Ponte di San Giacomo dei Capri. Storia di un incompiuto “made in Naples”

Venerdì, 26 Ottobre 2012 16:19
  

Napoli. Il bello delle inchieste è che spesso nascono per caso. Può capitare di stare tranquillamente seduti al bar con un amico, sorseggiando un caffè e venire a conoscenza di una storia che ha dell’incredibile. È il caso del Ponte di San Giacomo dei Capri, un mostro che da venticinque anni deturpa il quartiere Arenella.

Ma procediamo con ordine: era un pomeriggio come tanti altri e consumavo un aperitivo con Gabriele Basile (un nostro collaboratore), quando parlando del più e del meno, quest’ultimo mi racconta di aver visto questo ponte interrotto. Improvvisamente mi si accende la curiosità e nel giro di pochi minuti eravamo già armati di fotocamera, pronti ad indagare su questo strano “oggetto”.

Una volta sul posto, ci siamo subito resi conto di quanto pericolosa fosse questa struttura. Essendo un’opera incompiuta, il ponte termina nel vuoto e niente, se non una rete bucherellata, impedisce l’accesso alla struttura. Ora, trovandosi in un quartiere densamente popolato, è facile ipotizzare che durante il giorno, ragazzi o ancor peggio bambini possano essere tentati dall’andare a giocare sul ponte, spinti dalla curiosità o dal desiderio di compiere qualche azione spericolata.

A seguito di qualche ricerca, ho scoperto che l’opera è costata ai contribuenti ottocento milioni di vecchie lire e che il suo scopo doveva essere alleggerire il traffico in direzione dell’anello ospedaliero. I lavori ebbero una brusca interruzione nel 1988 a causa dell’impossibilità del Comune di Napoli nel procedere con gli espropri. Pare infatti che in zona abitasse una famiglia con un figlio disabile. I gravi problemi del ragazzino fecero sì che si creasse tra la gente del quartiere una forte solidarietà, fino a creare una vera mobilitazione che tra il 1990 e il 1992 attirò più volte l’attenzione del TG3 Campania. 

Ora, a distanza di molti anni la famiglia in questione si è trasferita altrove, il ponte invece è ancora lì ad un metro e mezzo di distanza dalle finestre dei palazzi circostanti. Un monumento alla cecità di chi “per fare bene fa peggio”. Non è dato sapere di preciso cosa ne sarà di questa inutile e mostruosa lingua di asfalto. Le solite indiscrezioni raccontano che a breve, forse qualche anno, il ponte sarà demolito per essere poi sostituito da dei parcheggi. A noi non resta che chiedere alle istituzioni maggiore attenzione, al fine di non ripetere errori cosi vistosi e ingombranti.

Vota questo articolo
(7 Voti)
Mirko Galante

Da sempre appassionato di comunicazione in ogni sua forma. Amo la fotografia e le riprese video. Adoro raccontare ciò che mi circonda attraverso uno sguardo critico ma propositivo. Non mi piace la vita in ufficio, ore ed ore dietro una scrivania non fanno per me. Preferisco mettermi in gioco, stare in strada alla ricerca di notizie, condividere esperienze, avventure e pericoli tra la gente. Non posso fare a meno della scarica di adrenalina che si ha quando armato di una telecamera nascosta, raccolgo prove per un'inchesta.

Questo è giornalismo investigativo.

 

Il mio motto è : Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di coloro che guardano senza fare niente. (Albert Einstein)

 

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.