Buoni propositi per l'anno nuovo: non essere maiali

Venerdì, 06 Gennaio 2012 21:46
  

Il fantasma del 2011, aleggia ancora nei nostri ricordi più vividi mentre, sollevati e commossi, ci lanciamo tra le braccia del nuovo anno, nel disperato tentativo di lasciarci alle spalle prima possibile quello del, nientepopodimenoche, centocinquantenario dell'Unità d'Italia. Un disastro. Ma, se non altro, qualcosa si è smosso e ora arranchiamo fiduciosi verso la svolta. O almeno la speranza che una svolta possa esserci davvero. Molte cose sono accadute, ma ciò che davvero conta ora, è ricordarsi di non essere maiali. Maiali, si. Sbandieratori di ineccepibili ideali, di rivoluzione ed evoluzione, ma in sostanza truffatori, manipolatori, venditori di promesse che non saranno mai mantenute, di orizzonti idilliaci dipinti su muri di cemento armato. Maiali come quelli di Orwell, che finiscono col rotolarsi in orrori ed errori quasi peggiori di quelli dai quali intendevano fuggire.

«Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri.
Dopodiché non parve strano che il giorno dopo i maiali addetti a sorvegliare i lavori avessero delle fruste fra le zampe. Non parve strano apprendere che i maiali avevano acquistato un apparecchio radio, avevano preso accordi per farsi allacciare il telefono e si erano abbonati a John Bull, a Tit-Bits e al Daily Mirror. Non parve strano vedere Napoleone che andava a zonzo nel giardino della casa colonica con la pipa in bocca… no, e non parve neppure strano che i maiali indossassero dei vestiti presi dagli armadi del signor Jones. Napoleone si presentò in giacca nera, pantaloni alla zuava e gambali di cuoio, mentre la sua scrofa favorita portava il vestito di seta cangiante che un tempo la signora Jones si metteva la domenica».

Preghiamo di non finire così. Preghiamo e agiamo! Lottiamo e riprendiamoci una volta e per sempre il nostro maledetto Paese! La verità è che tutti hanno desideri, speranze, sogni, ma nessuno vuole prendersi il disturbo di costruirli, renderli reali e difenderli! D'altra parte, gli ultimi rantoli del 2011, sono stati accompagnati da non pochi scossoni: come non citare l'intervento senza peli sulla lingua, dell'inglese Nigel Farage, Co-presidente del gruppo EFD, avvenuto il 16 novembre al Parlamento Europeo?

«...eccoci qui, sulla soglia di un disastro finanziario e sociale, e in questa sala, oggi, abbiamo i 4 uomini che dovrebbero ritenersi responsabili.
Eppure abbiamo ascoltato i discorsi più tediosi e tecnocratici mai sentiti e continuate ancora a negare, a dispetto di ogni considerazione obbiettiva, che l’euro sia un fallimento. E chi è l’effettivo responsabile? Chi è responsabile fra di voi? Ovviamente la risposta è ‘NESSUNO DI VOI’, perchè nessuno di voi è stato eletto, nessuno di voi ha in effetti qualsivoglia legittimità democratica per ricoprire i ruoli di cui siete attualmente incaricati all’interno di questa crisi. E in questo ‘vuoto’ stato di cose, non di certo con riluttanza, è entrata Angela Merkel. E stiamo ora vivendo, stiamo ora vivendo in un Europa dominata dalla Germania. Questione a cui il progetto europeo avrebbe dovuto, in effetti, mettere fine. Questione per cui coloro che ci hanno preceduto hanno pagato caro, con le loro vite, al fine di evitarla. Io non voglio vivere in un Europa dominata dalla Germania, né lo vogliono i cittadini europei. Ma voi Signori avete giocato un ruolo in questi eventi, perchè quando il Signor Papandreou si è fatto avanti pronunciando il termine ‘Referendum’, o quando lei Signor Rehn, lo ha descritto come un ‘abuso di fiducia’, e i vostri amici qui si son riuniti, come un branco di iene, per scagliarsi su Papandreou, l’avete fatto rimuovere e l’avete sostituito con un governo fantoccio. È stato uno spettacolo
assolutamente disgustoso. E non soddisfatti da ciò, avete deciso che anche Berlusconi dovesse andarsene. Così lui è stato rimosso e sostituito dal Signor Monti, un ex commissario europeo, un ‘fratello architetto’ di questo euro-disastro e un uomo che non era nemmeno un membro del Parlamento. Sta diventando un racconto alla Agatha Christie, dove stiamo cercando di capire chi sarà la prossima vittima ad essere fatta fuori. La differenza è che sappiamo chi sono i criminali. Voi dovreste essere tutti ritenuti responsabili per ciò che avete fatto. Dovreste essere tutti licenziati».

