Il mondo nuovo, di Aldous Huxley. Il mondo nostro?

Domenica, 06 Luglio 2014 14:41
  

Il mio approdo alla lettura di questo libro è avvenuto per mezzo di un altro volume.
Ero terribilmente depressa perché avevo appena finito di leggere Fahrenheit 451, di Brandbury, continuando a ripetermi in tono drammatico "troppo breve, troppo breve" e già sentivo di voler colmare il vuoto con una lettura simile.

Ricordandomi de Il mondo nuovo, di Aldous Huxley, sopito da un po' nella mia biblioteca, dopo una veloce rilettura della trama, mi sono rallegrata di aver scovato una nuova lettura simile a quella appena conclusa.

Niente di più sbagliato, ovviamente.

Il mondo nuovo è totalmente diverso da Fahrenheit 451, ma se non si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, possiamo dire che la fantascienza c'è ed anche una discretamente apocalittica visione del futuro.

Ambientato nell'anno di Ford 632 (corrispondente all'anno 2540 della nostra era), Il mondo nuovo descrive una società il cui motto è "Comunità, Identità, Stabilità".

Come sempre accade, c'è di mezzo una lunga guerra che ha distrutto ogni certezza, nonché ogni brandello del mondo come noi lo conosciamo, ponendo le basi per la nascita di una società del tutto nuova e del tutto diversa, oserei dire quasi disumanizzata. Ciò che mi ha davvero colpita e quasi sconvolta di questo libro è che, pur essendo un'opera del 1932, tratta temi di forte impatto anche ai nostri giorni, quali gli effetti della produzione in serie, il controllo delle nascite, lo sviluppo di embrioni umani in modalità extrauterina (in provetta), il condizionamento mentale, l'abolizione dei vincoli familiari, le rigide regole contraccettive per impedire nascite non controllate, la divisione in caste, la scoperta del sesso durante l'infanzia e prima della pubertà...insomma, non so se sono io ad avere una mentalità chiusa e retrograda, ma non mi aspettavo certo tutto questo da un libro scritto nel 1932!


Facilmente reperibile su Google la definizione di umanista e pacifista per il nostro Aldous Huxley e, confesso, mi ha un po' rattristato leggere che faceva anche uso di allucinogeni per scrivere i suoi racconti. Chiaro, insomma, da dove egli avesse preso l'ispirazione per inventarsi la storia del Soma, la droga del futuro.

 

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Ma Huxley si interessò anche alla biologia (seconda laurea in scienze biologiche ad Oxford) e alla parapsicologia e al misticismo filosofico. Fu mentore di un altro celeberrimo scrittore della corrente "anti-utopica", Gearge Orwell, il quale finì per criticare aspramente l'opera del suo maestro, in quanto, a suo parere, la decadenza dei costumi aveva più rilievo che non la distruzione dei legami e dei sentimenti umani.

In effetti, nelle opere dei due grandi scrittori, si ritrova il medesimo sistema totalitaristico di base, ma presentato in maniera del tutto diversa, opposta. Orwell fa riferimento a qualcosa che il genere umano aveva già vissuto: la mancanza di libertà che deriva da forti vincoli materiali  e da un evidente esercizio del potere e della forza.

Ma cosa succede se gli uomini finiscono col non essere consapevoli della manipolazione che subiscono o se la preferiscono alla piena consapevolezza della realtà? Questo il quesito di Huxley.

 

 

 

 

Ecco le differenze, in breve:

 

 ORWELL:  HUXLEY:
 Censura informazioni.  Non c'è bisogno di censura perché alla gente non importa leggere.
 Poche notizie manipolate.  La gente è bombardata da notizie e immagini, in modo che non possa distinguere fra buona e cattiva informazione: stordito dal bombardamento mediatico, lo spettatore preferisce, ad esempio, i quiz televisivi.
 Lo Stato come prigione.  Le persone finiscono per crearsi una prigione, perché vogliono essere distratte e preferiscono l'intrattenimento alla completa visione della realtà per com'è davvero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E dunque, per quanto il futuro distopico descritto in 1984 sia molto più noto, oserei dire che quello creato da Huxley sia molto probabile, ora, in alcune sfumature e, forse, già in procinto di realizzarsi. Il tema dell'intrattenimento e del desiderio di rifuggire la realtà mi riportano, evvai!, anche a Fahrenheit 451, sebbene quest'ultima sia un'opera di una ventina d'anni più tarda.

