Nuovo Teatro Sancarluccio: stagione 2014-2015

Dopo l’incoraggiante stagione 2014 il Nuovo Teatro Sancarluccio annuncia il proseguimento delle sue ...

"Animae in San Lorenzo", percorso itinerante di teatro e di vita

Nella suggestiva cornice del chiostro e degli scavi della Basilica di San Lorenzo Maggiore, le anime...

'E figli song 'e chi li cresce (i figli sono di chi li cresce)

  Sappiamo bene che per fare un bambino ci vuole un uomo e una donna ma, sappiamo bene che, es...

Il surrealismo ai tempi di Photoshop. Gli scatti incredibili di Erik Johansson

Nel 1924, a Parigi, viene pubblicato il Manifesto surrealista teorizzato da André Breton decretando ...

La libreria di tutti: quattro chiacchiere con gli amici di Iocisto (Seconda parte)

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"Animae in San Lorenzo", percorso itinerante di teatro e di vita
Luglio 23
Nella suggestiva cornice del chiostro e degli scavi della Basilica di San Lorenzo Maggiore, le anime perdute di importanti personaggi storici riprendono vita e commentano il mondo e gli uomini, loro contemporanei e nostri. "Animae in San Lorenzo" è il classico esempio di teatro che occupa spazi altri, completando e infondendo nuova vita ad un luogo storico, senza che esso ne venga schiacciato, risultando, infine, in un’armonia perfetta di suoni e visioni. Le anime ricordano se stesse, raccontando i cambiamenti del mondo  i suoi immutabili momenti di stasi. “Animae in San Lorenzo” è l'incontro di due mondi: quello di ieri, dei personaggi raccontati, provenienti dalle epoche più disparate, e quello di oggi, dei giovani, attori e non, impegnati nella spasmodica e disperata ricerca di un'opportunità. La normalità sembra essere la vera rivoluzione, necessaria, la ricerca di un diritto quotidiano la cui nemesi è non riuscire ad ottenere neanche il minimo. Tra Masaniello a Fanzago, Nerone e Agrippina, Giovenale ed Esopo, passando per Sisto V, Boccaccio e Fiammetta, la Morte (unico personaggio vestito di rosso, in contrasto con le anime 'bianche') sembra essere il comune denominatore. È la fine di un sogno? La Morte, appunto, delle idee? No, è piuttosto il contrario: il desiderio di mostrare, attraverso l'arte, a cosa si sta andando inesorabilmente incontro e la voglia di cambiare rotta, di non arrendersi. Una luce illumina la strada, è la fioca, ma ancora viva, lanterna della cultura che può, se lo si desidera, fare da guida e mostrare la realtà per quello che è, forse addirittura migliorarla. È per questa ragione che, in occasioni del genere, quando la bellezza fisica di un monumento incontra quella interiore delle idee e del talento, nasce un fiore prezioso, ma anche fragile, di cui bisogna aver cura. A ricoprire questo ruolo, il più importante, è chiamato il pubblico, parte attiva in "Animae in San Lorenzo", che ride e riflette dell'antico e del moderno attraverso una catarsi che dovrebbe essere sempre propria di un teatro necessario alla vita e alla crescita.   Naviganti InVersi presenta: ANIMAE IN SAN LORENZO scritto e diretto da Maurizio D. CAPUANO con... (in o.a)Maurizio D. Capuano Gianluca CINQUEGianni GALEPROIlaria INCORONATOEmanuele IOVINO Ursula MUSCETTAVittorio PASSARORomina STRAZZULLO Assistente di scena e costumi: Federica DEL GAUDIO  Grafica: Daniela MOLISSO   Ultima replica 24 Luglio Doppio turno ore 20 e 21.30 Prenotazione obbligatoria al 3394290222
'E figli song 'e chi li cresce (i figli sono di chi li cresce)
Luglio 23
  Sappiamo bene che per fare un bambino ci vuole un uomo e una donna ma, sappiamo bene che, esistono altri modi che non sia un rapporto sessuale per diventare genitori. Infatti basti pensare che si può diventare genitori di figli nati da precedenti relazioni del partner; genitori adottivi, i quali a lungo concepiscono nei loro affetti e pensieri un figlio concepito biologicamente, ma poi rifiutato, da altri genitori; genitori omosessuali ed eterosessuali che ricorrono alla fecondazione assistita. Insomma ci sono vari modi di diventare genitori. Il 20 marzo 2013 l’American Academy of Pediatrics (Aap) ha pubblicato un importante documento in cui, oltre a ribadire le conclusioni di una ricerca pubblicata nel 2006 («adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, siano essi uomini o donne, etero o omosessuali, possono essere ottimi genitori»), afferma che, «nonostante le disparità di trattamento economico e legale e la stigmatizzazione sociale», trent’anni di ricerche documentano che l’essere cresciuti da genitori lesbiche e gay non danneggia la salute psicologica dei figli e che «il benessere dei bambini è influenzato dalla qualità delle relazioni con i genitori, dal senso di sicurezza e competenza di questi e dalla presenza di un sostegno sociale ed economico alle famiglie». Il bambino ha necessità di sviluppare un attaccamento verso genitori coinvolti, competenti, capaci di cure e di responsabilità educative. Infatti, la cosa più necessaria per un bambino è l’amore e quindi la qualità dell’ambiente familiare, indipendentemente dal fatto che i genitori siano conviventi, separati, risposati, single e dello stesso sesso. Tutto ciò è confermato anche dall’American Psychoanalytic Association nel rispondere a chi sostiene che avere genitori omosessuali è contro il benessere del bambino. In realtà, se riflettiamo un attimo, gli aggettivi «etero» e «omo» non hanno senso di esistere quando parliamo di genitorialità poiché in entrambi i casi può essere buona o cattiva. Spesso il nostro ragionamento è prodotto attraverso gli occhi di un adulto che ha già strutturato dentro di se una serie notevole di pregiudizi, introietti rispetto a questo argomento. Provate a vedere invece il mondo dagli occhi di un bimbo di due anni: di cosa ha bisogno? E’ davvero interessato se, chi si sta prendendo cura di lui, è etero o omo? Quello su cui spesso ci si batte, sono le adozioni, non gli affidamenti, da parte degli omosessuali. Innanzitutto, le pratiche per le adozioni, spesso internazionali, hanno una trafila lunghissima e non è così facilmente accessibile a tutti (http://www.commissioneadozioni.it/it/per-una-famiglia-adottiva/per-adottare.aspx). Inoltre i “soggetti” in questione sono bambini orfani, abbandonati, istituzionalizzati, vittime di guerra e mi chiedo: “Davvero è preferibile per il benessere psicologico del bambino restare dov’è piuttosto che essere adottato da una coppia di lesbiche o gay?” Infine vi invito alla visione del film documentario “Il Lupo in calzoncini corti” delle filmaker Lucia Stano e Nadia Dalle Vedove. Due anni di riprese in compagnia di due famiglie patchwork per riprenderne la quotidianità, eccezionale e insieme ordinaria, dove si lascia parlare loro: i bambini. (http://ur1.ca/hsajj)
Il surrealismo ai tempi di Photoshop. Gli scatti incredibili di Erik Johansson
Luglio 22
Nel 1924, a Parigi, viene pubblicato il Manifesto surrealista teorizzato da André Breton decretando così la nascita del surrealismo. I surrealisti si riconosco per il loro essere contrari ad ogni separazione di campo tra discipline, ambiti culturali, piani espressivi e tentavano, con le loro opere, di suggerire possibili collegamenti tra la vita sensoriale e la libera immaginazione. Il surrealismo è, infatti, caratterizzato da accostamenti insoliti tra elementi del reale e atmosfere alienanti.   Tali accostamenti furono possibili anche con la fotografia che in quegli anni si stava sviluppando. Presero vita tecniche come il collage ed il frottage le quali permettevano di creare immagine che sfuggivano alla volontà dell’artista.   Quasi un secolo dopo, queste tecniche sono ben che superate. Il più famoso programma di fotoritocco, ed al tempo stesso il più discusso, offre molteplici possibilità per creare immagini surreali, che sfuggono la realtà trovandosi tra il concreto e l’astratto. È quello che emerge osservando le immagini di Erik Johansson, giovane fotografo e ritoccatore di origini svedesi.   La sua passione per l’arte lo ha portato a sperimentare nuove forme artistiche. Erik Johansson, con i suoi lavori, riesce ad unire fotografia e pittura, da sempre l’una rivale dell’altra. L’obiettivo sembrerebbe quello confondere l’osservatore mostrando ciò che l’occhio non vede dando vita un mondo bizzarro, stravagante dove l’acqua fuoriesce dalla cornice del quadro, dove a rompersi non è il vaso che cade a terra, ma le nostre mani, dove il caffè rovesciato è il planisfero.     Alla base delle sue fotografie c’è sempre un significato che può essere culturale, politico, sociale o semplicemente ricreativo. Esse sono il frutto di un’idea precisa e ricercata: sono la somma di diverse immagini, in alcuni casi semplicemente un paio, in altri si arriva anche a dieci ed ognuna di queste viene realizzata studiando attentamente la luce, i colori, le ombre in modo da poterle fondere senza problemi. E una volta fuse, il risultato è sorprendente.   Erik Johansson: http://erikjohanssonphoto.com/
