Adda venì Baffino

Lunedì, 22 Ottobre 2012 05:37
  

Che sia rottamazione o rinnovamento, fatto sta che due “vecchi” della sinistra italiana hanno finalmente fatto il tanto auspicato passo indietro. Il primo a (dichiarare di) ritirarsi è stato Veltroni, sul quale ci siamo già soffermati nel nostro articolo del 12 marzo (link: http://www.mygenerationweb.it/Articoli/Attualita/Il-logorio-del-potere/Pi-di-qua-pi-di-lahttp://www.mygenerationweb.it/Articoli/Attualita/Il-logorio-del-potere/Pi-di-qua-pi-di-la). Dopo pochi giorni, anche baffino D'Alema ha dichiarato che non si ricandiderà, ma solo se Bersani vincerà le primarie. Eccolo, il lìder Massimo che piace a noi: sprezzante e furbo, e qual goduria nel vedere che Renzi in pochi giorni ha perso 3 punti nei sondaggi! Sarà stata colpa anche del suo autogol, la cena con i finanzieri amanti dei paradisi fiscali, che ha svelato a qualcuno quanto il sindaco di Firenze sia davvero il nulla che avanza; del resto, se il principale obiettivo di chi vota alle primarie è liberarsi di D'Alema, adesso sembra molto più logico votare per Bersani, no?

Tutto questo dimostra ancora una volta che, come disse Ennio Flaiano, “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria”: sono molti i temi di cui si potrebbe e dovrebbe discutere in queste campagne elettorali, a partire dal lavoro e dallo sviluppo del Mezzogiorno per arrivare alla legalità e al potere della finanza, eppure noi siamo qui a parlare di baffino.

Il che è doppiamente assurdo: baffo di ferro, infatti, possiede la rara caratteristica di essere già stato giudicato dalla Storia nonostante sia ancora in attività, e quel giudizio si basa principalmente sul fallimento della Bicamerale e su ciò che ne è conseguito.

Dunque, è come sparare sulla Croce Rossa.

Nonostante questo, e qui vi è la seconda e più grande assurdità, a volte D'Alema dimostra di saper ancora dare molte lezioni a chi lo attacca. Perlomeno di stile, cosa che non conta poco in politica, ma non solo: in settimana, a Otto e Mezzo, gli è stato molto facile far notare che le proposte di Renzi, fortemente improntate a politiche liberiste, sono l'esatto contrario di ciò di cui ci sarebbe bisogno ora, ovvero di un grande rafforzamento del welfare e della difesa dello stato sociale. Per concludere poi, in punta di fioretto, facendo notare che anche il nulla che avanza è espressione di una nomenklatura di partito, partito grazie al quale Renzi è stato candidato e sostenuto alla presidenza della Provincia di Firenze e poi al ruolo di sindaco.

Detto ciò, vi salutiamo sperando che davvero D'Alema e Veltroni vadano a far danni da un'altra parte, ma che non siano sostituiti da qualcosa di peggio di loro.

E continuate a seguirci, cari lettori, perché l'informazione è potere e il potere logora chi non ce l'ha.

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Lorenzo Fattori

Dottore in Sociologia, laureato alla Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli - Federico II.

Presidente del Consiglio degli Studenti e membro studentesco del Consiglio di facoltà della Facoltà di Sociologia.

Membro dell'Esecutivo provinciale dell'UdU - Unione degli Universitari.

In precedenza, ho collaborato con la pubblicazione studentesca SpazioTempo, con il giornale online AgoraVox Italia e con la rivista scientifica Quaderni d'Altri Tempi.

 

- "Homo sum: nihil humanum est a me alienum puto" -

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