Intervista all'Assessore Alessandra Clemente

Venerdì, 12 Aprile 2013 11:48
  

Cari lettori, questa è una grande occasione: recentemente abbiamo potuto intervistare Alessandra Clemente, assessore ai giovani per il Comune di Napoli, con delega alle politiche giovanili, creatività e innovazione. Con molta gentilezza, l'assessore ci ha concesso un lungo incontro, e la sua disponibilità testimonia la grande vicinanza ai cittadini da parte di questo assessorato.

Ecco di seguito l'intervista.

Lorenzo: Cominciamo dall'inizio: tu hai una storia personale che è nota e che è sempre stata improntata alla legalità e al lavoro con le associazioni, e quindi ti volevo chiedere questo cosa comporta nel tuo “nuovo lavoro”. Ti ha aiutato a immedesimarti nella carica e nel progetto di ciò che intendi fare?

Alessandra: Io non posso prescindere da quella che è la mia storia; anche in conferenza stampa, che è un momento che ho vissuto con grande emozione e anche con l'imbarazzo giusto data la giovane età, ho avuto occasione di dire che non potevo prescindere da ciò che mi è successo, perché questo mi ha dato il mio DNA e mi ha dotata negli anni di una sensibilità. Una sensibilità scomoda, perché ti fa soffrire, ti mette di fronte alle ferite più profonde della nostra città; però è una sensibilità che ti rende diversa e che ha orientato i miei passi, la mia crescita e il mio rapporto con la città di Napoli, che deve chiedere scusa a tanti per le sue mancanze e le sue tragedie, ma è anche una città meravigliosa che è stata ed è in grado di prendersi cura di me, nei territori, con delle esperienze che forse sono piccole ma a cui è importante dare luce.

La mia Napoli, che si è presa cura di me, è la Napoli delle associazioni.

È la Napoli dell'impegno giovanile nel sociale, e qui penso a Libera, al coordinamento campano delle associazioni antiracket, al coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità. Questo ha permesso che io imparassi, nel mio piccolo, che avevo anche il diritto di urlare il mio dolore, ma non per fare compassione, bensì per chiedere responsabilità; perché ciò che permette oggi di dar senso a ciò che senso non ha, cioè la morte di mia madre, è soltanto l'impegno di tutti per affrontare ciò che produce ingiustizie così gravi, e quindi per il cambiamento sociale è necessario mettersi in moto.

L: Parlando di associazioni, voglio chiederti qualcosa riguardo alle frodi commesse contro il Comune di Bacoli da parte di alcune associazioni (chiaramente non c'entrano nulla quelle da te citate); voi siete a conoscenza di casi analoghi nel Comune di Napoli e cosa intendete fare per evitare che si verifichino anche qui eventi simili?

A: L'antidoto a situazioni così gravi è sicuramente l'operare in condizioni di trasparenza totale; come assessorato abbiamo la volontà di essere trasparente e veramente fruibile, e l'abbiamo dimostrato da subito. Il primo bando è stato rivolto ad associazioni giovanili e singoli, ed andrò a presentarlo di persona in tutte le dieci municipalità; questo perché bisogna ribaltare una mentalità che è colpa anche di situazioni così gravi e di errori di cattive associazioni come queste di cui tu mi racconti. Io non ero a conoscenza di questo fatto, lo apprendo da te in questo momento, ed è evidente che le informazioni non devono arrivare ai soliti pochi, che per fare le cose non deve essere necessario appartenere a chissà quale giro, e quindi mettere in atto politiche con i giovani e per i giovani, in questa città, significa prima di tutto fare in modo che le barriere che ci sono tra i diversi quartieri della città, le barriere che ci sono anche tra i diversi modi di essere giovani, vengano abbattute. E quindi l'operazione di comunicazione, trasparenza, gestione delle commissioni è l'antidoto al ripetersi di situazioni del genere; io metto tutta me stessa in questa esperienza e quella che sarà una precondizione di tutti i bandi sarà proprio il richiedere a tutte le associazioni ed ai gruppi giovanili l'adesione al protocollo di legalità che è stato stipulato l'anno scorso dal Comune di Napoli. Sembra poco, sembra inutile, e invece è qualcosa di importante che chiederemo sempre a tutti.

L: Hai parlato di una cosa che mi interessa molto, ovvero le barriere tra i quartieri della città. A questo proposito ti chiedo se come assessorato siete coinvolti, e se è così se avete già un'idea di che fare, sul problema dei rapporti con le periferie, e sulla difficoltà per i cittadini (i ragazzi ma non solo) delle periferie di arrivare in centro e tornare. Dunque il problema dei trasporti pubblici e della viabilità.

