"Sleepy Hollow": occasione sprecata?

Domenica, 21 Dicembre 2014 00:00
  

Ogni serie TV vive di alti e bassi: puntate – o stagioni! – belle e altre assai meno; ciò è fisiologico, nel senso che è impossibile mantenere un determinato livello di tensione narrativa o di eccellenza dall'inizio alla fine. Oltre a queste normali oscillazioni, esistono poi altri pattern che descrivono l'andamento di una serie, alcune partono male e via via si rialzano, altre invece fanno l'esatto contrario.

 

Mi duole un po' ammetterlo, ma in quest'ultima categoria rientra Sleepy Hollow.

 

Già il nome lasciava ben sperare, così come i trailer in occasione della messa in onda italiana della prima stagione, e c'è da dire che l'episodio pilota fu effettivamente molto bello: un mix di suspense, horror e umorismo che sembrava collocare SH tra le novità più interessanti della passata stagione.

 

Sfortunatamente, già a metà della prima stagione il prodotto cominciò a mostrare i primi segni di stanchezza, e il proporre in ogni puntata un nuovo antagonista o nemico non si è rivelata una strategia vincente. Se ciò creava interesse da un lato, dall'altro disinnescava automaticamente la minaccia rappresentata dalle varie creature soprannaturali, vista e considerata la loro sicura sconfitta alla fine dell'episodio, un po' in stile Scooby-Doo (benché io sia un grandissimo fan dell'alano fifone!).

 

Lo stesso Cavaliere Decapitato perdeva credibilità col passare degli episodi, mentre le uniche cose che rimanevano fresche e divertenti erano le interazioni di Crane col Tenente Mills e, soprattutto, con la realtà del XXI secolo.

 

 

 

La prima stagione si chiuse con alcuni colpi di scena, che non sono riusciti a creare l'effetto cliffhanger sperato, tuttavia ho deciso di vedere anche la seconda, sperando in un miglioramento, che ad essere onesti, c'è stato la settimana scorsa. La puntata sulla Dama Piangente si è un po' discostata dai cliché della serie, restituendo un antagonista un zinzino differente e dotata di una maggior profondità (oltre che capace di far sorgere in Crane i primi dubbi verso Katrina), tuttavia già dalla successiva si è tornati all'anonimato.


Uso questa parola perché da un bestiario come quello di SH (demoni, spettri, morti viventi, anime dannate, Cavalieri dell'Apocalisse, golem e altre amene creature) è lecito aspettarsi qualcosa in più, sia in termini di caratterizzazione che in termini di... nefandezze mostrate! E invece la serie pare abbia sempre il freno a mano tirato, risultando molto meno credibile di altri prodotti, dotati magari di minori potenzialità. Con ciò non voglio dire che ogni puntata debba trasformarsi in un tripudio di sangue, sesso e budella in stile True Blood, ma osare qualcosa in più in questo senso potrebbe sicuramente giovare.

 

Nel frattempo segnaliamo l'interpretazione di Tom Mison (da vedere assolutamente in lingua originale) con la sua gradevolissima parlata "coloniale", e i curiosi ribaltamenti di prospettiva offerti dal fatto che Crane ha vissuto in prima persona la Rivoluzione Americana: egli non mostra simpatia per Ben Franklin, ma al contrario parla con sincera ammirazione di Benedict Arnold! In definitiva, un prodotto sicuramente da non buttare via, ma che non mantiene ciò che promette. Vero, la seconda stagione è ancora lunga e non disperiamo di vedere la Terra invasa dalle Armate Infernali guidate da Quattro Cavalieri un po' più minacciosi dei due attuali.

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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