Ma a parte tutto, io concluderei con una sintesi molto più concreta de Il mondo nuovo: riuscireste ad immaginare un mondo in cui la massima libertà è divisa da un filo sottile dalla totale assenza di libertà? Un mondo in cui le persone vengono create in serie come automobili, tubetti di dentifricio o qualunque altro prodotto industriale. Un mondo in cui non ci sono né padre né madre, né tantomento figli e dove tutti pensano a fare solo quello che gli viene detto di fare e, nel tempo libero, a divertirsi con i divertimenti concessi e incoraggiati, al fine di distrarre e impedire il libero pensiero, la libera espressione. Sentirsi liberi, ma non esserlo. Fingere di non vedere. Ignorare. Un mondo senza passato, senza storia, senza letteratura, senza immaginazione e un'esistenza priva d'amore, di legami, di ambizioni, di sogni.

 

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So che con questa conclusione rischio d'essere smielata e un po' banale, ma il mondo di Huxley è esattamente così, descritto con brutale perizia clinica e pacata (quasi sempre) neutralità. E gli esseri umani sono molto felici. O molto infelici. Sicuramente privi di bellezza e gestiti come merci. Vuoti.
Perché consapevolezza vuol dire angoscia, dolore, paura e, soprattutto, solitudine.
E la solitudine finisce sempre col rendere folli (o troppo, troppo sensati). E finisce con la morte.
Triste? Un po'. Ma anche coinvolgente, appassionante, angosciante, pauroso, freddo, assurdo e vero, per quanto immaginario.

 

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Ottima edizione Mondadori, che comprende anche il saggio successivo di Huxley, ritorno al Mondo nuovo, del 1958, in cui l'autore presenta la sua personale interpretazione dell'opera, anche alla luce del nuovo progresso scientifico e tecnologico avvenuto nell'arco di tempo che separa i due libri.

 

Concludo con una interessantissima lettera che ho scovato online e che, a quanto pare, Huxley indirizzò proprio a George Orwell a proposito delle loro opinioni divergenti.

 

Buona lettura.

 

 

Wrightwood. California.


21 October, 1949


Dear Mr. Orwell,


It was very kind of you to tell your publishers to send me a copy of your book.
It arrived as I was in the midst of a piece of work that required much reading and consulting of references; and since poor sight makes it necessary for me to ration my reading, I had to wait a long time before being able to embark on Nineteen Eighty-Four.
Agreeing with all that the critics have written of it, I need not tell you, yet once more, how fine and how profoundly important the book is.
May I speak instead of the thing with which the book deals — the ultimate revolution?
The first hints of a philosophy of the ultimate revolution — the revolution which lies beyond politics and economics, and which aims at total subversion of the individual's psychology and physiology — are to be found in the Marquis de Sade, who regarded himself as the continuator, the consummator, of Robespierre and Babeuf.
The philosophy of the ruling minority in Nineteen Eighty-Four is a sadism which has been carried to its logical conclusion by going beyond sex and denying it.
Whether in actual fact the policy of the boot-on-the-face can go on indefinitely seems doubtful.
My own belief is that the ruling oligarchy will find less arduous and wasteful ways of governing and of satisfying its lust for power, and these ways will resemble those which I described in Brave New World.
I have had occasion recently to look into the history of animal magnetism and hypnotism, and have been greatly struck by the way in which, for a hundred and fifty years, the world has refused to take serious cognizance of the discoveries of Mesmer, Braid, Esdaile, and the rest.
Partly because of the prevailing materialism and partly because of prevailing respectability, nineteenth-century philosophers
and men of science were not willing to investigate the odder facts of psychology for practical men, such as politicians, soldiers and policemen, to apply in the field of government.
Thanks to the voluntary ignorance of our fathers, the advent of the ultimate revolution was delayed for five or six generations.
Another lucky accident was Freud's inability to hypnotize successfully and his consequent disparagement of hypnotism.
This delayed the general application of hypnotism to psychiatry for at least forty years.
But now psycho-analysis is being combined with hypnosis; and hypnosis has been made easy and indefinitely extensible through the use of barbiturates, which induce a hypnoid and suggestible state in even the most recalcitrant subjects.
Within the next generation I believe that the world's rulers will discover that infant conditioning and narco-hypnosis are more efficient, as instruments of government, than clubs and prisons, and that the lust for power can be just as completely satisfied by suggesting people into loving their servitude as by flogging and kicking them into obedience.
In other words, I feel that the nightmare of Nineteen Eighty-Four is destined to modulate into the nightmare of a world having more resemblance to that which I imagined in Brave New World.
The change will be brought about as a result of a felt need for increased efficiency.
Meanwhile, of course, there may be a large scale biological and atomic war — in which case we shall have nightmares of other and scarcely imaginable kinds.
Thank you once again for the book.

