Pitcairn: l’isola degli ammutinati

Sabato, 04 Agosto 2012 13:58
  

Pitcairn è un’isola di 4,6 km2 , situata a 2200 km a est di Tahiti e conta ad oggi la bellezza di… 67 abitanti. Il picco demografico dell’isola è stato raggiunto negli anni quaranta del Novecento con 233 abitanti. Ciò che rende però davvero unico questo lembo di terra è che tutti gli isolani sono discendenti dei famosissimi ammutinati del Bounty, la nave salpata nel 1787 dall’Inghilterra per raccogliere talee dell'albero del pane da trasportare nelle Indie Occidentali. L’imbarcazione si fermò per cinque mesi nelle acque di Tahiti e nel frattempo alcuni dei suoi marinai ebbero modo di approfondire la conoscenza della popolazione femminile tahitiana. Tre settimane dopo la partenza da Tahiti, Fletcher Christian accese la scintilla della ribellione. Gli ammutinati giunsero a Pitcairn nel 1790, mentre erano in fuga dalla marina militare britannica, ansiosa di punire l’ammutinamento e il trattamento riservato al capitano Bligh, il quale fu abbandonato in mare aperto su una scialuppa assieme a 18 membri dell'equipaggio rimastigli leali, mentre il Bounty se ne tornava a Tahiti. Bligh e i suoi marinai alla fine riuscirono ad arrivare fino a Kupang, nell'odierna Indonesia.Così, nel gennaio del 1790, la popolazione di Pitcairn (inizialmente deserta) contava Christian, altri otto ammutinati, sei tahitiani, 12 tahitiane e un bambino. Qualche giorno dopo il ‘ratto dei tahitiani’ e lo sbarco, gli ammutinati tagliarono tutti i ponti con il passato dando fuoco al Bounty, all'ancora nell'attuale Bounty Bay. Oggi, gli abitanti di Pitcairn festeggiano ancora questo evento ogni anno il 23 gennaio, rimorchiando un modello in fiamme della nave attraverso la Bounty Bay. L’intenzione iniziale degli ammutinati era quella di stabilire una convivenza pacifica, ma un paio di anni dopo lo sbarco sull’isola i nuovi abitanti di Pitcairn ebbero la brillante idea di… ammazzarsi a vicenda. Nel 1794 tutti gli uomini polinesiani e cinque degli ammutinati, Christian compreso, erano morti, mentre Young, Adams, Quintal e McCoy continuavano a lanciarsi astiosi sguardi di sottecchi. La situazione fu stabile per alcuni anni, fin quando McCoy scoprì come produrre un micidiale liquore dalle radici di una pianta locale, il “ti”. Sotto l’influsso del suo potentissimo alcolico, McCoy si gettò in mare con una pietra al collo. La bevanda fu poi la causa della pazzia della moglie di Quintal, che cercò perfino di uccidere Adams e Young con un’ascia. Nel 1800 Adams, rimasto l’unico uomo adulto sull’isola, prese le dieci donne e i 23 bambini sotto la propria ala protettrice e cominciò a educarli con i libri trovati sul Bounty. Dovettero passare altri otto anni prima che una nave americana a caccia di foche scoprisse il mistero degli ammutinati del Bounty, durato ben 19 anni. Nel 1831 il governo britannico trasferì gli isolani a Tahiti dove, malgrado la buona accoglienza, dieci di loro morirono nell'arco di pochi mesi di malattie sconosciute. Alla fine dell'anno i 65 sopravvissuti avevano tutti fatto ritorno su Pitcairn. L'isola divenne una colonia britannica nel 1838, proprio in mezzo alla miriade di possedimenti polinesiani francesi. Anche se la lingua ufficiale è l’inglese, la lingua parlata è un curioso ibrido tra l'inglese settecentesco e i dialetti tahitiani: una sorta di versione dell'inglese vagamente indistinta e piena di espressioni idiomatiche, parole e toponimi locali che ne rendono quasi impossibile la comprensione per gli stranieri. Il vocabolario dell'isola comprende molte parole tahitiane e termini del gergo marinaresco inglese base del XVIII secolo, per cui, ad esempio, everyone (tutti) si dice all hands e fall over (cadere) si dice capsize. L’evento storico più importante che abbia interessato l’isola è avvenuto nel 2004, quando un tribunale speciale, composto da giudici giunti apposta dalla Gran Bretagna e dalla Nuova Zelanda, ha condannato sei uomini – tra cui l'allora sindaco Steve Christian – con sentenze fino a sei anni di carcere, dichiarandoli colpevoli di abusi sessuali sulle donne e i minori dell'isola nell'arco di decenni. Il processo era iniziato dopo le denunce di una ventina di donne, stufe dopo anni di ripetuti soprusi. L'intera vicenda ha suscitato un grande dibattito, specie in Gran Bretagna e in Australia: numerose persone, tra cui alcuni intellettuali, hanno osservato che il microcosmo di Pitcairn non poteva che funzionare con regole proprie e seguendo i costumi polinesiani piuttosto che quelli occidentali, in qualche modo giustificando il comportamento dei maschi dell'isola. Si è di recente parlato di costruire una pista di atterraggio che, finalmente, aprirebbe Pitcairn al resto del mondo. Nel novembre 2003, la nascita della piccola Emily Rose ha marcato l'inizio della nona generazione dei discendenti, i quali hanno conservato le tombe dei loro antenati, e qualche oggetto proveniente dalla nave ribelle.

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