La libreria di tutti: quattro chiacchiere con gli amici di Iocisto (Seconda parte)
Luglio 21
Nel precedente articolo [La libreria di tutti: quattro chiacchiere con gli amici di iocisto (Prima parte)], abbiamo iniziato il racconto della nostra visita alla sede di Iocisto, la libreria ad azionariato popolare nata come risposta alla chiusura di molte librerie del vomero. La libreria "di tutti", realizzata in appena due mesi, è stata una grande sorpresa: ancora vuota di libri, ma piena di gente e di speranza, rappresenta un nuovo luogo d'incontro per la comunità di appassionati lettori. Passione. Ecco cosa non è mai mancato a questa città: la gente appassionata. Il napoletano medio non è abituato alle mezze misure, non sa cosa voglia dire grigio, preferisce il bianco o il nero e se c'è una causa che valga la pena d'essere sostenuta, il napoletano si lancia nell'impresa anima e corpo. Luoghi comuni? Banalità? Può darsi. Ma non basterebbero mille articoli a descrivere la bellezza della condivisione cui abbiamo potuto assistere in Via Cimarosa, 20. Un entusiasmo febbrile fra tutte le persone del quartiere (e non solo), unite in questa battaglia contro la morte del libro. "Non molleremo", sembrano dire tutti, "Non molleremo" è il chiaro messaggio di Enrico Cotini, Silvia Verdosci e Giuseppe Di Gennaro, protagonisti della prima parte di questo articolo.   Proseguiamo, ora, il nostro racconto: Giuseppe Di Gennaro ci presenta Alberto Della Sala, altro consigliere di Iocisto e libraio dal 1983. È subito chiaro che Alberto ha grande esperienza nel campo dei libri e la chiacchierata con lui assume toni più seri:   Un grande successo per Iocisto, ma come mai pochi giovani hanno risposto all'appello?   Sicuramente, per buona parte, si deve all'età delle persone che hanno dato il via all'iniziativa e che, di conseguenza, hanno coinvolto, prima di tutto, le loro cerchie di conoscenti. Ma a poco a poco, anche i ragazzi cominciano a conoscerci e ad avvicinarsi alla nostra libreria. Poi, certo, c'è da dire anche che voi siete la generazione di Amazon, dell'e-reader, leggere è molto più semplice e non ha bisogno di librerie.   Certo, ma leggere un e-book non è esattamente come leggere un libro...   No, è vero, il libro ha molti aspetti romantici che tutti conosciamo e non può essere paragonato alla lettura su schermo, ma c'è da considerare anche il senso di libertà dell'acquisto online: se un potenziale acquirente entra in una libreria, deve necessariamente attenersi alle scelte che il libraio ha fatto in termini di catalogo, su internet, invece, ognuno può scegliere di leggere quello che gli pare.   Tuttavia, il successo di Iocisto è stato eccezionale, la gente non voleva che le librerie chiudessero. Siete più di trecento associati e avete raccolto quasi novemila like su Facebook in appena due mesi.   Sì, è stato un successo enorme, che neppure ci aspettavamo. Ogni giorno arrivano almeno dieci nuovi iscritti.     Ma se tutte queste persone hanno aderito all'iniziativa di Iocisto per una nuova libreria, com'è possibile che quelle che già c'erano abbiano chiuso?   Onestamente, credo sia meglio non farsi questa domanda. Piuttosto, chiediamoci perché ci sono librerie che ancora restano aperte. Bisogna gurdare alla libreria anche dal punto di vista dell'impresa: inutile negarlo, siamo in tempi di crisi e i costi per la realizzazione e la diffusione di un libro sono molto alti. Del costo totale del volume, editore, autore e libraio ricavano solo pochi euro. Sapete a chi va la maggior parte del guadagno? Al distributor.! E sapete quanti libri si pubblicano in Italia, ogni anno? Quasi 70.000. Questo significa che in una libreria arrivano, più o meno, cento nuovi titoli ogni giorno. E com'è possibile smaltire così tanti libri e, contemporaneamente, dare la giusta visibilità ad ognuno? È impossibile.   Quindi, secondo lei, la soluzione sarebbe quella di fare a meno del distributore?   No, sarebbe impossibile.   Anche perché, a quel punto, sarebbe difficile diffondere determinati titoli su scala nazionale, immagino.   Sì, esatto. Allora, riflettiamo su questo: quali sono le librerie che restano aperte?   Beh, tanto per dirne una, Feltrinelli...   Precisamente. E che cosa ha di particolare la Feltrinelli?   Uno spazio completamente asettico e una scelta vastissima di libri?   Sì, ma anche un'altra cosa: Feltrinelli è anche editore.   (Momento di luce divina su di me per la rivelazione)   Allora, io credo che la soluzione sia quella di fare le scelte giuste: una libreria deve curare bene il suo catalogo, stringere accordi direttamente con gli editori di maggiore interesse per quel tipo di catalogo e abbattere i costi. Certo, il libraio dovrà sempre essere al passo coi tempi e con le mode, perché se un lettore arriva in libreria con l'intenzione di acquistare un titolo ben preciso, è necessario poter soddisfare la sua richiesta, altrimenti la libreria non potrebbe essere degna di questo nome. Per questo aspetto, ci si potrà rivolgere al distributore.   Non avevo mai riflettuto sul problema da questo punto di vista, è un aspetto veramente molto interessante. Mi spiace solo di aver sottratto molto tempo al suo lavoro per Iocisto.   Io invece ne sono felice: ho lavorato per molto tempo anche come antiquario e il mio compito di cercare, catalogare e vendere oggetti dovevo svolgerlo sempre da solo. Forse, la mia partecipazione a Iocisto è dovuta proprio al desiderio di parlare con la gente. Perciò, ditelo io giro, Alberto è sempre disponibile a rispondere alle domande.   Ridiamo tutti.     È arrivato il momento di salutare i nostri nuovi amici. Dopo quasi tre ore di esplorazioni, foto, chiacchiere e risate, andiamo via un po' a malincuore, ma con la promessa di rivederci tutti la sera del 21 luglio alle 21.00, per l'apertura ufficiale della libreria, in via Cimarosa, 20.   Noi ci stiamo. E tu?   Leggi anche: La libreria di tutti: quattro chiacchiere con gli amici di iocisto (Prima parte)
Dead Island 2
Luglio 21
Certamente, quando ci si approccia ad un terzo capitolo di quella che, per definizione, sta per diventare una saga, si è piuttosto scettici su cosa essa potrà effettivamente darci, soprattutto se l'episodio precedente è stato alquanto deludente. Dead Island 2 ci si presenta come un gioco scanzonato e violento, con un trailer d'apertura a ritmo di musica che lentamente ci immerge in un'atmosfera piuttosto surreale. Il che si differenzia molto dal precedente, che vantava infatti un trailer molto più drammatico, e che ci rendeva osservatori di un massacro (in slow-mo e visto in reverse), senza porre limiti al peggio. Tuttavia, è bene dirlo, c'è da auspicare che le differenze non si fermino qui.   Dead Island Riptide, difatti, era un lento e inesorabile susseguirsi di "dal punto A al punto B", senza soluzione di continuità, ma soprattutto senza soluzione di divertimento. Si moriva spesso, e talvolta per motivi piuttosto banali, e uccidere gli zombie talvolta era addirittura più noioso che andarli a cercare. Sebbene questo possa derivare anche dal fattore difficoltà, e dalla meccanica pure credibile secondo i quali un coltello nell'occhio di uno zombie di fatto non ne arresti l'incedere, con il tempo finiva per tradursi in una ripetizione piuttosto anomica del tasto d'attacco. Dark Souls è difficile, ma dopo ogni sfida c'è la gioia. Riptide magari era impegnativo, ma dopo ogni sfida c'era la noia. No, non ho detto gioia.     Tralasciando l'ironia da due soldi, è chiaro che non si può giudicare un gioco né dal trailer né dal "padre", però ci sono alcuni elementi che si sa verranno ripresi: l'impostazione a GDR dovrebbe esserci, come pure una forte caratterizzazione dei personaggi (e in molti vogliamo scoprire chi è il tipo che, nel mezzo dell'apocalisse, ruba le scarpe di un non-morto) e probabilmente non mancheranno esplosioni in quantità industriale e corse a perdifiato. C'è da chiedersi, però, se vogliamo ancora vedere gli zombie alla luce del sole: Resident Evil 5 li ha inaugurati, con ambientazioni sabbiose anche piacevoli, ma altri giochi (i Dead Island per primi) hanno già fortemente sviscerato la loro fonte di novità. Viene da chiedersi se un ritorno ai luoghi oscuri e umidicci non sia più consono, e se dunque la scelta non debba propendere su titoli come Dying Light. Se così sarà, certamente non mancheremo di farvelo sapere, e di farvi capitare fuori dall'isola dei Presidenti Morti, come negli US vengono chiamati i soldi. Sono certo che quella perdita vi segnerebbe più di quella dei survivors.
