S.O.S Ucraina: diario di un’inutile guerra

Giovedì, 04 Settembre 2014 08:30
  

L'ultima volta che ho sentito Natalia era il 5 marzo. Putin aveva appena annunciato un intervento armato in Ucraina e l'intervista si era conclusa con la speranza che alla fine a trionfare fosse il buon senso e si evitasse la guerra. Ahimè le cose non sono andate così.

 

L'Ucraina in questi giorni e' dilaniata da una guerra che il governo centrale di Kiev contro un gruppo di separatisti filorussi appoggiati dalle truppe di Mosca. Ecco perché mi é sembrato doveroso contattare nuovamente Natalia per aggiornarci su quanto sta accadendo nel suo paese. Quando ci siamo sentite, ha accettato subito di rispondere alle mie domande e mi ha detto che era appena tornata dall’Ucraina. Non ho potuto fare a meno quindi di incominciare con una serie di domande sul suo viaggio…

 

 

Ciao Natalia cominciamo subito con una domanda impegnativa. Sei appena tornata dell'Ucraina, com'è la situazione attuale del Paese? Quanto la guerra ha cambiato la vita della popolazione?

La situazione non è sicuramente delle migliori, c’è la guerra. E non parlo della guerra civile, come forse si pensa, ma parlo della vera e propria guerra. Non è stata ancora proclamata ufficialmente perché forse destabilizzerebbe troppo la nostra economia quindi si combatte “silenziosamente” contro il nemico – i separatisti e i russi.

La popolazione è  cambiata molto a partire dalla rivoluzione dell’onore ( quella che ha portato alla fine del potere dell’ex presidente Yanukovich). La gente si è unita come non mai, si sente finalmente parte di uno Stato, parte della Nazione, è nato, cioè, un senso di appartenenza. È’ una sensazione unica, quella che toglie un po’ il fiato, quella che ti fa venire i brividi addosso. Si condivide tutto. Anche i pensionati, che in media percepiscono 1200 grivni (adesso, con l’ inflazione sarebbero meno di 100 euro), donano alle diverse organizzazioni di volontariato quello che possono per aiutare i soldati che purtroppo lo Stato non equipaggia adeguatamente. Anche noi, qui dall’Italia, facciamo il possibile. Mia madre si occupa di una raccolta fondi e di acquisto di diversi medicamenti meno cari e molto più facilmente reperibili qui in Italia. Vi è  però una continua ansia, la speranza di sentire il numero minore possibile di vittime. Per dirti, la prima cosa che mia nonna chiede, entrando a casa dopo un’assenza anche solo di mezza giornata, è “Allora? Novità?”. Si continua a vivere aspettando che il parente, il vicino, l’amico o il conoscente torni a casa.

 

 

Affrontiamo l'annosa questione dei separatisti. Chi sono? Quanti di loro sono di origine ucraina e quanti invece sono infiltrati dell'esercito Russo?

Chi sono? Domanda complicata e forse non sarei in grado di dare una risposta esauriente. Inizialmente i separatisti erano dei manifestanti delle regioni di Donezk e di Lugansk guidati dai capi dell’ex esercito russo. Il problema vero è che in Russia è in atto una vera e propria manipolazione della popolazione. Secondo  i media russi, noi ucraini odiamo coloro che parlano il russo nel nostro paese. Vi è una parcentuale abbastanza alta di ucraini che parlano solo il russo e Putin vuole "aiutare" proprio loro perchè dice che non li rispettiamo e che il nuovo parlamento (che ancora si deve formare ...) non rispetterà i loro diritti. Nel frattempo però crea panico e odio tra le due popolazioni. Per esempio, dicono che nella mia città natale (Leopoli) chi parla  russo viene  accoltellato in mezzo alla strada. Vi assicuro, vi giuro, ci metto la mia faccia non è assolutamente cosi. Siamo un popolo pacifico e fraterno. Io mi rifiuto di credere che più dell’ 80% dei russi possa consapevolmente appoggiare la guerra.  Adesso che tutti i rifugiati  si sono trasferiti un po’ in tutta l’Ucraina e hanno conosciuto la verità, sarà molto più facile unificare definitivamente il Paese senza però nessun “aiuto” esterno del quale non abbiamo bisogno. Se non fosse stato per quest’ultimo, credo che il tutto sarebbe finito molto prima e con le conseguenze meno disastrose.

