Pi-di qua, pi-di là

Lunedì, 12 Marzo 2012 09:47
  

Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo? Tre domande che i vertici di quel Partito dall’altisonante nome di “Democratico” farebbero bene a rivolgersi; gli sbiaditi e confusi eredi della tradizione comunista italiana, ultimamente, sono visibilmente in preda all’ansia suicida che più volte nell’ultimo quarto di secolo li ha portati ad un passo dal baratro: valgano come esempi, la caduta del governo Prodi (il primo, non quello con Mastella!) e la scelta di qualche anno fa di eleggere Walter Veltroni come segretario generale e di candidarlo come premier alle elezioni politiche. Il risultato lo ricordano tutti …

Per carità, non sarà stata tutta sua la colpa, ma sta di fatto che l’immagine di Topo GigioVeltroni e della sua fallimentare campagna elettorale resteranno per sempre associate alla peggior débacle elettorale della sinistra dalla nascita della Repubblica.

Ma il perseverante Walter, non pago dei risultati già ottenuti, continua a rosicchiare dall’interno il PD con la stessa determinazione con cui ha rosicchiato Roma quand’era sindaco (si chieda ai suoi amici palazzinari, che ancora ringraziano!).

Il suo nuovo bersaglio è la leadership di Bersani, e la lotta contro “l’uomo che non smacchiava i giaguari” è talmente impellente che ha spinto Walterone ad avvicinarsi addirittura alle posizioni del suo più grande nemico: Massimo baffo di ferro D’Alema. Nonostante più di trent’anni di guerra tra i due, infatti, l’ex sindaco di Roma si è convinto della validità della teoria politica del lìder massimo, che può essere sinteticamente riassunta con la frase “si vince al centro”.

Ecco dunque spiegato il bizzarro gioco di correnti interne del PD: Veltroni, Fioroni e Letta (protagonista della nascita del governo Monti) spingono per l’alleanza con il terzo polo, mentre Bersani e il grosso della segreteria vorrebbero invece dar seguito alla foto di Vasto; D’Alema, come suo solito, si barcamena.

A fare le spese di questa lotta intestina, di recente, è stata Palermo, con la vittoria alle primarie di un candidato, Ferrandelli, vicino all’ala che appoggia il loschissimo governatore regionale Lombardo (MpA), a scapito di Rita Borsellino.

Finché il PD non deciderà se andare di là o di qualo scenario politico nazionale è destinato a restare terribilmente confuso; per ora, comunque, stiamo avendo la miglior dimostrazione che il potere logora chi non ce l’ha

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Lorenzo Fattori

Dottore in Sociologia, laureato alla Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli - Federico II.

Presidente del Consiglio degli Studenti e membro studentesco del Consiglio di facoltà della Facoltà di Sociologia.

Membro dell'Esecutivo provinciale dell'UdU - Unione degli Universitari.

In precedenza, ho collaborato con la pubblicazione studentesca SpazioTempo, con il giornale online AgoraVox Italia e con la rivista scientifica Quaderni d'Altri Tempi.

 

- "Homo sum: nihil humanum est a me alienum puto" -

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