La libreria di tutti: quattro chiacchiere con gli amici di Iocisto (Prima parte)
Luglio 20
I napoletani sono ormai abituati ad associare la parola libreria a tristi notizie di cronaca: "Guida al vomero chiude i battenti", "Chiude anche Guida a Portalba", "Fnac acquistata dal gruppo Trony", "Loffredo fallisce". Ma la storia che vogliamo raccontare oggi è ben diversa. È l'inizio di un nuovo percorso e non solo: è la risposta concreta ad un malcontento generale, nata in una città in cui, a detta di molti, le risposte concrete hanno sempre scarseggiato. In realtà, questa storia ha già fatto il giro del web e la libreria ad azionariato popolare Iocisto, fondata dal giornalista ed ex editore Ciro Sabatino, ha già raccolto più di trecento adesioni e conquistato quasi novemila like su Facebook, in appena due mesi. La sensazionale iniziativa ci ha stupiti e commossi. Per di più, in un'intervista rilasciata al Corriere della sera, il Presidente Sabatino ha lanciato un appello, auspicando una maggiore adesione dei giovani napoletani. La richiesta non poteva lasciarci indifferenti e così abbiamo deciso di non fermarci alla semplice conoscenza tramite internet o telefono, di non limitarci a partecipare alla conferenza stampa, ma di trascorrere un pomeriggio con gli amici di Iocisto, nella sede "work in progress" di Via Cimarosa, 20, ancora vuota di mobili, ma piena di promesse. Per conoscere tutta l'evoluzione del progetto, dalla nascita fino ad oggi, vi rimandiamo ad un esilarante diario redatto dagli stessi soci di Iocisto e presente sul sito web, iocistolibreria.it, alla voce "Storia". Protagonista di questo nostro articolo vorremmo che fosse, invece, ciò che abbiamo visto con i nostri occhi e udito con le nostre orecchie e le emozioni nate dall'aver conosciuto da vicino la libreria di tutti e pensato "sì, è possibile".   Sabato 19 luglio 2014, ore 12.30:   Un amico mi ha detto di una libreria ad azionariato popolare nata al vomero, sognata, desiderata e supportata da tutti. "Impossibile" penso quasi senza rendermene conto. Ma l'articolo inviatomi dal mio amico non lascia spazio ai dubbi: la libreria c'è e sta crescendo rapidamente.Chiamo il numero indicato sulla pagina Facebook e parlo direttamente con il fondatore dell'iniziativa e presidente della neo-associazione culturale, Ciro Sabatino. Poche parole, ne avrà sentite tante di richieste come la mia in questi ultimi giorni:   - "Rilascerebbe un'intervista alla rivista MYGENERATIONWEB?".   e una gentile disponibilità, frettolosa e disarmante:   - "Certo, certo! Quando vogliamo sentirci?".   - "A dire il vero vorremmo venire di persona".   - "Ma sì, perfetto! Oggi pomeriggio sarò in sede dalle 17.30".   - "Allora ci vediamo alle 17.30!".   Chiamo la nostra mitica fotografa, Roberta Pagano: per questo articolo c'è bisogno di qualche scatto d'autore, non solo per documentare, ma proprio per provare l'esistenza di questa idea, uscita dal web e fattasi libreria. Perché, da un lato, come si dice? "Se non lo vedo non ci credo" e io sento di essere la prima scettica, nonostante il mio attaccamento ossessivo-compulsivo ai libri e la paura incontrollata di vederli sparire. Dall'altro, avverto la pressante necessità di partecipare, di rendermi utile ed è presto detto: appuntamento alle 17.20 a Piazzetta Fuga: munite di macchina fotografica, carta, penna, registratore e un pacco di libri da donare a Iocisto, siamo pronte.     Ore 17.30, Via Cimarosa, 20 (Piazzetta Fuga), sede di Iocisto:   Facciamo il nostro ingresso nella sede della libreria e subito ci colpisce il vuoto delle pareti bianche e delle sale spoglie, che si susseguono una dentro l'altra: ma dove sono i libri?Poco tempo per gli interrogativi, siamo risucchiate dalla brulicante attività dentro quelle stanze, dai preparativi, dai soci indaffarati e dal via vai dei nuovi iscritti, che compilano i moduli e si fermano a chiacchierare e curiosare.   Sulla sinistra, dietro una piccola scrivania, ci accoglie il consigliere dell'associazione Enrico Cotini. Ci presentiamo e gli diciamo del nostro appuntamento con Ciro Sabatino, ma il presidente non c'è e così cominciamo col fare due chiacchiere con Enrico, che ci fa fare anche un giro turistico:   Siete stati fortunati a trovare una sede in così poco tempo.   Sì, molto fortunati. In realtà, il proprietario non si fidava di noi all'inizio e per questo è stata necessaria una notevole opera di convincimento da parte del nostro consigliere Giuseppe di Gennaro, ma alla fine l'abbiamo spuntata. È stato un passo importante, perché ha significato la concretizzazione di un'idea nata da Facebook.   In effetti, abbiamo letto sulla vostra pagina Facebook che l'iniziativa è nata come provocazione quasi scherzosa...   Esatto. Ciro aveva scritto il post sul suo profilo "Ah... Ma mica ce la vogliamo aprire noi una libreria meravigliosa? Se avete soldi (qualsiasi cifra) e ci volete pensare fatemelo sapere. Io ci sto". Sono passati poco più di due mesi, siamo più di trecento associati e i nuovi iscritti continuano ad aumentare ogni giorno.   In verità, avete raccolto anche quasi novemila like su Facebook in così poco tempo, ma come avete fatto?   Onestamente, non lo sappiamo, la voce ha cominciato a girare e i 'mi piace' ad aumentare rapidamente. Non so dirti come sia stato possibile, ma ne siamo molto felici.   Ho sentito, però, che ci sono pochi ragazzi all'attivo.   Sì, questo è vero, lo ha detto anche Ciro in un'intervista, ma, nonostante tutto, come puoi vedere, ora in sede siamo tutti ragazzi e ci stiamo dando molto da fare (è proprio vero, difficile non notare i giovani soci che corrono di qua e di là tra le sale, n.d.r.).   Al momento come vi finanziate? Ho letto che vorreste diventare una società per azioni.   Per ora abbiamo l'appoggio degli iscritti: la quota è di cinquanta euro l'anno. Una piccola somma per i singoli, ma per noi ha significato tanto. Quella di una società per azioni è un'idea. Vedremo....   Enrico ci lascia per qualche momento: deve occuparsi delle persone che arrivano continuamente per iscriversi all'associazione Iocisto. Ne approfittiamo per dare un'occhiata in giro e ci accorgiamo che non è solo una libreria quella che intendono creare: ci sono alcuni tavolini, delle sedie, ancora pochi libri sparsi qua e là, certo, ma dietro questo spazio in potenza, si intravede un altro progetto, ancora più grande, quello di dar vita ad una comunità. Non si tratta solo della libreria di tutti, ma anche di un ritrovo comune, un rifugio dei lettori, dove ciscuno potrà acquistare libri, certo, ma anche leggerli, condividerli, parlarne. Ecco la libreria "di tutti". Arriva anche il simpaticissimo consigliere Giuseppe di Gennaro ad offrirci allegria con le sue battute e qualcosa da bere dal buffet. Nel frattempo, continua il flusso di nuovi iscritti e di gente intenta a curiosare in giro. Iniziamo a chiacchierare con un'altra socia di Iocisto, Silvia Verdosci, e ci rendiamo anche colpevoli di sottrarla al lavoro in libreria, ma il suo entusiasmo ci rapisce: Sapete, all'inizio non volevo far parte di Iocisto, avevo troppa paura che il progetto fallisse e non l'avrei sopportato. Ero quasi certa che non ce l'avrebbero fatta e non volevo lanciarmi in questa impresa, non avrei retto la delusione. Invece, eccomi qui. Il successo è stato incredibile e inaspettato.   Come hai saputo di questa iniziativa?   Io ed Enrico (Cotini, n.d.r) conoscevamo già Ciro e abbiamo seguito tutta l'evoluzione del progetto, a partire da quel famoso post su Facebook. Enrico ha subito aderito, senza esitare, io, invece, ero più insicura.   Alla fine, però, il successo è stato grande.   Proprio così, non me lo aspettavo e invece, sai, tutti hanno deciso di aderire. Tutte le persone del quartiere, anche tutti i commercianti: uno ad uno sono venuti a compilare i moduli per l'iscrizione e tutti i residenti della zona ci aiutano e ci sostengono.   Mentre parliamo con Silvia, arriva anche Ciro Sabatino. Lo salutiamo e gli ricordiamo del nostro appuntamento, ma ormai la conversazione con la nostra amica è entrata nel vivo e decidiamo di lasciare il presidente al suo lavoro (per ora). Ci rivolgiamo ancora a Silvia:   Anche la sede è stata un bel colpo di fortuna.   È vero, con una sede è tutto più concreto. Questa sede, in realtà, doveva essere della libreria Loffredo: fino all'ultimo ha cercato di evitare il fallimento e aveva anche quasi terminato i lavori di ristrutturazione di questi locali, ma alla fine non c'è stato niente da fare e siamo subentrati noi per affittarli.   Come mai, secondo te, tutte queste librerie hanno dovuto chiudere i battenti?   Difficile rispondere a questa domanda, perché le motivazioni sono molteplici. Vero è che i tempi sono cambiati e, in una famiglia in cui, magari, si fatica ad andare avanti, si pensa prima a comprare il pane e poi i libri, anche perché i costi sono aumentati e non sempre è semplice decidere di spendere venti euro per un volume e la domanda diventa: cosa posso fare con quei venti euro?   Certo, su questo sono assolutamente d'accordo. Si tratta, tutto sommato, anche di un circolo vizioso: forse, se si leggesse di più e, quindi, se i libri si vendessero, i costi si abbasserebbero. Ma, a parte questo aspetto, ci sono anche persone che dicono di non poter comprare un libro, però poi decidono di spendere cifre considerevoli per acquistare, tanto per farti un esempio, un telefono costoso.   La spiegazione è semplice: il telefono costoso è omologazione, il libro non è più omologazione (o, forse, non lo è mai stato). Il libro è ghettizzazione. E poi, in questo discorso, rientra anche il processo di evoluzione delle famiglie. Perché l'amore per i libri va anche insegnato e questo non avviene più tanto spesso.   C'è da dire, però, che la chiusura delle librerie è stata un duro colpo per tutti, visti anche la risposta data da Iocisto e l'incredibile numero di adesioni. Forse anche l'idea di libreria come istituzione e punto di riferimento culturale ha giocato un ruolo importante e questo ha aumentato il valore della perdita.   Certo, è così, anche se questo è avvenuto al vomero, ma non è detto che accada anche in altri luoghi: spesso le librerie chiudono e le persone nemmeno se ne accorgono.   La nostra chiacchierata con Silvia è coinvolgente, tocca i temi più disparati e neppure ci accorgiamo del tempo che passa. È Giuseppe di Gennaro a riportarci con i piedi per terra e a presentarci Alberto della Sala, libraio dal 1983 e consigliere di Iocisto.   [Continua...]   N.B. un ringraziamento speciale a Gabriele Basile, caporedattore ed amico, che mi ha fatto conoscere l'iniziativa Iocisto.
