Commuoversi non basta, è arrivato il momento di muoversi

Domenica, 02 Febbraio 2014 18:57
  

Perché si manomettono le parole? perché si eternizza il presente? forse perché non ci si vuole staccare dal passato e non si vogliono trovare le parole per dare inizio ad un vero sogno politico ? Napoli rispecchia esattamente tutto ciò'. Pirandello nel "Il fu mattia pascal" disse:" Chiusa nel sogno del suo maestoso passato, non ne vuol più sapere di questa vita meschina che si ostina a formicolarle intorno. Quando una città ha avuto una vita come quella di Roma, con caratteri così spiccati e particolari, non può diventare una città moderna, cioè una città come un'altra" In questa descrizione rivedo Napoli con la sua storia con il suo passato. Una città che non vuole cambiare, che viene considerata come la città della pizza e del mandolino, che viene dipinta in base alle vecchie tradizioni e con immagini lontane dalla realtà. Il fardello del passato ci pesa ogni giorno. E' come se si volesse rimanere in questa situazione, come se si volesse sentir dire che Napoli è la città dove tutto è possibile. Una realtà ferma in una palude, in una situazione di stallo, in cui non c'è volontà di riscatto, in cui non si guarda avanti con speranza, in cui tutto è utopia. Una città abbandonata a se stessa. Nessuno pensa a come risvegliarla, ma si pensa al "prima", ci si piange addosso. E' il momento di dare inizio al sogno politico della nostra città, come dice Don Ciotti:" Commuoversi non basta, è arrivato il momento di muoversi".

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