Siamo tutti uguali, ma alcuni sono più uguali di altri

Lunedì, 16 Gennaio 2012 17:48
  

«Ho incontrato Berlusconi e mi ha detto di stare sereno. Io gli ho detto che sono sereno e tranquillo. Non ho mai fatto male e paura non ho». Amen. Queste le parole di Cosentino prima del voto alla Camera, riguardo il possibile arresto per le accuse a suo carico (che lo vedono ricoprire un ruolo di rilievo nella scelta della regione Campania come pattumiera nazionale, per lo smaltimento illecito di rifiuti ad opera della camorra, gestire discariche abusive, prendere 50 mila euro come tangente dall’azienda Eco 4 dei fratelli Orsi - uno dei quali ucciso in un agguato prima che potesse testimoniare contro il clan dei casalesi - e, infine, accettare aiuti elettorali dalla malavita...in effetti, la lista è alquanto lunga!). Ebbene, visti i risultati del voto (309 no, contro 298 voti favorevoli), il protagonista di questa bizzarra (eufemismi, eufemismi, eufemismi...) vicenda, ha ascoltato le persone e seguito i consigli giusti, tanto che gli eventi gli hanno dato ragione. Certo, il parlamentare avrà passato qualche notte insonne e un po' di tremarella non gli sarà mancata, ma tutto è bene quel che finisce bene. Subito dopo il voto, Cosentino ha rassegnato le dimissioni da coordinatore campano del Pdl, così come aveva precedentemente annunciato. Nel frattempo, Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, ha parlato di una probabile e fortissima indignazione popolare contro le Istituzioni, il cui manifestarsi, a dirla tutta, ancora si aspetta. Sarà che da queste parti, ormai, sono ben poche le cose capaci ancora di stupire e indignare e certe assurdità scivolano come acqua. Berlusconi commenta: «un voto di giustizia. Ero convinto che questa sarebbe stata la decisione del Parlamento, che non poteva rinunciare alla tutela di se stesso. È una decisione giusta, in linea con la Costituzione». Come non condividere un'opinione simile? I criminali dovrebbero trovarsi a condividere il proprio tempo e i propri spazi solo con altri criminali quindi, tutto sommato, Cosentino può restare dov'è. Ma a rifletterci su con un po' d'attenzione, pare quasi che i privilegi dei parlamentari crescano di giorno in giorno in modo inversamente proporzionale ai doveri! Incredibile. Del resto i malpensanti non mancano mai e c'è anche chi sostiene assurdamente che, un simile arresto, qualora fosse avvenuto, oltre a trascinare sul fondo l'accusato, avrebbe legato al medesimo destino, molta altra zavorra politica. Ma la verità è una e una soltanto e ce la svela il diretto interessato: «È tutto un complotto...». Ovvio! Finisce che in questa storia c'entrano anche i servizi segreti e gli alieni. Tuttavia, pur mancando un lieto fine, non si può trascurare il fatto che siano nate strane tensioni all'interno del partito leghista, in particolare tra Maroni e Bossi, nonostante quest'ultimo continui a negare. Va tutto meravigliosamente! Peccato che Maroni, piuttosto, sembri partito in quarta in una lotta contro coloro che si sono espressi contro l'arresto di Cosentino (Bossi in testa). È davvero terribile che un partito giusto, onesto e di ampie vedute come la Lega (ironia, ironia, ironia...), si ritrovi con così profonde fratture al proprio interno. Si, davvero terribile.

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