Noia Noir, la gente e il suo sangue quotidiano nell'ultimo cd dei Pennelli di Vermeer
Luglio 20
Alternanza di serio e faceto, di ritmi incalzanti e orecchiabili e ballate più lente, con gli intenti più vari, che vanno dal sociale, alla protesta e alla critica verso la moderna società e la pruderie del pubblico. Davvero tanto per un solo album, “NoiaNoir”, dei Pennelli di Vermeer. Sempre sulla linea di confine tra i Baustelle (la traccia Ray Chat ne subisce chiaramente l’influenza) e i ritmi-tormentone così trascinanti, ma anche ricchi di contenuti, che è impossibile non ballare (Scoop). Qualcosa di “Alice canta Battiato” in Boredom, una metrica perfetta, uno swing irresistibile (Orrido Tour), grande rock (La paura), funk (Torquemada), condite da canzoni più melodiche (Mostrografia). Abbiamo intervistato Pasquale Sorrentino, voce, autore, compositore, chitarra acustica del Pennelli. Redazione MYGWEB: Caratteristica peculiare dei Pennelli di Vermeer è la facilità con cui riuscite a spaziare da un genere all’altro come da un tema all’altro. È una vera e propria scelta? Pasquale Sorrentino:  Si può dire che questa sia la ‘ricetta Pennelli di Vermeer’, riuscire ad affrontare tematiche particolari con la giusta dose di ironia e leggerezza, senza mai dimenticare l’importanza della strofa e della canzone. Da quando è iniziato il progetto Pennelli di Vermeer, sono alla ricerca di una melodia che resti, indipendentemente dal contenuto che può essere o meno condivisibile. È per questa ragione che, nel CD, ci sono canzoni da ballare, anche se il tema trattato non risulta altrettanto allegro. Si può dire che questa sia una caratteristica di tutta la nostra produzione, nata in particolare con “La Sacra Famiglia”, il nostro B-Side Project, commedia musicale in cui raccontiamo abusi, violenze sui minori, sulle donne, mantenendo un ritmo tale che il pubblico balla e si diverte, per andare poi in confusione, al rendersi conto delle tematiche trattate. Con Noia Noir si ripete questa sfida, la ricerca di un giusto equilibrio tra melodia, canzoni orecchiabili e messaggio, che sia sempre chiaro e inequivocabile. Non ci sentiamo di parlare di uno stile nostro, le note sono sette, cercare l’unicità è quasi controproducente, noi preferiamo concentrarci sul messaggio, sui contenuti. Redazione MYGWEB: I riferimenti musicali di Noia Noir sembrano tanti: dai Baustelle, nella doppia voce maschile/femminile, a Battiato. A cosa si ispirano e cosa ascoltano i Pennelli di Vermeer? Pasquale Sorrentino: Personalmente ascolto di tutto. In effetti, nella doppia voce e nelle atmosfere, abbiamo qualcosa dei Baustelle, ma non riesco a dare riferimenti precisi. Posso dire che in Noia Noir c’è tutta la musica che amiamo e che abbiamo ascoltato negli anni ed è proprio per questo che risulta così varia per genere e stile. Redazione MYGWEB: Quale messaggio cela la copertina di Noia Noir? Pasquale Sorrentino: La copertina è stata realizzata da Antonella Ruggiero, un’illustratrice dell’area vesuviana, Boscotrecase. L’immagine rappresenta un camaleonte con un coltello insanguinato in mano e, alle spalle, un televisore. Il camaleonte è il simbolo del trasformismo, delle persone che si adattano, lasciandosi influenzare dal contesto e dai media, cambiando volto a seconda dell’occorrenza. Il concetto che passa è quello di un trasformismo negativo perché mediato dalla televisione, il camaleonte è il pubblico che cambia idea a seconda delle mode e risulta annoiato perché subisce ciò che guarda. Redazione MYGWEB: Una curiosità sulla realizzazione di Noia Noir? Pasquale Sorrentino: Giorgio Volpe ed io abbiamo studiato moltissimi libri, film e telefilm noir, appunto, abbiamo persino trovato siti dedicati ai cadaveri, con tanto di reportage fotografici. Necessario è stato approfondire i meccanismi nascosti dietro i programmi televisivi dedicati alla cronaca nera, studiandone anche il linguaggio, le parole chiave che i criminologi prediligono o anche quelle utilizzate dai giornali negli articoli e, soprattutto, nei titoli. Esistono giochi di ruolo dedicati ai delitti e la nostra conclusione, in seguito a questo percorso, è stata semplice: oggi il crimine è di moda, la gente vuole il sangue quotidiano.   Prossimo Live "NoiaNoir", giovedì 31 luglio @ DECANTATI! Aperitivi in musica e arte alla Distilleria – Feltrinelli Point, Pomigliano d'Arco (NA)
Anobidi, I nemici del legno
Luglio 20
Gli Anobidi sono una famiglia di insetti coleotteri di piccole dimensioni (da 2 a 9mm), che si annidano nel legno, comunemente in travi, nelle suppellettili di chiese, nelle abitazioni e nelle opere d’arte raccolte nei musei; hanno livrea scura e di forma cilindrica. Questi insetti attaccano sia il legno di latifoglia (pioppo, noce, acero, tiglio, pero e melo) che di conifera (abete, pino) , e l’infestazione avviene di preferenza su legno in opera (stagionato) da diversi anni. La femmina è capace di deporre fino a 60 uova sulla superficie del legno, o in eventuali fessure o fori precedentemente scavati da altri individui; le larve neonate scavano subito all’interno del legno un fitto intreccio di gallerie, oltre ogni “gelminica” immaginazione. Una volta mature, le larve costruiscono vicino alla superficie del legno una cella pupale ove ha inizio la metamorfosi, che ultima nello stadio finale di insetti perfetti, pronti a sfarfallare dal foro nel legno. Attualmente, sono cinque le specie conosciute della famiglia degli Anobidi: l’esemplare in foto corrisponde all’ Oligomerus ptilinoides. I danni arrecati da questi insetti sono potenzialmente molto gravi, poiché gli intrecci delle cavità interne possono privare il legno della sua resistenza meccanica, con conseguente cedimento strutturale; inoltre, le infestazioni sono evidenti dai fori solo dopo lo sfarfallamento degli insetti perfetti (adulti), e anche dopo aver rilevato l’attacco, è difficile stabilirne l’entità, poiché pochi fori possono non corrispondere al numero esatto di tunnel scavati all’interno del legno.  
Via D'Amelio 19, ventidue anni dopo
Luglio 19
  Che cos’è il tempo? Non è una domanda tanto scontata: partendo da Isaac Newton per arrivare alle ultime teorie di Julian Barbour, ci si imbatte in una quantità di ipotesi, idee e speculazioni tali da mettere in discussione ciò che si ritiene di conoscere intorno a questo importantissimo concetto. È possibile tuttavia affermare, non senza una certa sicurezza, che tra il 19 luglio del 1992 e il 19 luglio del 2014 sono passati ventidue anni, durante i quali si sono verificati una serie di eventi. Uno di questi è l’esplosione di un’autobomba in Via D’Amelio 19, a Palermo, in cui persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e cinque degli agenti della sua scorta. Si potrebbe altresì affermare che il 17 luglio del 2014, presso il PAN, a Napoli si è tenuta una manifestazione che commemorava proprio quel particolare evento, alla presenza, tra gli altri, degli assessori Nino Daniele e Alessandra Clemente, e del Colonnello dei Carabinieri Marco Minicucci. Si tratta di due accadimenti slegati tra loro e irrimediabilmente separati nel fiume del tempo, il cui unico punto in comune è dato solo dai significati dei quali noi li rivestiamo? Secondo la fisica classica sì, ma adottando un punto di vista differente le cose cambiano. Drasticamente. Una lettura alternativa delle relazioni tra questi due momenti ci viene offerta da Via D’Amelio 19, pièce scritta e diretta da Ciro Pellegrino, e rappresentata sotto forma di “trailer teatrale” durante l’incontro di giovedì scorso al PAN. Opera spiccatamente postmoderna, in cui i concetti di spazio e tempo vengono decostruiti, perdendo le loro caratteristiche tradizionali e limitandosi a ruotare attorno alla figura del Giudice Borsellino (interpretato da Sergio Savastano), ora con la dolcezza della memoria di giorni ormai lontani, ora alla maniera vorticosa e distruttrice del tritolo. Alle spalle degli attori, i documenti visivi del luogo dell’attentato fanno male, oggi, allo stesso modo di allora: parti di automobili carbonizzate, macerie, cemento in frantumi e fumo acre sono i simboli di una modernità devastata, incapace di sopravvivere a se stessa e alle contraddizioni che da essa scaturiscono. È l’istantanea di un paese in ginocchio, di una terra bellissima ma dalle potenzialità inespresse, non per l’incapacità dei suoi abitanti, ma per via della presenza sinistra che su di essa aleggia da tanto, troppo tempo, inasprendo anche i cuori degli uomini di buona volontà. «Chi ha paura muore ogni giorno» ripete il Giudice Borsellino, che come in universo quantistico è al tempo stesso vivo e morto, acutamente consapevole di un destino già deciso nel passato, ma determinato a percorrerlo nel presente quanto nel futuro: attorno a lui si muovono gli altri personaggi del dramma (Sara Missaglia e Paola Maddalena, oltre a Fabio Balsamo, non presente tuttavia in quest’occasione), che poi personaggi veri e propri non sono, dal momento che assumono via via differenti identità, ciascuna legata – appunto – a un tempo e uno spazio differente. Sono vestite con lunghi abiti neri, che quasi le spersonalizzano, rendendole simili ad altrettanti Fantasmi del 19 Luglio Presente, Passato e Futuro, eppure è proprio da essi che arriva la più importante delle esortazioni: per sconfiggere la Mafia con la “M” grande, bisogna prima sconfiggere quella che è in ciascuno di noi. È un cammino che inizia scendendo a patti con la parte più unheimliche di noi stessi, per poi proseguire nel campo familiare e allargarsi fino a raggiungere sfere d’interazione sociale sempre più estese. Anche se altrove, in un altro tempo e con nomi differenti, certe situazioni continuano pervicacemente a manifestarsi (come mostrato immediatamente prima di Via D’Amelio 19, nel film-documentario Donne e Mafia di Paolo Colangeli), sta ai cittadini, come ha più volte sottolineato il Colonnello Minicucci, ribellarsi e dare voce per primi alla volontà di cambiamento. Questo è infatti il fine ultimo di giornate come il 17 luglio del 2014: volontà di cambiamento concreta, che passa necessariamente attraverso un profondo rinnovamento culturale, come ribadito anche da Don Tonino Palmese. Altrimenti, proprio come negli infiniti universi della Meccanica Quantistica, la Strage di Via D’Amelio continuerà a ripetersi altre mille, dieci, centomila volte.