Farage ha sputato in faccia a molti dei politici presenti, verità e veleno. Ma c'è da riflettere su alcuni punti essenziali: «...sappiamo chi sono i criminali». E allora perchè, mi domando, PER QUALE ASSURDO MOTIVO, ce ne stiamo sempre con le mani in mano, ad aspettare che gli altri decidano per noi? Era chiaro come il sole che il Presidente del Consiglio Berlusconi, non fosse assolutamente capace di guidare il Paese, eppure lo abbiamo lasciato al pascolo per anni, permettendo che intascasse denaro pubblico, che spingesse la legge italiana solo in direzione dei propri interessi e che riducesse lo Stato sul lastrico. E dov'eravamo mentre tutto ciò accadeva? Allo stesso modo, oggi, è chiaro come il sole che quel governo è stato fatto cadere, non perchè lo abbiano deciso gli italiani, ma per volontà di Francia e Germania. Tutti, chi più e chi meno, allo spargersi della notizia delle dimissioni di Berlusconi, hanno dato il via ai festeggiamenti e ballato in piazza, ma dov'erano prima? DOV'ERAVAMO? Non lasciamo che ci trasformino nei burattini dell'Eurozona, non ricadiamo nell'errore. Il 20 gennaio ci sarà, a Roma, l'incontro tra Monti, Sarkozy e Merkel e questo vertice crea lo spunto per un appello: non lasciamo che altri decidano per noi, che i capi di altre Nazioni stabiliscano chi debba governare l'Italia. Devono essere gli italiani a decidere! Come già detto in articoli precedenti, secondo la Costituzione italiana, il Presidente del Consiglio deve essere eletto dal Presidente della Repubblica. Non si facciano chiacchiere inutili su decisioni anticostituzionali e oscure macchinazioni. Se anche i cittadini hanno il diritto di votare le coalizioni (pur senza preferenze ai singoli candidati e questa -aperta/chiusa parentesi-  è la poetica idiozia della legge Calderoli, altrimenti detta porcellum: ecco che si torna ai maiali! Quanta ironia...), non possono scegliere e non hanno mai potuto scegliere il Presidente del Consiglio, anche se per consuetudine, la nomina è indirizzata verso quello che ufficialmente è il capo di coalizione. Senza dubbio, nella disastrosa situazione in cui ci siamo ficcati, c'era bisogno di correre ai ripari, si necessitava di questi risultati, ma i presupposti attraverso i quali vi si è giunti, sono assolutamente errati. L'Italia non deve essere semplice pedina dei più potenti e influenti Stati europei. Siamo giunti alla Comunità Europea, senza passare per quel sentimento d'identità nazionale per cui molti, prima di noi, hanno combattuto. Siamo parte di un insieme, ma il nostro governo e i nostri diritti, non devono ruotare solo intorno alle altrui necessità. Non vi devono essere zone d'ombra in questa politica di pochi. Per la libertà di pensiero ed espressione e perchè i cittadini hanno il diritto di sapere, capire e scegliere. Hanno il diritto di tendere agli utopici ideali di legalità e giustizia. Perchè, si, possiamo ancora crederci. Perchè non siamo maiali.

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