Zuo shou

Lunedì, 23 Marzo 2015 11:44
  

Lo so, lo so, starete pensando “ecco qua che ci propone di nuovo un libro sconosciuto e introvabile!” e lo ammetto, non avete tutti i torti. Non sono riuscita a trovare nessuna traduzione in italiano del suddetto volume, e sono rimasta delusa nel constatare che la scrittrice Jiang Zidan è ignorata nel panorama editoriale italiano. Vergogna, editori dello stivale: invece di pubblicare così tante schifezze nostrane (ahimè, che spreco di carta), impiegate dei traduttori per far conoscere al pubblico della pregevole letteratura straniera! Voglio andare oltre e mi propongo addirittura come traduttrice – ora non avete più scuse! Nell'attesa che il mio suggerimento venga preso in considerazione, comunque, i lettori dovranno accontentarsi delle versioni inglese e francese (intitolate rispettivamente Left Hand e La Main Gauche), a riprova del forte interesse da sempre nutrito da queste nazioni per la letteratura cinese.

 

Ora, andiamo al sodo. Zuo shou significa mano sinistra ed è il titolo di una piccola raccolta di racconti, così piccola in realtà da contarne solo due: il primo che porta lo stesso titolo del volume, e il secondo intitolato in cinese Cong ci yihou (da adesso in poi), tradotto nelle versioni inglese e francese come From now onward e Après ça. “Bene, e che cosa hanno di speciale questi racconti?”, vi chiederete adesso. In breve: sono avvincenti, perfettamente confezionati e hanno quel tocco di soprannaturale che li rende speciali pur parlando di persone normali. La prima storia narra del rapporto tra un padre e un figlio, segnato dall'abilità (o inabilità) della mano sinistra del figlio di creare o distruggere le cose, che si evolverà fino ad avere conseguenze definitive. La seconda storia narra della strana situazione in cui un uomo si ritrova dopo che sua moglie è sopravvissuta ad una caduta dal secondo piano. Cosa c'è di soprannaturale in tutto questo? Bizzarri scambi di personalità e improbabili risvegli. L'ospedale e la malattia sono il filo che collega i due racconti, e sembrano essere considerati come un punto di svolta in entrambe le vicende. L'animo umano è complesso e insondabile, e alla fine dei conti le domande restano senza risposta, come poi succede quasi sempre nella vita reale. Ecco, potremmo arrischiarci a definirli dei racconti pseudo-veristi, se vi piace, e a notare una leggera influenza del maestro della novella Guy de Maupassant, da sempre molto amato dai lettori cinesi.

 

Quanto a Jiang Zidan, è una stimata scrittrice cinese contemporanea, membro dell'Associazione degli Scrittori Cinesi, editore dello Hainan Documentary magazine e del Tian Ya magazine, e autrice di numerosi romanzi, saggi e racconti. Mi pare che il suo pedigree sia abbastanza di razza da guadagnarle la pubblicazione anche in Italia. Meditate, gente, e continuate a godere della buona letteratura! 

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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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