Après la pluie le beau temps - Contessa di Ségur
Luglio 19
  Cari lettori e care lettrici, la mia scelta letteraria di questa settimana è un po' particolare, non me ne vogliate. In un negozio di articoli usati mi sono imbattuta per caso in un volumetto dalle pagine consunte e ingiallite che, neanche a dirlo, ha attirato subito la mia attenzione. Si trattava di un vecchio romanzo francese – vecchio in tutti i sensi, dato che risale al 1871 e l'edizione che io avevo in mano era quella del 1930 – della Contessa di Ségur, scrittrice di racconti e romanzi per l'infanzia. Da quel che ho potuto capire con l'aiuto di internet, non esistono traduzioni in altre lingue, quindi quelli di voi che non parlano francese giudicheranno la mia scelta quantomeno inutile, se non addirittura snob ed elitaria. Per cui ripeto ciò che ho scritto all'inizio: non me ne vogliate! La mia scelta è guidata dalla curiosità e dalla voglia di scoprire e far conoscere anche a voi qualcosa di insolito.   Il titolo di questo romanzo è un proverbio che significa letteralmente “Dopo la pioggia il bel tempo”, che poi è l'equivalente del nostro proverbio “Dopo la pioggia torna il sereno”, e se vogliamo proprio risalire alle origini, entrambi provengono dal detto latino “Post nubila Phoebus”. Voilà, abbiamo fatto il nostro dovere etimologico. Dunque, di cosa parla esattamente questo libro? La piccola e ricca orfana Geneviève vive a casa dello zio e tutore insieme al cugino Georges, di qualche anno più grande, ma è vittima delle continue monellerie di quest'ultimo e degli ingiusti rimproveri di suo zio, cieco davanti alle malefatte di suo figlio. Il confine tra giusto e sbagliato, buono e cattivo, morale e immorale non potrebbe essere più netto; in fondo è un libro per ragazzi e per giunta dell'Ottocento, che deve insegnare ai bambini che le nostre azioni hanno sempre delle conseguenze, e che alla fine i buoni saranno premiati e i cattivi saranno puniti. Geneviève viene salvata da una cugina che si incarica della sua educazione; gli anni passano, i ragazzi crescono, gli immancabili progetti di matrimonio prendono forma... Insomma, tipico svolgimento.   Sono due le cose che colpiscono, a mio parere. La prima è la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari, come proprio questa cugina, Mademoiselle Primerose: schietta, decisa e soprattutto tremendamente logorroica, ma convinta di parlare poco e perciò sempre pronta ad accusare la sua cameriera di non lasciarle dire una parola. È un personaggio vivo, colorato, molto moderno in alcuni tratti, che in un certo senso guida lo sviluppo della storia mentre gli altri personaggi si limitano a seguirlo. La seconda cosa che vale la pena menzionare è la forte componente cattolica del romanzo, che raggiunge il suo apice sfociando nel sostegno alle truppe pontificie nella battaglia di Mentana contro i garibaldini nel 1867. Scopriamo, allora, che la contessa di Ségur, da brava cattolica, sosteneva il Papa contro quelle orde di ribelli infedeli che volevano formare il Regno d'Italia! Non lo trovate sfizioso?
Il Ritorno dei Cavalieri dello Zodiaco
Luglio 18
Seiya colpisce ancora. Il film d'animazione Saint Seiya: Legend of Sanctuary, realizzato in alta definizione ed in computer grafica, è uscito in Giappone lo scorso 21 giugno, e pare che il riscontro del pubblico sia stato ottimo. Il trailer non lascia molti dubbi: sugli schermi italiani a novembre arriverà un'opera basata sulla cosiddetta "serie classica" e sarà ambientata al Grande Tempio, ma le similitudini sembrano finire qui. La supervisione del "vecchio" Masami Kurumada, che festeggia quarant'anni di carriera proprio con questo film-evento, non ha frenato la spinta innovativa di disegnatori e sceneggiatori più giovani. Le armature sono tutte nuove, la trama ha subito delle variazioni importanti e nonostante questo sembra che l'impianto narrativo non abbia perso nulla dell'appeal che ci tiene incollati agli schermi dal 1986.   Gli appassionati italiani di Pegasus, Sirio, Crystal, Andromeda e Phoenix non rimarranno delusi. Ivo De Palma, voce storica di Pegasus, ha annunciato sulla sua pagina Facebook di aver ricevuto da Lucky Red l'incarico di dirigere il doppiaggio del film.   I cultori della serie sembrano dividersi in tre fazioni rispetto all'argomento. I puristi, legati al doppiaggio originale, vorrebbero un film sottotitolato il meglio possibile; i fan più giovani, o quelli che semplicemente vorrebbero cambiare, pensano che le voci dovrebbero essere nuove, come le tecniche impiegate per il film. Gli aficionados, in maggioranza schiacciante, non ammettono sconti: il team di Ivo De Palma è sempre stato in cima alle loro preferenze, tanto alcuni avevano anche minacciato di boicottare le proiezioni in sala in caso Lucky Red avesse scelto qualcun altro. L'affetto per il doppiatore torinese non deve stupire: il suo "Fulmine di Pegasus" è il vero e proprio marchio di fabbrica sonoro della versione italiana di Saint Seiya. La sua costante presenza ai Comic-con nostrani e lo scambio continuo con i fan sui social network indicano che la sua popolarità non è in discussione.   Non ci rimane che attendere il mese di novembre: nel frattempo, bruciate il vostro cosmo e preparatevi a superare le dodici case, Cavalieri di Atena!
Il Re di Hokuto a Castellammare?
Luglio 17
Secondo il sito web de Il Mattino, le acque di Castellammare avrebbero cambiato colore assumendo un sinistra colorazione rosso sangue.   Le cause del singolare fenomeno non vengono spiegate nell'articolo (consultabile al seguente link: http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/acqua-colore-stabia/notizie/802750.shtml#fg-slider-auto-74355 ), ma a noi della Nerdzone la situazione è parsa subito chiara: Raoh, il Re di Hokuto sta venendo a salvarci!   Stando a un'antica leggenda della Terra dei Demoni, infatti,  la venuta del Liberatore sarebbe stata annunciata proprio dai corsi e dagli specchi d'acqua che sarebbero diventati scarlatti. Quindi, niente allarmismi: sediamoci e aspettiamo fiduciosi il ritorno del Conquistatore di Fine Secolo.     Egli ci libererà: il suo colpo è approvato persino dal Cielo.  
Teatro alla deriva, rassegna teatrale su... zattera alle Terme Stufe di Nerone. Qualche domanda al direttore artistico: Giovanni Meola
Luglio 15
Teatro alla deriva è una rassegna estiva, giunta ormai alla terza edizione, che trova ogni anno suggestiva collocazione alle Terme Stufe di Nerone a Bacoli. Anche quest'anno, dal 16 luglio al 12 settembre con inizio alle ore 21, i quattro spettacoli scelti saranno rappresentati su una zattera. Per approfondire l'argomento, abbiamo intervistasto il direttore artistico della rassegna, Giovanni Meola.   Redazione MYGWEB: Teatro alla deriva" è ormai alla sua terza edizione, ma mi incuriosisce ancora sapere: da dove viene l'idea di rappresentare gli spettacoli su una zattera? Giovanni Merola: L'idea nasce dalla mente visionaria di Ernesto Colutta, che delle Stufe è anche uno dei soci. Ernesto è una persona che incarna,a mio modo di vedere,il prototipo dell'uomo rinascimentale,con mille interessi e mille competenze che poi mescola traendone sempre idee e visioni assolutamente originali. Mi piace pensare, però, che un po' di questa idea posso avergliela in parte suggerita io stesso quando,un po' di anni fa,gli parlai di un'idea di scenografia per uno spettacolo che ho poi messo in scena,che all'inizio immaginavo proprio come se gli attori si trovassero su una zattera,per motivi metaforici e non. Io non realizzai più la scenografia in quel modo ma mi trovai a parlarne con Ernesto e mi piace pensare che un po' di questa cosa gli sia rimasta in testa quando poi ha avuto la grande idea di realizzare in prima persona la zattera di sei metri per quattro che sarà il nostro spazio scenico anche quest'anno.   Redazione MYGWEB: Gli spettacoli scelti per la rassegna sono tutti originali e diversi l'uno dall'altro per temi e compagnie. Si va dall'impegno politico (Lenuccia, 16 luglio) all'analisi di personaggi storici (Le 95 tesi, 23 luglio), dalla surreale ironia del circo (W Circus, 30 luglio) al tema dell'emigrazione italiana di fine '800 (Una notte a Little Italy, 12 settembre). Quale criterio ha utilizzato per effettuare questa scelta? Giovanni Meola: Le mie scelte son legate innanzitutto ad un criterio di urgenza e necessità che mi sembra di percepire nelle opere che,incessantemente,vedo a teatro (ne vedo in media quasi 200 all'anno) o che mi vengon proposte in video. E anche quest'anno è stato così. Poi, chiaramente,non sono i temi in sé a colpirmi ma il modo in cui il lavoro viene affrontato e proposto. Per finire,bisogna tenere presente che la 'zattera' ha caratteristiche tali da non permettere a tutti gli spettacoli di essere rappresentabili. Quest'anno,in più,avevo deciso di non mettere in cartellone monologhi,a cominciare proprio dal mio ultimo lavoro che è appunto un monologo. Volevo che ci si misurasse con una drammaturgia a più personaggi e il fatto di aver scelto anche uno spettacolo con cinque attori è legato proprio al tentativo di capire le potenzialità di questo spazio scenico così particolare. Anzi, unico in Italia, a dire il vero.   Redazione MYGWEB: Quanto è difficile organizzare una rassegna estiva? Ha riscontrato difficoltà burocratiche, poco aiuto da parte delle istituzioni? Giovanni Meola: Aiuto dalle istituzioni ? Quali ? No,la rassegna è totalmente privata. Difficoltà non ne abbiamo avute se non di abbondanza,dato che quest'anno in tantissimi si sono proposti per poter essere inseriti in questo rassegna così particolare.   Redazione MYGWEB: Mi descriva con un aggettivo la rassegna e i quattro spettacoli. Giovanni Meola: La rassegna è suggestiva perché il contesto è davvero unico. Lenuccia: energetico (quella dei due attori e quella del personaggio a cui è ispirata questa storia vera). Le 95 Tesi: coraggioso (nell'affrontare un tema apparentemente ostico ma che invece è assai vicino a noi). W Circus: estroso (soprattutto nella regia, piena di svolte e di cambi repentini) Una Notte A Little Italy: musicale (nel senso che si parla di canzoni e si cantano canzoni,raccontando come sono nate,grazie all'emigrazione di massa di un secolo fa).   Redazione MYGWEB: Crede che ci sia ancora spazio per le novità? Il pubblico ama il nuovo o predilige la 'tradizione'? Giovanni Meola: Il teatro,se fatto bene.è sempre novità,anche se rappresenta un dramma di tremila anni fa. Il nostro sforzo deve essere costantemente quello di avere una idea ben chiara di ciò che vogliamo raccontare. Il come nasce poi dall'incontro delle professionalità e sensibilità dei professionisti, giovani o d'esperienza,che si uniscono per partorire di volta in volta qualcosa che,se è fatto bene,piacerà invariabilmente ad un pubblico che di sicuro ama due cose: la tradizione,perché lo fa sentire protetto e coccolato,e le novità,perché lo fanno sentire vivo e pronto all'avventura. E quindi,il nostro compito e il nostro obiettivo è di essere sempre capaci di lavorare sul nuovo senza dimenticarci di chi siamo e da dove veniamo. Per amarlo, ma anche per poterlo tradire.   Un po' di storia: cliccate qui per leggere l'articolo che MYGENERATIONWEB ha dedicato alla II edizione.