 

 

Un'altra questione su cui c'e' molto mistero è l'entità delle truppe russe che Putin ha inviato a sostegno dei separatisti. C'e' chi sostiene che siano poche entità fonti britanniche invece parlano addirittura di ventimila uomini. Cosa ci puoi dire a riguardo?

Le truppe russe sempre ci sono state e aumenteranno sempre di più. Se inizialmente fornivano le armi, adesso sparano dal loro territorio con delle armi con le quali è possibile combattere anche a più di 40km di distanza dall’obiettivo. Entrano in maniera illimitata passando per le  frontiere ucraino-russe controllate solo dai separatisti. La TV ucraina ha parlato di 15-18 mila truppe straniere. Sono state, inoltre, fornite come testimonianza delle foto dei satelliti anche all’ultima riunione delle Nazione Unite.Della presenza delle milizie russe non vi è alcun dubbio. Il loro obiettivo principale, secondo quanto dicono, sarebbe il seguente: garantire la sussistenza della penisola di Crimea recentemente annessa. A tal fine sono strategicamente necessarie le regioni attualmente occupate dai separatisti e russi. Secondo le ultime notizie, le truppe russe si stanno avvicinando alla città di Melitopol, dove la popolazione si sta preparando al peggio mobilitandosi completamente. Com’è possibile negare l’evidenza? Io non lo so …

 

 

Intanto l'Europa finalmente sta facendo qualcosa e ha comminato diverse sanzione alla Russia che per la verità non e' stata a guardare. Putin ha infatti subito annunciato in risposta il blocco delle importazioni dei prodotti agroalimentari dall'Ue e dall'Usa e ha minacciato di tagliare la fornitura di gas per l'inverno. Secondo te le misure prese dall'Europa sono la strada giusta? Cosa dovrebbero fare secondo te gli altri Paesi dell'Unione?

Le sanzioni potrebbero essere la strada giusta ma non sono sufficienti. Capisco che nessun paese europeo voglia “litigare” con la Russia e viceversa. Nel nostro mondo super globalizzato, siamo tutti dipendenti dagli altri. Ma è altrettanto vero che non si può restare a guardare cosa sta combinando il presidente russo. Visto l’ultima escalation della situazione, adesso si parla di un possibile aiuto militare dalla Nato. Quindi stiamo parlando di un possibile conflitto internazionale. Conflitto nel terzo millennio dove le armi atomiche sono a disposizione  delle  principali potenze mondiali. Il suolo di battaglia non sarà solo l’Ucraina. Immagino che siano solo delle minacce politiche e si continuerà a far fronte alla situazione solamente mediante il dialogo diplomatico. Anche le notizie di oggi evidenziano l’importanza del dialogo. C’è sta una telefonata tra Poroshenko e Putin nella quale hanno stabilito i passi da seguire per raggiungere definitivamente la pace. Speriamo che funzioni anche se il Kremlino continua a negare l’evidente presenza delle sue truppe nel territorio ucraino.

 

 

Per concludere, ti chiedo ancora una volta quali sono le tue speranze in merito al futuro dell'Ucraina

Adesso siamo quasi al punto di non ritorno. E’ difficile perdonare e trovare un punto d’accordo tra le due parti. Lo vedo praticamente impossibile.  Se la Russia vuole aiutarci a ristabilire l’equilibrio nazionale, lo deve e lo può fare solo mediante le vie diplomatiche e non con la forza. Dall’altro lato però, capisco che parlo di un’ideologia difficilmente realizzabile poiché si tratterrebbe di ammettere la “sconfitta”, fare un passo indietro  che Putin, con le proprie idee imperialiste, difficilmente farà. Spero di sbagliarmi.

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Ida Trombino

Redattrice della rubrica "My Top Tweet"

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