A: Ragioniamo da un doppio punto di vista: da un lato c'è un discorso di viabilità e mobilità, e su questo è in corso l'adeguamento di tutto il sistema dei trasporti, rivolto a tutti i cittadini. Però c'è anche, secondo me, un discorso di accesso ai luoghi della città di tipo identitario; perché ci sono anche ragazzi del centro che non vanno nelle periferie, e questo non perché manchino i mezzi di trasporto, ma perché mancano le motivazioni. E quindi c'è un grande autismo tra i diversi quartieri della città ed un grande immobilismo dei ragazzi che vivono i quartieri. Perché finché io, Alessandra, ragazza nata e cresciuta al Vomero-Arenella, non avrò un motivo, anche solo un mercatino vintage o delle pulci, per frequentare il Rione Traiano o Scampia, allora ci sarà sempre una ghettizzazione delle aree della città.

È proprio questo il meccanismo che noi vogliamo rompere: il primo simbolo, e qui torno a parlare del bando, è che i vincitori dovranno essere distribuiti in modo uguale su tutto il territorio delle dieci municipalità, proprio per dare condizioni e possibilità reali a tutte le municipalità di partecipare. Perché non possiamo prescindere dalla riflessione e dalla consapevolezza che ci sono dei quartieri che hanno punti di accesso e di fruizione alla cultura, alle professioni, ai consumi che sono più solidi di quelli di altri quartieri, e guarda caso sono i quartieri in cui la presenza delle organizzazioni criminali non causa il degrado che causa in altri quartieri, ma resta più sottotraccia. Quindi c'è un apparente quieto vivere che nasconde le attività criminali; bisogna dunque garantire l'osmosi di una partecipazione giovanile ma non soltanto interrogandoci sui mezzi pubblici (che devono esserci), perché sia il ragazzo di Scampia sia il ragazzo del Vomero hanno il motorino sul quale spostarsi in città; noi invece dobbiamo creare una mobilità giovanile data da punti di interesse che permettano di vivere la città a 360 gradi. Sul lungo termine questo deve essere il nostro obiettivo: fare in modo che gli interessi giovanili siano distribuiti su tutto il territorio.

L: Premesso che è molto interessante il punto di vista che porti, e spesso è molto sottovalutato, uno dei fulcri della vita giovanile è costituito dalle università di Napoli, che hanno quasi tutte le sedi al centro; la mia domanda sui trasporti era riferita anche a questo tema.

A: È giustissimo ciò che dici, infatti io intendo questa delega, la delega ai giovani, come un collante di tutte le deleghe di questa giunta. Io ho già chiesto a tutti i miei colleghi assessori di declinare qualsiasi tipo di intervento e ogni loro delibera (come quelle sulla mobilità della collega Donati o quelle sull'urbanistica del collega De Falco) in modo che preveda un ragionamento sui giovani della città di Napoli; questo proprio perché adesso c'è l'esigenza dei trasporti, del lavoro, dell'impresa, quindi deve esserci una grande sinergia. La volontà di noi assessorato è quella di ascoltare i giovani della città per poi farci ascoltare insieme, e quando dico questo penso che per la prima volta le esigenze giovanili trovano un riconoscimento non di chiacchiere ma di fatti: nel momento in cui la giunta si riunisce pensa a come dev'essere Napoli nel 2020, nel 2040.

L: Hai parlato giustamente di lavoro e imprese; come sappiamo, qui in Campania il tasso di disoccupazione giovanile è il più alto d'Italia. Avete già in mente qualche progetto per favorire i rapporti dei giovani con le imprese?

A: Guarda, ho tra le mani una delibera condivisa con l'assessore Panini, assessore al lavoro con deleghe a gestione della crisi e politiche di sviluppo, sul microcredito; entro un paio di mesi speriamo di vedere i primi frutti di questa collaborazione operativa.

L: Un altro tema che mi interessa trattare è quello delle residenze universitarie, che a Napoli sono tristemente carenti. So che il Comune non ha competenza totale su di esse, ma in passato si ipotizzò di destinare alcuni stabili a questo uso; tu cosa puoi dirci su questo?

