Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sui motori, e non avete mai osato chiedere (1)

Domenica, 13 Maggio 2012 15:44
  

Un po' gioco, un po' spunto di riflessione, un po' pigrizia del redattore: tutti ingredienti necessari per partorire un articolo del genere.

Questo è il primo di una lunga serie che tratteranno luoghi comuni e vere e proprie leggende metropolitane del mondo dei motori, tentando di sfatare le più becere e diffuse.

Chissà se fra queste non ce ne è una di cui eravate convinti anche voi...

(1) Motore a scoppio (?).



“Motore a scoppio” è un termine che tecnicamente non esiste.

Possiamo parlare di “motore a combustione interna”, macrocategoria cui appartengono anche i “motori a pistoni” (detti anche “motori alternativi”) onnipresenti nella nostra società, ma di motore a scoppio proprio no.
Se infatti la miscela aria-benzina presente nel cilindro “scoppiasse”, questa rilascerebbe gran parte della sua energia sotto forma di rumore, vibrazioni e calore, essendo il fenomeno troppo veloce per poter essere sfruttato dal pistone.

Per quanto velocissima, infatti, la combustione deve essere graduale (per poter “spingere” verso il basso il pistone), ed ha una velocità massima oltre la quale diventa nociva ed inutilizzabile.
Anzi, tale fenomeno è conosciuto nell'ambiente come “detonazione”, ed è evitato come un paria lebbroso, dato che ha la brutta abitudine di distruggere le macchine dopo poche decine di Kilometri.

Del resto anche voi avete avuto dimostrazioni empiriche di questa cosa nella vita di tutti i giorni: impiegando la stessa energia, potete appoggiare la mano sulla spalla del vostro amico e spostarlo delicatamente, oppure dargli un bel cazzotto, in pratica non spostarlo (a meno che non sia stesso lui per il dolore a perdere l'equilibrio) ma fargli un gran male.

Vi consiglio di trovare qualcuno più piccolo di voi (in modo che non possa brutalmente seviziarvi dopo aver capito i vostri scopi) e provare con questa piccola dimostrazione. Non abbiate pietà, “è per la scienza”.

 

(2) Il Tutor



Il Safety Tutor fu introdotto qualche anno fa con ottimi risultati (sia dal punto di vista degli incidenti, che da quello dello Stato mangiasoldi) sulle principali arterie stradali del nostro paese.
Anzi, è piaciuto talmente tanto che l'hanno messo anche sulla Tangenziale di Napoli, una delle strade più lente (e che quindi ne necessitava meno), a causa del traffico, dell'intero continente europeo. Come dire: pecunia non olet.
Evitando vene polemiche, vedo parecchie persone che scambiano il tutor per il vecchio (e caro) autovelox.
Questi geni del male rallentano in prossimità dello stesso per poi dare tutto gas fino al successivo.

SBAGLIATO

Se fosse stato così, intuitivamente, si sarebbe chiamato ancora una volta “Autovelox”. Birbantelli.

Il principio del tutor è completamente diverso: mentre il velox classici misurano la velocità istantanea di un mezzo (e quindi dovete fare i bravi solo in corrispondenza degli stessi, che eventualmente si limitano a farvi una foto), i tutors rilevano la velocità media fra due punti (detti portali).

Come ben ricorderete dagli anni bui e pubici del liceo, la velocità media di un qualcosa si calcola dividendo lo spazio percorso per il tempo impiegato a farlo.
Ecco un esempio pratico:

Distanza fra due tutor (esempio): 3 Km
Velocità massima ammessa in quel tratto: 80 Km/h (ebbene sì...è successo davvero)

Il tempo che sarà necessario per fare quel tratto a quella velocità si ricava facilmente tramite una “formula inversa”, ovvero la formula della velocità impiegata “al contrario”:

3 Km/(80 Km/h) = 0,0375 h

Che, tradotto in secondi, corrisponde a:

0,0375 h * 3600 s/1h = 135s

Anche un caprone come il lettore medio di questo articolo sa che 135 s corrispondono a 2 minuti e 15 secondi (e nel caso in cui non lo sapesse, sarebbe utile porsi delle domande).

Non ci sono Santi: per percorrere quel tratto potete impiegare al minimo due minuti e quindici secondi; in meno tempo scatta la multa.

Inutile anche passare sulla corsia di emergenza: il sistema Minosse, nome altisonante con cui si descrivono delle telecamere aggiuntive che monitorano le corsie di emergenza, non solo vi prescrive l'eccesso di velocità, ma vi ritira anche la patente per aver invaso le stesse.

E non provate a falsificare la targa...i tutor sono lettori optoelettronici computerizzati, quindi sono molto stupidi, ma quando qualcosa non quadra, passano l'immagine ad un operatore umano (si suppone meno stupido, ma non è sempre detto) che compara la targa col veicolo, e recentemente il controllo viene esteso anche all'eventuale assicurazione, per capire se è scaduta o meno (ma questo non in tutta Italia).

Non c'è scampo quindi?

L'antica legge della spada e dello scudo ci dice di sì, ma di certo non posso raccontarvi come violare la legge.

Vi basti sapere, comunque, che un vostro grande alleato è la mancanza di fondi: poiché mantenere un tutor acceso costa, e poiché ricevere un ricorso per aver preso una multa mentre si andava a 87 Km/h su di una strada a tre corsie costa ancora di più (pare che durante i primi giorni di accensione sulla Tangenziale di Napoli ne siano arrivati migliaia), questi dispositivi infernali sono accesi in maniera casuale solo per alcune ore al giorno.

Ecco perché la scampavate sempre, non pensate di essere fighi e di aver inventato chissà quale sistema!

PS.: Alcuni tratti hanno il tutor presente su due corsie invece che su tre, con buona pace degli amici col piede pesante sull'acceleratore.

(3) “Adesso che ormai il Diesel costa quanto la benzina, meglio comprare la seconda”



Quante volte avrete sentito questa frase?

Beh, tappatevi occhi ed orecchie, perché è uno stupro bell'e buono della scienza.

Il Diesel non conveniva semplicemente perché costava di meno (cosa che attualmente ancora sussiste), ma anche per due questioni ugualmente, se non maggiormente, importanti:

- Il Diesel è più denso della benzina Super. Poiché gli erogatori di carburante calcolano la quantità in volume (Litri), si comprende che anche a parità di prezzo, la quantità di combustibile erogata è maggiore.

- Il ciclo Diesel ha, in alcune situazioni comuni,un rendimento MOLTO più alto di quello Otto (detto anche Beau de Rochas, per i segaioli della tecnica), su cui si basano i motori a benzina.

 

Inoltre questo è un carburante che sopporta molto meglio l'eventuale possibilità di detonare, e quindi si può aumentare, anche di parecchio, il rapporto di compressione, senza incorrere nello spiacevole fenomeno della detonazione (vedi sopra).


Per farla semplice: la camera di combustione tanto più è piccola, maggiore è l'efficienza di un motore (rendimento di combustione, diverso dal rendimento di ciclo di cui parlavamo sopra, ma entrambi concorrono a ridurre i consumi), ma allo stesso tempo aumenta la possibilità che la miscela detoni invece che “bruci”.

Il Diesel è in grado di sopportare camere di combustione mediamente più piccole del 50% senza per questo scoppiare, e ciò è dovuto alla sua maggiore stabilità chimica (s'infiamma anche meno, provare per credere).

Detto questo,auguri e figli maschi, vi aspetto per la prossima puntata di “Tutto quello che avreste voluto sapere sui motori e non avete mai osato chiedere”.

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Antonio Vitale

"Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste" - Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia (1511). Evitatemi.

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