Il toscanello infiammato

Lunedì, 03 Dicembre 2012 10:30
  

“E ora” - si chiede mezza Italia - “che cosa farà Matteo Renzi?”

Secondo noi la cosa migliore sarebbe che tornasse a fare il sindaco, visto che al consiglio comunale di Firenze è assente da circa due mesi (aveva di meglio da fare?) e questo non ci pare molto bello. Inoltre, come di sicuro sapete, la Corte dei Conti ha da poco bocciato il bilancio del Comune e questo, insieme all'ispezione della Guardia di Finanza per presunte irregolarità nell'assunzione con chiamata diretta (e meno male che Renzi era una novità... questi sono metodi da I repubblica!) di circa trenta tra dirigenti e funzionari, significa grane in arrivo per il sindaco.

Eppure noi crediamo che anche questa sconfitta e questi guai non intacchino più di tanto la strategia del nostro toscanello preferito, che tra un anno si giocherà la vera battaglia.

Perché sì, cari lettori, noi siamo convinti che Renzi ora punti dritto alla segreteria del PD; pensateci: già ora si è fatto alfiere di una battaglia, sincera o meno, di rinnovamento, anche interno al partito, e proprio l'anno prossimo ci sarà il congresso nazionale, che dovrà eleggere il nuovo segretario.

Bersani ha già confidato che non intende ricandidarsi, ed è anzi probabile, vista la situazione attuale, che in quel momento lui avrà ben altre rogne a cui badare a Palazzo Chigi; con la confusione che c'è nel Partito dei Ladri, infatti, è ben difficile che si riesca a cambiare l'attuale legge elettorale, e questo spianerebbe la strada alla conquista, per il neo-vincitore delle primarie, della Presidenza del Consiglio.

Al congresso, dunque, il toscanello potrebbe aver quasi la strada spianata, eppure dovrebbe anche lì rottamare qualcuno. “Qualcuno dei soliti vecchi, D'Alema, Fioroni, Marini?” - ci chiederete voi.

Noi non crediamo sia uno di questi.

Anzi, siamo convinti che gli avversari del sindaco di Firenze potranno essere dei suoi quasi-coetanei: in particolare, due membri dell'attuale segreteria ci sembrano ben piazzati ed agguerriti per la lotta di successione. Parliamo di Matteo Orfini (35 anni) e Andrea Orlando (43 anni), entrambi vicini a Bersani, al quale va dato atto che, negli ultimi anni, ha iniziato ad attuare una forte opera di rinnovamento nella dirigenza del PD, inserendo molti “giovani”; a questi due nomi, infatti, si possono aggiungere anche Stefano Fassina (44 anni), Roberta Agostini (32 anni), Nico Stumpo (40 anni) e altri, ovvero la più giovane segreteria di partito d'Europa.

Noi siamo convinti che nessuno di questi, per ora, abbia voglia di farsi rottamare, essendo ancora abbastanza lontani dalle soglie della pensione; per saperlo, non ci resta che aspettare e vedere.

E ricordate: il potere logora chi non ce l'ha!

Vota questo articolo
(3 Voti)
Lorenzo Fattori

Dottore in Sociologia, laureato alla Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli - Federico II.

Presidente del Consiglio degli Studenti e membro studentesco del Consiglio di facoltà della Facoltà di Sociologia.

Membro dell'Esecutivo provinciale dell'UdU - Unione degli Universitari.

In precedenza, ho collaborato con la pubblicazione studentesca SpazioTempo, con il giornale online AgoraVox Italia e con la rivista scientifica Quaderni d'Altri Tempi.

 

- "Homo sum: nihil humanum est a me alienum puto" -

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.