A: Il mio insediamento è contemporaneo a quello dell'assessore Piscopo. In questo momento storico, quello della rottura con il sistema Romeo, che per anni ha gestito il patrimonio immobiliare del Comune di Napoli, abbiamo approvato di concerto con il Consiglio comunale un regolamento che prevede l'affido e la dismissione del patrimonio del Comune. Abbiamo iniziato insieme un ragionamento proprio sull'accesso dei giovani di questa città alla possibilità di trovare, grazie anche al riutilizzo di questi beni pubblici, un canale attenzionato; e dunque abbiamo iniziato, insieme all'assessore Piscopo, uno studio delle caratteristiche dei beni per individuare quelli adatti ad essere destinati a quest'uso, per studenti e non solo. Infatti nel cuore delle politiche giovanili c'è il diritto alla casa (insieme al diritto al credito ed al diritto al ricambio generazionale).

L: Ti volevo chiedere anche qualcosa riguardo alla delega sull'innovazione: a cosa hai destinato la tua attenzione su questo tema?

A: L'innovazione è una categoria ampia; i primi due provvedimenti che ho preso sono quelli su Napoli I-Cloud City e Napoli City Smart, due delibere che si pongono come obiettivo un accesso reale dei giovani alle informazioni tramite la possibilità di accedere, in quattro zone strategiche, al wi-fi gratuito. Io concepisco i ragazzi napoletani come dei portatori naturali di creatività e innovazione; ma per esprimere queste capacità è necessario essere informati, non soltanto di ciò che accade dietro casa, bensì nel Paese, in Europa e nel mondo. Bisogna che ci siano delle condizioni materiali, quindi è necessario garantire ai giovani della città di Napoli l'accesso all'informazione attraverso la rete internet, soprattutto nei centri di più intensa aggregazione giovanile; e poi si devono valorizzare tutte le esperienze positive di incubatori di start-up imprenditoriali, come quello di Napoli Est.

Inoltre io credo che l'innovazione sia frutto anche dell'incontro interpersonale: io, i membri del mio staff ed i funzionari ci siamo recati nei centri giovanili, dove mi sono accorta che era la prima volta, per queste realtà, di incontrare sul posto il loro assessore di riferimento.

L: Cambiamo argomento: a causa di un ritardo (del Governo Monti e non dell'amministrazione comunale)  del “fondo salva-Napoli” sarebbe per ora stato sbloccato solo il 20%, quindi circa 52 milioni di €; avrebbero invece dovuto essere circa 260 milioni. Come temi che questo possa influire su ciò che hai in programma a breve termine?

A: L'assessorato è con i piedi a Napoli ma con la testa in Europa; con una buona programmazione riusciremo a resistere a questa situazione, che resta comunque drammatica in quanto va a colpire innanzitutto gli operatori dei centri giovanili.

Siamo in un momento storico che la città, nel suo impianto comunale, non ha mai vissuto prima; penso che questo è uno dei motivi per cui una ragazza come me, con la mia storia, ha un ruolo del genere: se non ci fosse stata questa situazione di emergenza non sarebbe stato chiesto tanto. Io non mi sono mai proposta politicamente, e dunque sta a noi capire che una buona idea non ha costo.

L: Hai ricordato di non esserti mai proposta in politica; ma se questa esperienza attuale andasse bene, valuti di poterti impegnare più a fondo in futuro?

A: Per adesso il mio futuro è costituito dai miei studi, io sono laureata in legge ed ho studiato per il concorso in magistratura. Intanto vivo molto questa situazione come un servizio nei confronti della polis, così come ho sempre pensato, nel mio attivismo giovanile, di fare politica, interrogandomi sul come trovare delle soluzioni per i problemi che mi vedevo intorno.

Sicuramente nel futuro continuerò un impegno politico in questa accezione, ma rispetto ad un'ottica partitica trovo la mia ispirazione nei movimenti.

L: L'ultima cosa che ti chiedo, infine, è quale sarà il tuo prossimo atto come assessore.

A: Intendo lavorare sui modi di essere giovani nella città di Napoli, e questo passa necessariamente per un grande momento partecipativo.

L'intervista è terminata, noi ringraziamo sentitamente Alessandra che con grande gentilezza ci ha concesso questo incontro ed ha risposto a tutte le nostre domande; le auguriamo i migliori risultati nella sua azione amministrativa e siamo fiduciosi che il suo entusiasmo sia uno dei punti di forza per il rilancio dell'azione politica della nostra giunta comunale.

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Lorenzo Fattori

Dottore in Sociologia, laureato alla Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli - Federico II.

Presidente del Consiglio degli Studenti e membro studentesco del Consiglio di facoltà della Facoltà di Sociologia.

Membro dell'Esecutivo provinciale dell'UdU - Unione degli Universitari.

In precedenza, ho collaborato con la pubblicazione studentesca SpazioTempo, con il giornale online AgoraVox Italia e con la rivista scientifica Quaderni d'Altri Tempi.

 

- "Homo sum: nihil humanum est a me alienum puto" -

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