In ricordo di Petru

Mercoledì, 27 Maggio 2015 09:43
  

Ieri, 26 Maggio 2015, si sono ricordati i 6 lunghi anni trascorsi dalterribile omicidio di Petro Birladeanu, rumeno, ucciso il 26 Maggio 2009 “per errore” dalla camorra vicino la stazione della Cumana di Montesanto. Lo conoscevano tutti. Era un musicista, suonava la fisarmonica. Quel martedì sera un commando di otto persone, in sella ad alcuni motorini, attraversava via Pignasecca. Spari all’impazzata. Petru era lì come tante altre persone, per caso. Ignaro delle faide camorristiche, delle lotte per l’egemonia del quartiere, ignaro di quale potesse essere il motivo di un tale gesto di pura  follia. Forse hanno avvistato qualche membro del clan avversario, forse invece volevano suscitare attenzione nel quartiere o forse il loro scopo era sparare a qualcuno di preciso, che però non erano stati in grado di trovare, chissà. Petru scappa, corre forte. Corre verso la stazione e si accascia vicino la sua compagna.  Mezz’ora di agonia, sotto gli occhi delle telecamere di sicurezza. Un proiettile gli aveva perforato un polmone, ma nonostante i soccorsi, che a detta della moglie Mirela sono arrivati anche in ritardo, non si è riuscito a salvare. Aveva 33 anni.

Troppo silenzio l’indomani. Una città troppo distante, apatica, imperturbabile. Forse Petru era soltanto un “rom” e quindi non degno neanche di una commemorazione , di una fiaccolata nei giorni seguenti.  Forse morire “per niente” non è poi così tanto clamoroso, ormai. Marco Ricci, Maurizio e Salvatore Forte sono stati incriminati e condannati a 30 anni di reclusione ciascuno. Secondo le ricostruzioni i tre venivano da Ponticelli e quella sera erano giunti in zona Pignasecca per  un regolamento di conti con il boss rivale Marco Mariano, del clan dei Quartieri Spagnoli. Immagini scioccanti, quelle girate in rete. Immagini di indifferenza, di disperazione. Gente che scappa, impazzita. Petru a terra, con la moglie disperata in lacrime vicino al suo corpo.  Petru è stato ucciso dalla camorra , ma è stato ucciso anche dai media, dai giudizi della gente. Ieri ed oggi, noi lo vogliamo ricordare e scandire a gran voce che Petru è vivo dentro di noi, sono vivi il suo ricordo e la sua musica e la sua storia non è stata dimenticata e non lo sarà mai. Il presidio di Libera Vomero-Arenella ha scelto di intitolarsi in nome di Gianluca Cimminiello e in nome di Petru, per rendere vivo quotidianamente il suo ricordo. L’associazione Libera é stata presente nel tardo pomeriggio della giornata di ieri presso la stazione di Montesanto per commemorarlo. Un pensiero, un fiore per non uccidere Petru ancora una volta.



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Giulia Compagnone

Nata a Napoli,frequenta la facoltà di giurisprudenza. Da sempre innamorata della sua meravigliosa città, nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ogni giorno cerca di impegnarsi , di lottare per lei, attraverso azioni pratiche e attraverso la sua scrittura. Non finisce mai di stupirsi di quanto possa dare questa città, malgrado sia un vero e proprio paradiso abitato da diavoli.Ama la cultura e tutto ciò che è legato ad essa ,ha uno spiccato senso civico ed è appassionata di musica e di danza.

Le due sue citazioni preferite sono:" raccontare le cose come stanno vuol dire non subirle" di Roberto Saviano e " vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale,un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" di Oriana Fallaci.

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