Après la pluie le beau temps - Contessa di Ségur

Sabato, 19 Luglio 2014 13:26
  

 

Cari lettori e care lettrici, la mia scelta letteraria di questa settimana è un po' particolare, non me ne vogliate. In un negozio di articoli usati mi sono imbattuta per caso in un volumetto dalle pagine consunte e ingiallite che, neanche a dirlo, ha attirato subito la mia attenzione. Si trattava di un vecchio romanzo francese – vecchio in tutti i sensi, dato che risale al 1871 e l'edizione che io avevo in mano era quella del 1930 – della Contessa di Ségur, scrittrice di racconti e romanzi per l'infanzia. Da quel che ho potuto capire con l'aiuto di internet, non esistono traduzioni in altre lingue, quindi quelli di voi che non parlano francese giudicheranno la mia scelta quantomeno inutile, se non addirittura snob ed elitaria. Per cui ripeto ciò che ho scritto all'inizio: non me ne vogliate! La mia scelta è guidata dalla curiosità e dalla voglia di scoprire e far conoscere anche a voi qualcosa di insolito.
 
Il titolo di questo romanzo è un proverbio che significa letteralmente “Dopo la pioggia il bel tempo”, che poi è l'equivalente del nostro proverbio “Dopo la pioggia torna il sereno”, e se vogliamo proprio risalire alle origini, entrambi provengono dal detto latino “Post nubila Phoebus”. Voilà, abbiamo fatto il nostro dovere etimologico. Dunque, di cosa parla esattamente questo libro? La piccola e ricca orfana Geneviève vive a casa dello zio e tutore insieme al cugino Georges, di qualche anno più grande, ma è vittima delle continue monellerie di quest'ultimo e degli ingiusti rimproveri di suo zio, cieco davanti alle malefatte di suo figlio. Il confine tra giusto e sbagliato, buono e cattivo, morale e immorale non potrebbe essere più netto; in fondo è un libro per ragazzi e per giunta dell'Ottocento, che deve insegnare ai bambini che le nostre azioni hanno sempre delle conseguenze, e che alla fine i buoni saranno premiati e i cattivi saranno puniti. Geneviève viene salvata da una cugina che si incarica della sua educazione; gli anni passano, i ragazzi crescono, gli immancabili progetti di matrimonio prendono forma... Insomma, tipico svolgimento.
 
Sono due le cose che colpiscono, a mio parere. La prima è la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari, come proprio questa cugina, Mademoiselle Primerose: schietta, decisa e soprattutto tremendamente logorroica, ma convinta di parlare poco e perciò sempre pronta ad accusare la sua cameriera di non lasciarle dire una parola. È un personaggio vivo, colorato, molto moderno in alcuni tratti, che in un certo senso guida lo sviluppo della storia mentre gli altri personaggi si limitano a seguirlo. La seconda cosa che vale la pena menzionare è la forte componente cattolica del romanzo, che raggiunge il suo apice sfociando nel sostegno alle truppe pontificie nella battaglia di Mentana contro i garibaldini nel 1867. Scopriamo, allora, che la contessa di Ségur, da brava cattolica, sosteneva il Papa contro quelle orde di ribelli infedeli che volevano formare il Regno d'Italia! Non lo trovate sfizioso?
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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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