , di lottare per lei, attraverso azioni pratiche e attraverso la sua scrittura. Non finisce mai di stupirsi di quanto possa dare questa città, malgrado sia un vero e proprio paradiso abitato da diavoli.Ama la cultura e tutto ciò che è legato ad essa ,ha uno spiccato senso civico ed è appassionata di musica e di danza.

Le due sue citazioni preferite sono:" raccontare le cose come stanno vuol dire non subirle" di Roberto Saviano e " vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale,un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" di Oriana Fallaci.

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