Quando il calcio unisce...

Mercoledì, 05 Giugno 2013 14:38
  

Quella del 2 giugno è stata una giornata particolare in tutta la Turchia. Una giornata di guerriglia urbana dove decine di migliaia di persone sono scese in piazza contro il governo Erdogan, denunciandone la politica autoritaria e il presunto tentativo di "islamizzazione" del Paese. Il bilancio ufficiale degli scontri, secondo il ministro degli interni Muammer Guler, è di 79 feriti, di cui 53 civili e 26 agenti... 

Ne siamo sicuri?! 

Ebbene sì, ogni qualvolta un intero popolo scende in piazza per i propri diritti, e a mettergli bastone tra le ruote utilizzando la tecnica dell' "abuso di potere" è la polizia, ci saranno sempre e solo feriti. Anche questa volta i feriti non sono 79. Il numero supererebbe il migliaio inoltre, secondo Amnesty International, ci sarebbero stati anche due morti. 

Una notizia che ci lascia senza parole?!

Forse, anche se non ci sarebbe da stupirsi sapendo che ieri la polizia ha iniziato a sparare lacrimogeni ad altezza d'uomo e, soprattutto, ha cominciato a premere qualche grilletto di troppo. 

Di fronte ad uno scenario del genere, hanno deciso di protestare spalla a spalla anche i supporter dei tre principali club calcistici turchi, ai quali la parola "polizia" non è molto simpatica. I supporters del Galatasaray, Fenerbahce e Besiktas, che durante il campionato sono nemici giurati. In ogni partita nella quale si affrontano non fanno mancare i consueti scontri. Con un comunicato, le tre società hanno annunciato l'intenzione di mettere da parte la loro storica rivalità per schierarsi al fianco delle migliaia di persone che in questi giorni, stanno lottando per i propri diritti. Di certo la protesta non finirà qui; al momento i manifestanti presidiano ancora piazza Taksim a Istanbul, anche se, secondo i giornalisti presenti sul posto, il loro numero è sceso notevolmente.

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