#MyTopTweet89
Luglio 15
Il tema che ho scelto per le rubriche di quest'estate e': "La diffusione delle droghe pesanti nel mondo dei pubblicitari". Si' perche' credo sia mio dovere informare l'opinione pubblica su questa nuova piaga.   Attori hollywoodiani che vengono usati per pubblicizzare la qualunque, Shakira che balla come un'ossessa prima di andare ad evacuare e poi ci sono gli italiani che non sono da meno! Ormai al solo sentire il nome "Pittarosso" un brivido mi corre lungo la schiena e inizio a sudare freddo! Sicuramente tutti sapete di chi sto parlando: della grandissima Simona Ventura che ha perso quel briciolo di dignita' che le era rimasta per pubblicizzare un marchio  di scarpe!  Con uno slogan da veri intenditori “Pittarosso, scarpe a più non posso! Te lo dice la Simona in rosso (mentre in realtà è di bianco vestita), la Ventura si merita il primo posto per lo spot più demenziale dell’anno.    Proprio a lei e' dedicata la prima delle tre rubriche di quest'estate, sperando di non vedere mai piu' scene di questo genere!!   #PittorossoTopTweet:   - Fran Altomare: Prendendo esempio da Simona Ventura da oggi mi vestirò di bianco sostenendo convinto si essere vestito di rossa   - Zia Tus è in vacanza: Non so se mi fa più pena Simona Ventura o la gente che manda i video dove ballano   - Er Carbonaro: Simona Ventura nello spot Pittarosso si muove con la stessa leggiadria di Muntari   - Marco Folcarelli: Vorrei chiedere agli autori del nuovo spot della Ventura #pittarosso: ma siete stati maltrattati da piccoli??   - Stefania Petyx: Ho visto lo spot #Pittarosso. Credo sia configurabile il reato di atti osceni in luogo pubblico   - Criticolandia: #Nuovimodipersuicidarsi guardare il nuovo spot di #Pittarosso può bastare?   - DONATELLAnotVERSACE : Dopo la pubblicità di #Pittarosso con Simona Ventura costatiamo che l’unica cosa che è davvero capace di     fare è lavare vetri al semaforo   - Fran Altomare: Alzi la mano chi ha paura di addormentarsi e sognare Simona Ventura che canta e balla per #Pittarosso   - Marco: Ogni volta che la Ventura balla lo spot di  #Pittarosso, Nureyev resuscita appositamente per rimorire tra atroci sofferenze   -Terron Glacè: quando vi sentite inadatti e demoralizzati pensate a Simona Ventura che canta Pittarosso   Alla prossima!!!  
The Day after- Reazioni dal Mondo sul trionfo tedesco
Luglio 14
Ieri, 13 luglio 2014, il Maracanà ha ospitato la finale dei Mondiali di calcio tra Argentina e Germania. Gli uomini di Loew sono riusciti a portare a casa la tanto ambita Coppa solo nei tempi supplementari, grazie alla rete messa a segno dal talentino Mario Gotze. Ma quali sono state le reazioni del post-Mondiale in Brasile? In Italia, dove i poveri addetti ai lavori sono stati costretti per un mese a lavorare parlando "degli altri", data la pessima figura della nostra Nazionale, tutti i quotidiani hanno omaggiato la Germania con le loro prime pagine. Tuttavia lo spirito nazionalistico ha avuto il sopravvento: "I tedeschi ci raggiungono nei titoli", "Quarto trionfo tedesco: come l'Italia", "I tedeschi ci raggiungono nell'albo d'oro con quattro trionfi".. per chi non l'avesse ancora capito, in passato anche gli azzurri erano capaci di passare i gironi. Nonostante la propria freddezza innata, le testate tedesche hanno deciso di festeggiare comunque i propri guerrieri inviati in Brasile per conquistare la supremazia sul mondo intero -tranquilli, non stiamo parlando di nessun conflitto bellico. Pur non conoscendo neppure una parolina di tedesco, sono quasi sicura che queste frasi incomprensibili vogliano dire che il popolo tedesco sia fiero di aver vinto il suo quarto Mondiale e che la Merkel abbia deciso di non spogliarsi per l'occasione. Sinceri e tristi, invece, sono stati i ringraziamenti che molte testate argentine hanno elargito ai propri connazionali per la sconfitta in finale. "El amor es mas forte" ed "Heores sin corona" sono state solo alcune delle dolci frasi che i giornalisti hanno dedicato agli argentini, ma siamo quasi sicuri che le reazioni a caldo siano state "leggermente diverse".. ma, in fondo, chi può saperlo?! Arrivederci Mondiale!
IntervistAOppostA. Luca Abete ed Elena Givone ci raccontano le loro FotOOppostE
Luglio 14
Lui Nome: Luca Cognome: Abete Professione: Comunicatore a 360 gradi Lei Nome: Elena Cognome: Givone Professione: Fotografa   Cosa hanno in comune? Essere nello stesso POSTO ma dal lato OPPOSTO! Luca Abete ed Elena Givone sono gli ideatori di un progetto fotografico innovativo dal titolo FotOOppostE: una nuova forma di narrazione fotografica che consente di scoprire cosa accade nello stesso luogo, nello stesso momento ma da due prospettive diverse. “Due immagini da osservare nei dettagli, da esplorare e confrontare”. Due immagini “capaci di superare il limite della dimensione unilaterale e restituire un quadro d’insieme completo e sorprendente”.   Lui Ti conosciamo in veste di inviato del Tg satirico per eccellenza. Con questo progetto vediamo l’altra faccia di te, quella di fotografo. Raccontaci questa tua passione, se così si può definire.   La fotografia, per me, più che una passione coerente con l’argomento specifico è stata la conseguenza della mia propensione quasi maniacale verso la comunicazione, intesa a 360 gradi. Nel 2010, per esempio, ho deciso di raccontare e raccontarmi, a chi, ovviamente, mi conosce come inviato di Striscia, anche sotto altre vesti, cioè quelle delle mie giornate normali con un progetto di autoscatto OnephotoOneday. Quando ho ideato questo progetto, quando ho deciso di scattarmi una foto al giorno, tutti mi prendevano per pazzo, mi dicevano “Ti fai una foto al giorno, non hai niente da fare?!?”. Qualche anno dopo mi sono reso conto che il mio autoscatto non esiste più, ora ci si fa i selfie; ho scoperto che ne La grande bellezza, in una scena si verifica una situazione molto simile a quella che si ripropone quando faccio le mie mostre con tutte le foto del progetto OnephotoOneday. Poi mi sono reso conto che adesso tutti si fanno gli autoscatti, anche quelli che mi prendevano in giro, che mi criticavano. Quindi, ho pensato che l’idea fosse particolare. C’è comunque in me la voglia di sperimentare e di metter su un fronte di comunicazione originale. Con Elena Givone, che è una fotografa professionista, con la quale condivido la grande passione proprio per la sperimentazione della fotografia, abbiamo messo su un progetto dal titolo FotOOppostE. Questo progetto rappresenta la volontà di superare il limite che la fotografia ha nel raccontare uno spazio. Io sono abituato a vedere il mondo con la telecamera, la faccio girare a 360 gradi e racconto un ambiente nella sua totalità. La fotografia mi restituiva soltanto uno spazio, un lato. Dunque la sperimentazione ci ha portato a contrapporci come se fossimo in un duello e, invece, di utilizzare pistole, utilizziamo macchine fotografiche contrapposte che raccontano il campo e il controcampo.  Tornando al discorso iniziale, si può dedurre facilmente che per me la fotografia è una sperimentazione. Io non mi reputo un fotografo, nel senso classico del termine, anche se di fatto dicono che uno che fa le mostre, che fa più di milletrecento fotografie per raccontare la sua vita negli ultimo milletrecento giorni probabilmente lo è a tutti gli effetti. Lei   Tu e Luca siete gli ideatori del progetto fotografico FotOOppostE. Come è nata questa vostra collaborazione?   Io e Luca ci conosciamo da un paio di anni, dal 2011. Il tempo passa e non mi rendo conto di quanti anni sono! Abbiamo fatto una conferenza sull’autoritratto, entrambi ci occupiamo di questo, lui con Onephotooneday, io con altri miei progetti. Abbiamo iniziato per gioco un duello fotografico che aveva luogo ogni giorno a mezzogiorno, si chiama proprio Mezzogiorno di Foto. Dopo questa esperienza durata un anno, ininterrottamente ogni giorno a mezzogiorno iniziava questa sfida a chi mandava per prima la foto a mezzogiorno, ci siamo rincontrati e abbiamo dato vita a FotOOppostE. Ero Sri Lanka, dove stavo tenendo una scuola di fotografia e Luca mi ha seguito. Ci siamo detti “Cerchiamo di inventarci qualcosa di nuovo, magari un duello faccia a faccia” e così è nato FotOOppostE. È un po’ come fotografarsi allo specchio, io fotografo lui, lui fotografa me, nello stesso istante.     Lui    Trattandosi di foto scattate nello stesso momento, ma da parti opposte, sono nate così oppure avete seguito un “rituale”?   