Kidnapped

Lunedì, 13 Aprile 2015 00:00
  

Succede anche a voi, cari lettori, di ritrovarvi tra le mani un vecchio libro che avevate quasi dimenticato di possedere, e di tornare con esso indietro nel tempo per qualche istante? A me è capitato poco tempo fa, e subito la mia mente è volata al momento dell'acquisto del volume in questione, quando la mia fame adolescenziale di libri era insaziabile e mi guidava senza sosta tra le bancarelle dei mercatini delle pulci... Ah, i ricordi!

 

Ma lasciamo stare i ricordi e andiamo al dunque: Kidnapped, questo è il titolo del romanzo di cui vi parlo oggi, tradotto in italiano in modi diversi a seconda dell'edizione e del traduttore – Rapito, Il fanciullo rapito, Il giovinetto rapito, Il ragazzo rapito – motivo per cui preferisco chiamarlo semplicemente con il suo titolo originale. In fondo il concetto è chiaro: qualcuno è stato rapito. Ma chi? E come? E perché? Okay gente, frenate il vostro spirito da detective, è l'approccio sbagliato: non si tratta di un giallo, non siamo chiamati a risolvere alcun mistero e nessun collega di Poirot ci guiderà nella ricerca di indizi. Si tratta, invece, di un romanzo d'avventura che narra le peripezie per terra e per mare del giovane scozzese David Balfour alle prese con la spinosa questione dell'eredità. Ci sono i buoni e ci sono i cattivi, ovvero ci sono personaggi che lo aiutano e personaggi che lo ostacolano, come è giusto che sia in un romanzo d'avventura che si rispetti. E tra i cattivi spicca il cattivo supremo, cioè colui che fa di tutto per appropriarsi dell'eredità del nostro David: suo zio Ebenezer. Un momento, non conosciamo un altro Ebenezer corroso dall'avidità nella letteratura ottocentesca? Ma sì, è lui, Scrooge, l'unico uomo completamente insensibile allo spirito del Natale. Sorge spontaneo, quindi, chiedersi se l'autore si sia ispirato al celebre personaggio dickensiano nella scelta del nome del suo antagonista, ma chissà,  in fin dei conti sono solo supposizioni.

 

A proposito, non mi sono ancora soffermata sull'autore: niente di meno che Robert Louis Stevenson, signori e signore, creatore de L'isola del tesoro, La freccia nera e Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, per citare i suoi romanzi più famosi. Quindi avete capito bene, faccio di nuovo una cosa che mi piace tanto, cioè proporre le opere meno conosciute di grandi scrittori del passato. D'altronde, se non vi aiuto io a scoprire perle semi-nascoste, chi deve farlo? In questo caso, la perla è un romanzo di formazione dai panorami scozzesi ventosi e romantici, contrapposti alla nascente modernità urbana della rivoluzione industriale, sfondo delle rocambolesche avventure del giovane David che segneranno senza dubbio il suo passaggio all'età adulta. In breve, ecco un volumetto dotato di tutti gli elementi che lo rendono degno di essere letto e apprezzato; non vi resta, allora, che andare al prossimo mercatino dell'usato a rovistare tra i libri!

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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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