 

Yours sincerely,

 

Aldous Huxley

 

TRADUZIONE:

 

Wrightwood. California.


21 Ottobre, 1949

 

Caro Signor Orwell,


E' stato molto gentile a farmi avere per conto dei suoi editori una copia del libro.
E' arrivato mentre ero nel pieno di un lavoro che richiedeva molte letture e consultazioni di fonti; e dal momento che la mia scarsa vista mi obbliga a razionare le letture, ho dovuto aspettare molto tempo prima di poter essere in grado di imbarcarmi in Millenovecento-Ottantaquattro.
D'accordo con tutti i critici che ne hanno scritto, non ho bisogno di dirle, ancora una volta, quanto di buono e di profondamente importante ci sia in questo libro.
Posso, invece, parlare del tema che il libro affronta- l' Ultima Rivoluzione?
I primi indizi di una filosofia dell' Ultima Rivoluzione - la rivoluzione che giace ben oltre la politica e l'economia, il cui scopo è la sovversione totale della psicologia individuale e della fisiologia- sono riscontrabili nel Marchese de Sade, che ritenne se stesso come il continuatore, il perfezionatore, di Robespierre e Babeuf.
La filosofia della minoranza al potere in 1984 è un sadismo che è stato portato alla sua logica conclusione andando oltre il sesso e negandolo.
Nutro dei dubbi sul fatto che nella realtà la politica dello "stivale sulla faccia" possa andare avanti indefinitamente.
Sono convinto che l'oligarchia al governo troverà vie sempre meno ardue e dispendiose di governare e soddisfare la sua brama per il potere, e che queste vie assomiglieranno a quelle che ho descritto ne Il Mondo nuovo .

Recentemente ho avuto l'occasione di dare uno sguardo alla storia del magnetismo animale e dell'ipnotismo, e sono stato seriamente colpito dal modo in cui, per centocinquanta anni, il mondo si sia rifiutato di prendere in seria considerazione le scoperte di Mesmer, Braid, Esdaile, e il resto di loro.
In parte a causa del predominante materialismo, in parte a causa della predominante rispettabilità, i filosofi del diciannovesimo secolo e gli uomini di scienza non erano inclini ad investigare i bizzarri meandri della psicologia per darne riscontro agli uomini pratici, come i politici, i soldati e i poliziotti, permettendo loro di applicarli in campo governativo.
Grazie alla volontaria ignoranza dei nostri padri, l'avvento dell' Ultima Rivoluzione è stato ritardato di cinque o sei generazioni.
Un altro incidente fortunoso fu l'incapacità di Freud di ipnotizzare con successo e la sua conseguente critica dell'ipnotismo.
Questo ritardò l'applicazione dell'ipnosi alla psichiatria per circa quarant'anni.
Ma oggi la psicanalisi sta iniziando ad essere combinata all'ipnosi; e lo stato di ipnosi è stato reso più facilmente raggiungibile con l'uso dei barbiturici, che inducono uno stato ipnoide e suggestionabile anche nei soggetti più recalcitranti.
Credo che entro la prossima generazione i padroni del mondo scopriranno che il condizionamento degli infanti e la narco-ipnosi sono più efficienti, come strumenti di governo, rispetto a club e prigioni, e che la loro brama di potere potrà essere completamente soddisfatta suggestionando le persone in modo che esse amino il proprio stato di servitù, invece di fustigarli e ridurli all'obbedienza.
In altre parole, sento che l'incubo di 1984 sarà destinato ad evolvere nell'incubo di un mondo che somigli a quello che ho immaginato ne Il Mondo nuovo .
Il cambiamento sarà portato avanti come necessario per raggiungere una maggiore efficienza.
Nel frattempo, ovviamente, ci potrà essere una guerra atomica e biologica su larga scala- nel qual caso avremo incubi di altra e scarsamente immaginabile natura.
La ringrazio ancora per il suo libro.

 

Sinceramente suo,

 

Aldous Huxley.

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