Il progetto è nato perché avevamo questa idea ed avevamo già un campo di prova che è lo Sri Lanka, un paese molto particolare, un paese che si conosce di nome perché ci sono molti srilankesi in Italia, ma non tutti sanno come si sviluppa. Elena ed io abbiamo pensato che poteva essere piacevole abbinare una narrazione di un luogo non conosciuto da tutti con una formula un po’ originale per raccontarlo. Siamo andati lì con l’idea di sperimentare. Fondamentalmente è stata una sperimentazione, passo dopo passo, giorno dopo giorno, scatto dopo scatto. Nel senso che non avevamo un’idea totale, definita del tutto. Ci sono delle cose tecniche, particolarmente interessanti che abbiamo sperimentato sul posto. Ad esempio abbiamo utilizzato delle macchine fotografiche senza zoom con un preciso scopo: in questo modo abbiamo avuto la possibilità di non curare gli spazi, le inquadrature, le proporzioni, i rapporti con l’ambiente circostante in maniera meccanica, premendo il pulsantino o girando l’obiettivo. Siamo andati noi vicino al soggetto, all’oggetto che volevamo rappresentare, inquadrare. Non avere uno zoom è stata un’occasione per catapultarci all’interno di una dimensione proprio fisicamente, non con l’apparecchio meccanico. Questo ed altri aspetti li abbiamo sperimentati sul campo e scatto dopo scatto li abbiamo affinati. Lei   Luca ci ha raccontato che è abituato ad osservare il mondo a 360 gradi grazie all’occhio della telecamera, con il progetto FotOOppostE ha cercato di avere lo stesso risultato utilizzando però la macchina fotografica. Tu da fotografa pensi che si possa raccontare il mondo a 360 gradi con la macchina fotografica?   Diciamo che FotOOppostE è stato un esperimento. Abbiamo tentato proprio di raccontare quello che vedevamo a 360 gradi. In effetti, quello che sempre dico quando racconto brevemente le mie fotografie è “ricordatevi che quello che vedete è sempre quello che i miei occhi in quel momento stanno mostrando, non vedete tutto quello che ci sta intorno”. In questo caso, con il progetto con Luca, poter vedere anche quello che sta intorno mentre fotografo è un qualcosa che ha sorpreso anche me. Se è possibile raccontare tutto con una macchina fotografica? Me lo sto ancora chiedendo. È comunque il fotografo a decidere cosa mostrare e cosa no. In questo gioco con Luca lui decide cosa fotografare dal lato opposto mentre io sto fotografando lui. È difficile, quindi, dire se è possibile o no, sicuramente FotOOppostE è un esperimento interessante perché ti fa i due lati che normalmente non vedi.   Importante, in questo senso, è la scelta di un ottica fissa e non di un obiettivo zoom per conoscere meglio il soggetto fotografato.   Esatto. Noi abbiamo scelto il grandangolo per riuscire a prendere di più, il più possibile senza dover zoomare. Una scelta stilistica che molti fotografi utilizzano in modo da concentrarsi su una sola realtà. Obiettivo fisso, inquadratura netta: in quel momento sia all’uno, sia all’altro quello che interessava di più era raccontare qualcosa.     Lui   Al di là della scelta dell’ottica fissa, per il progetto FotOOppostE avete utilizzato una Fuji x100. Sappiamo oggi quanto è difficile scegliere una macchina fotografica per una resa perfetta, conosciamo tutti la dicotomia Canon e Nikon, come mai avete scelto proprio una Fuji?   Elena ed io abbiamo fatto questa scelta dettata da diversi aspetti. Avevamo una serie di opportunità, erano diverse le case con le quali volevamo confrontarci. La scelta è ricaduta su questa macchina, oltre che per la qualità della resa fotografica (le foto che vengono fuori sono sicuramente paragonabili a quelle di una reflex) anche per la resa estetica. Come si vede chiaramente nelle foto ci siamo sempre io ed Elena, tutto ciò che ci circonda e la macchina fotografica sempre in prima vista. Ecco ci sembrava una fotocamera particolarmente carina che poteva dare anche un aspetto gradevole. Lei   Nel tuo lavoro, in genere, che tipo di macchina fotografia utilizzi?   Nasco come fotografa di grande formato utilizzando il banco ottico; in Africa ero proprio con il cavalletto e questo banco ottico portatile. Diciamo che ho sempre utilizzato il formato 6x12 grandangolare. Utilizzo sempre un grandangolo nelle mie fotografie, anche con il ritratto perché comunque amo ambientare il soggetto che fotografo. Adesso con il digitale sto usando una reflex ma sempre con un grandangolo.     Lui   Mi sembra di capire che FotOOppostE è un progetto work in progress. La prima meta è stato lo Sri Lanka, la prossima quale sarà?   In questo momento siamo un po’ interdetti, un po’ in difficoltà perché quando abbiamo fatto questo tentativo, questo esperimento, lo abbiamo fatto come facciamo solitamente, cioè in maniera molto maniacale, professionale, ma non aveva proprio un’idea di avviare un percorso di questo tipo. Quando poi abbiamo fatto vedere le foto a qualche esperto, a qualcuno che magari poteva darci un consiglio abbiamo constatato interesse, entusiasmo. Abbiamo, quindi, pensato di partecipare al Festival di Corigliano Calabro, un festival internazionale dove ci sono solo fotografi di un certo prestigio. Una scelta, questa, per capire gli addetti ai lavori come reagivano. L’entusiasmo che abbiamo recepito, il conforto a sperimentare ancora ci ha dato un input per andare avanti. Per ora non abbiamo ancora una meta per una seconda tappa, anche se stiamo pensando e valutando certe ipotesi. Sembra assurdo, ma nel giro di poche settimane anche alcuni tour operator si sono fatti avanti per proporci delle mete; poi è naturale che queste cose vanno ponderate con un po’ di calma. Possiamo dire che oggi abbiamo un patrimonio importante che è questo qui dello Sri Lanka, nel frattempo cercheremo, tra uno scorcio di estate, in autunno o magari d’inverno di metter su un’altra tappa in un luogo che magari potrebbe essere sorprendente. Lei   Per il progetto FotOOpposte avete scelto una Fuji x100. Come mai questa scelta? L’idea del progetto in se è partita molto velocemente e così, in qualche modo, anche la scelta della fotocamera. La Fuji x100 ci sembrava una fotocamera adatta in quanto ci sembrava un mix tra una compatta e una fotocamera professionale. Dato i risultati si è rivelata la scelta migliore, tanto che la sto consigliando. È stata uno strumento ottimo per la sua leggerezza e il suo essere maneggevole ed allo stesso tempo per il suo essere facile da utilizzare anche per un non professionista che è a digiuno di tempi e diaframmi dandoci. Una macchina che inoltre, ci ha dato grandi soddisfazioni dal punto di vista qualitativo. E poi considerato la macchina fotografica era presente in tutte le foto anche il suo “sex appeal” è importante.   Lui   Leggevo nel comunicato che secondo te siamo stati fortunati a nascere nell’era digitale data la facilità con la quale conserviamo i nostri attimi. Ma non pensi che, proprio a causa del digitale, per certi versi si stia facendo un forte abuso dell’immagine in sé?   Io sono innamorato della comunicazione. Credo che in tutte le cose, se si prende il lato positivo, ci si trova sempre avvantaggiati. Io penso di utilizzare la fotografia in maniera esagerata e di farne un uso magari sano. Qualcuno forse non lo fa, ma è così con tutto come quando si criminalizza internet quando si dice che il web è un luogo per pedofili, per chi deve degenerare. C’è qualcuno che fa così. Un po’ come il coltello, lo puoi utilizzare per ammazzare qualcuno oppure per affettare il salame e farti un pic-nic in campagna. L’abuso ci sta, è naturale che ci sia perché il mondo è vario. Però il patrimonio di ricordi che la fotografia riesce a restituirti è grande. E ti parla uno che scatta fotografie da una vita, quando le rivedo mi ricordo gli attimi, i momenti, come era il mio umore quel giorno, chi c’era intorno a me. Ecco il patrimonio fotografico che io ho con la mia mania, la mia voglia, la mia passione per scattare le fotografie ha un valore enorme che oggi per me vale tantissimo. Lei   Leggevo nel comunicato che secondo te è arrivato il momento di utilizzare la fotografia digitale come si deve. Come va utilizzata, quindi, secondo te la fotografia digitale?   Diciamo che la fotografia digitale ha aperto le porte del mondo della fotografia un po’ a tutti. Per me la fotografia digitale è stata uno shock: passare dal grande formato a quello digitale non è stato semplice, ho ancora un po’ di problemi. La fotografia digitale ci permette di scattare molto di più ovviamente, bisognerebbe scattare un po’ di meno e pensare un po’ di più. Con Luca, come dicevo prima, è stato un gioco, un esperimento, non avevo nessuna pretesa a parte quella di fotografare insieme. Utilizzare la fotografia digitale come si deve significherebbe trovare nuove forme che vadano al di là dei selfie e della fotografia “facile”, visto che comunque ci sta portando una sorta di sovrappopolamento dell’immagine facendoci perdere il vero senso della fotografia stessa.        FotOOppostE: www.fotoopposte.it                           https://www.facebook.com/fotoopposte
Che rimane dei Mondiali?
