Metal Gear Kojima: The Mobile Pain

Mercoledì, 27 Maggio 2015 07:32
  

Che sta succedendo? Kojima che lascia la Konami, Konami che annuncia nuovi titoli per smartphone basati sul pay to win, Silent Hills annullato... se non fosse una frase comune, diremmo che «non c'è limite al peggio». Il problema è che un limite si era intravisto, e veniva proprio da alcune software house che avevano puntato sull'open world, sulla libertà di scelta e soprattutto su un sistema di gioco che potesse essere veramente innovativo. In quest'ottica, è dura dirlo ma va detto, la logica di Konami assume un perverso ma compiuto significato.

 

Da non poco infatti i titoli che la compagnia nipponica sta sfornando (Metal Gear Rising, Ground Zeroes, e diversi capitoli di Silent Hill) hanno una qualità a dir poco scadente, e troppe volte i fan si sono chiesti se la software house li stesse prendendo in giro. Ma allora perché bloccare i nuovi titoli? Per quelli che non se lo stanno chiedendo.

 

Mi spiego: immaginate di fare titoli complessi, lunghi, costosi, ma molto efficienti, e di venderli a 70 euro. Dopodiché sviluppate giochi della durata di 4 o 6 ore e vendeteli su per giù allo stesso prezzo, senza che i fan battano ciglio. State consolidando un trend di titoli non banali, ma facili da produrre, e un Kojima viene a dirvi che lui vuole ricominciare a fare titoli complessi, e per questo vuole farsi aiutare anche da Guillermo del Toro. Vi dice che vuole Norman Reedus per il motion capture del personaggio principale, e voi sapete che verrà a costarvi milioni. Perché? Da bravi affaristi (perché è questo che sono le software house ormai), vi chiedete perché spendere di più quando si può spendere meno, e quindi lucrare. Istantaneamente, dunque, capite che il problema è Kojima "e i suoi giocattoli". E ve ne liberate.

 

Silent Hills Kojima

 

Cito i giocattoli per via del playable teaser di Silent Hills, in cui si sentiva un file audio molto strano in cui una voce gracchiante, forse Kojima stesso, parlava di «lasciare la città, portando tutti i suoi giocattoli con sé». Chissà dunque se Kojima intende tornare, accompagnato magari dai suoi eroi (e mostri) preferiti, o se le sorti del videogame sono destinate ancora una volta a invertire la rotta, passando da titoli che hanno la parola "free" come punto di riferimento, sia esso "free to play" o "free to move", a titoli contraddistinti solo dalla gigantesca, inesorabile scritta "pay".

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