Davanti e dietro l’obiettivo: essere una donna non solo l’8 marzo.

Sabato, 07 Marzo 2015 00:00
  

Per ricordare l’ “altro sesso” è stata istituita una giornata della donna, la cosiddetta Festa della Donna che ogni anno cade l’8 marzo. Intorno all’origine di tale festa ci sono tante leggende: spesso la si fa risalire alla commemorazione delle operaie della fabbrica Triangle Waist Company morte l’11 marzo191 nel rogo dell’edificio oppure ad uno sciopero di lavoratrici tessili a New York represso l’ 8 marzo del 1857. O ancora alla rivolta pacifista delle operaie di Pietrogrado, l’ 8 marzo 1917. Sta di fatto che nel primo decennio del ‘900 iniziò a esser dedicata una giornata per ricordare le rivendicazioni femminili, in giorni e mesi diversi, fino a quando nel dicembre 1977 l’ONU sceglie l‘8 marzo per celebrare “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”. 

 

Si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, ma allo stesso tempo la donna viene definita come il sesso debole e non si è mai capito perché. Forse solo per la forza fisica?!? Si perché di forza, di coraggio le donne ne hanno da vendere e la storia ne è piena di donne esemplari. Donne che hanno combattuto per uscire fuori dalla condizione di “minore importanza” decisa dall’uomo, donne che hanno lottato per far valere i propri diritti e la propria libertà senza arrendersi mai. 

 

Ed è una donna il simbolo scelto per rappresentare la regione umbra nel lavoro Sensational Umbria così come, qualche anno prima, La ragazza afgana diventata l’emblema della condizione dei profughi, entrambi, questi, scatti di Steve McCurry. 

 

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E sono donne coloro che sono “passate” dinnanzi l’estro di Edward Steinchen e Helmut Newton, fotografi di moda: se le donne ritratte dal primo sono eleganti, sobrie, famose, le donne fotografate dal secondo sono decise e compiacenti a volte colte in atteggiamenti sadomasochisti. 

 

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La donna. Ancora lei la protagonista davanti e dietro l’obiettivo nel progetto Women of vision: donne che raccontano donne. Donne lontane, donne vicine. Le donne che vivono nelle zone economicamente emarginate, quelle donne che rivestono ruoli generalmente attribuibili agli uomini, come le donne dell'esercito yemenita. Le spose bambine, la vita delle geishe, il mondo proibito delle donne saudite. Mondi femminili che solo da femmine possono essere raccontanti (http://www.mygenerationweb.it/201411021978/articoli/tendenze/fotografia/1978-women-of-vision-undici-fotografe-in-mostra).  

 

collage

 

Donne che fotografano donne. Lo ha fatto Dorothea Lange a cui foto più celebre, Madre migrante è la rappresentazione delle correnti migratorie che si dirigevano verso la California nella seconda metà degli anni ’30 e più recentemente Dominique Isserman che imprime sulla carta la bellezza di Catherine Deneuve all’alba dei suo settant’anni (http://www.mygenerationweb.it/articoli/tendenze/fotografia/dominique-isserman-fotografa-catherine-deneuve-icona-di-bellezza-a-settantanni). 

 

Lange-MigrantMother02                  c.deneuve

 

Come loro tante altre.

 

Noi di MYGENERATIONWEB vogliamo festeggiarle così, ricordando che essere donne non è solo l’8 marzo.

Ultima modifica il Venerdì, 06 Marzo 2015 23:00
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Roberta Pagano

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