Luglio 14
Ed anche i Mondiali sono finiti! Soltanto il 12 giugno mi interrogavo su cosa aspettarmi da questa manifestazione (trovate qui il frutto delle mie riflessioni) ed ora è già tutto finito! Ma cosa rimane? Quali sono state le cose che resteranno impresse nella memoria? E le curiosità? Beh, sarà scontato ma la partita di ieri sera è stata il momento più bello e per me è stata un po' un   Amarcord, visto che la prima Finale che ricordo fu quella di Italia '90 in cui proprio queste due squadre si diedero battaglia. Anche questa volta i tedeschi hanno avuto la meglio in un match tutto sommato non esaltante, al contrario della Semifinale, cioè la   Batosta surreale che ha preso il Brasile, alla faccia degli algoritmi e delle previsioni di Goldman & Sachs che lo volevano vincente (lo vogliamo capire che il calcio non è una scienza esatta?). Una prestazione che definire misera è un atto di pura generosità e che verrà ricordata per sempre come il momento più basso della storia calcistica del Paese. Al di là di quella serata, i padroni di casa non hanno certo mostrato il gioco spumeggiante a cui ci avevano abituati, ci mancava solo che si mettessero a fare il   Catenaccio, cosa che invece si è vista fare anche da formazioni talvolta lodate come esempi di bel calcio. Pensiamo all'Olanda del comunque sempre ottimo Van Gaal: ha quasi sempre proposto un 3-5-2 (o 3-4-1-2) che in fase di non possesso diventava un tutti-dietro-la-palla-Sneijder-compreso-e-appena-la-prendiamo-diamola-a-Robben-che-tanto-ci-penserà-lui, che, proprio in virtù dell'abilità del giocatore del Bayern Monaco e di qualche altro elemento, ha portato buoni risultati. Ma se diamo uno sguardo alla Semifinale con l'Argentina (probabilmente la partita più brutta del Mondiale), allora si può mettere la parola "Olanda" nella stessa frase con "Catenaccio" senza incorrere nel timore di bestemmiare. Pensate solo se fossimo stati noi ad adottare quella particolare tattica, al povero Prandelli non sarebbero bastate le   Dimissioni, ma sarebbe stato condannato a restare in ginocchio sui ceci fino ai prossimi Europei, almeno! Ma tanto il buon Cesare ha saputo consolarsi col Galatasaray, togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe durante la conferenza di presentazione. La domanda ora è: chi si siederà sulla panchina più scomoda d'Italia? Sono stati fatti i nomi di Mancini o Allegri che forse peccano un po' di   Esperienza, ovvero una dote fondamentale in tutti i campi dello scibile umano e, a maggior ragione, in una circostanza come il Mondiale. Chi ne ha da vendere è un certo   Faryd Mondragon, ovvero il secondo portiere della Colombia, che scendendo in campo per qualche minuto (a risultato già acquisito) contro il Giappone, ha battuto il record del camerunense Roger Milla come calciatore più anziano ad aver preso parte ad una partita di un Mondiale, alla non più verdissima età di 43 anni! Verrà mai battuto questo record? Bisognerebbe chiedere a una zingara o a un sensitivo, ma non uno qualunque... uno esperto di calcio e mondiali; e, a ben pensare, uno lo conosciamo: lo ha mostrato   Google con uno dei suoi doodles: il compianto Polpo Paul che, con tanto di aureola e soffici nuvolette, era alle prese col pronostico di Belgio-Algeria!     Quello che nemmeno il Cefalopode Fantasma avrebbe potuto prevedere però, è stato il tracollo dell'Inghilterra del caro, vecchio Roy   Hodgson, che benché criticato per il modulo, le scelte (Rooney a centrocampo sulla fascia sinistra) e altre diecimila cose, è riuscito nel non facile compito di far fare bella figura, almeno all'esordio, persino all'   Italia, ovvero una delle più grandi delusioni della kermesse. Cosa resterà di questo sciagurato Mondiale, oltre all'appetibilità delle carni del buon Chiellini (fate click qui per due risate), alle liti tra senatori e giovani e all'ultima (forse) di Pirlo? Nulla. Una consolazione però è che, uscendo alla fase a gironi, non abbiamo incontrato la Colombia agli ottavi e quindi ci siamo risparmiati una sonora batosta. E, a proposito di Colombia, a questa squadra appartiene il giocatore che più mi ha impressionato e cioè   James Rodríguez, autore di ottime prestazioni e di ben sei marcature, di cui una di rara bellezza. Scommettiamo che al Monaco si stanno fregando le mani? Pare che il Real Madrid abbia già presentato una pingue offerta ai monegaschi, di quelle impossibili da rifiutare. Cosa accadrà? Probabile che il ragazzo accetti, cosa del resto fatta anche da   Kroos, ovvero un altro protagonista assoluto di questi Campionati del Mondo. Il centrocampista tedesco si è distinto particolarmente nella vittoria col Brasile ma, in generale, tutto il torneo è stato disputato a livelli altissimi, se escludiamo il quasi assist a Higuain ieri sera in Finale. Finale... ultima partita...   Last Game, ovvero il simpaticissimo cortometraggio d'animazione della Nike con protagonisti vari calciatori tra cui Ibra, Ribery, Iniesta, Neymar, Cristiano Ronaldo, David Luiz, ecc... Ma, sbaglio o non c'era nessuno della Germania? E i cloni contro cui giocavano non vi hanno fatto pensare ai tedeschi, guarda caso sponsorizzati da sempre dalla "nemica" Adidas? Mmmhhh, eppure non è che i protagonisti dello spot abbiano fatto questo grande Mondiale (alcuni non ci sono proprio arrivati...), ma vabbè, continueranno ad avere   Mercato trattandosi di grandi campioni. Però, immaginate al PSG come si stanno mordendo le mani per quei 50 milioni spesi prima dell'inizio del torneo per David Luiz: oggi varrebbe la metà, se non meno. E dire che si sono sprecati paragoni con Baresi e Beckenbauer, mica gli ultimi arrivati, eh! In tutta onestà se devo pensare a questi due mi viene in mente   Neuer che è, sì, il portiere della Germania, ma si è esibito in interventi da vero e proprio libero!     Anche ieri sera, se si esclude l'uscita su Higuain, ha fatto la solita grande partita, rivestendo un ruolo fondamentale nella conquista dell'   Oro, sì lo so che non siamo alle Olimpiadi, ma la Coppa di che è fatta? E poi, oro come il Pibe de Oro! Meglio lui o Messi? Impossibile stabilirlo a dispetto dell'ennesimo fallimento "mondiale" di Lionel (e che beffa quel trofeo da Miglior Giocatore!), dal momento che il mondo si divide in due fazioni opposte... tre se contiamo anche quelli che sono dalla parte di Pelé. Comunque, oggi, 14 luglio è la   Presa della Bastiglia, che col calcio non c'entra nulla, ma mi sembrava carino ricordarlo. D'altronde, un paio di lettere/cavolate il Professore Matto me le concederà, no? Ritorniamo sul Mondiale con la "Q" di   «Questa sera c'è il delirio al Maracanà», ovvero il ritornello della canzone-tormentone su Sky di Emis Killa. E il delirio, o quasi, oltre che al Maracanà, c'è stato anche in altri stadi in cui abbiamo assistito a bellissimi match caratterizzati da   Rimonte e capovolgimenti di fronte continui, le prime due che vengono in mente? U.S.A.-Portogallo e Olanda-Australia. Per fortuna le emozioni sono state prevalentemente sul rettangolo di gioco e non tanto fuori: c'era, infatti, pericolo di   Scontri, e tutto sommato la cosa è andata bene. Qualche tafferuglio il primo giorno, qualcosina dopo l'eliminazione del Brasile, ma niente di più. Quindi, oltre che per la vittoria della Germania, questo Mondiale verrà anche ricordato per l'utilizzo massiccio della   Tecnologia: alte misure di sicurezza in stadi e aeroporti, bombolette spray (già viste in Confederations Cup), droni che hanno garantito riprese mozzafiato e soprattutto il dispositivo gol/non gol che speriamo venga adottato massicciamente d'ora in poi. Siamo alle ultime, e più difficili lettere, ma non abbiamo paura e andiamo avanti con la "U" di   U.S.A., che finalmente cominciano ad interessarsi al soccer in maniera massiccia. Obama e i suoi connazionali hanno iniziato a vedere nel "gioco più bello del mondo" quello che vediamo noi, ovvero una spettacolare metafora della vita con le sue storie di eroismo (Schweinsteiger sanguinante ed esausto),     di gioia (il podio finale),     di dolore (Di Maria infortunato),     ma anche di sconforto (Messi),     disperazione (tutto il Brasile)     e finanche   Vendetta, un piatto che va servito gelido, non freddo. Chiedete agli olandesi che hanno atteso ben quattro anni per fargliela pagare a Iniesta e compagni! Ma più che le storie di vendetta è bello ricordare quelle di sportività, come il bellissimo   «Wow!» del portiere inglese Hart a Pirlo dopo la splendida punizione dello juventino.     Naturalmente è d'uopo dedicare un pensiero anche a tutte le simpatiche donnine protagoniste in tribuna e non solo, come l'argentina Victoria   Xipolitakis (avete visto che "X" sono andato a pescare, eh?),     erede morale della paraguaiana Larissa Riquelme;     o la singolare Marlen Doll,     pornostar cilena che ha promesso sedici (16) ore di sesso ai suoi fans qualora il Cile avesse battuto la Spagna, cosa puntualmente avvenuta. Tutta pubblicità? Può darsi! E, a proposito di pubblicità, i cartelli della   Yingli Solar sono quelli che ho visto di più. Sarà un caso, ma ho una voglia record di pannelli fotovoltaici! E, parlando di record, chiudiamo con il nostro mitico Walter   Zenga, l'Uomo Ragno ha infatti mantenuto, grazie al gol che Van Persie ha segnato a Casillas, il record di 517 minuti di imbattibilità ai Mondiali!   E speriamo che questa "Z" sia di buon auspicio per gli Azzurri tra quattro anni in Russia...
Whistle Camera - Scatta le tue foto con un fischio (Android e iOS)
Luglio 14
È ora di ammetterlo: siamo nell'epoca delle foto, che siano selfie, foto ai paesaggi, ai piatti deliziosi, al partner dopo che ci si è andati a letto (sì, in America sta spopolando anche questa moda), al proprio gatto o cane in pose strane, e chi più ne ha, più ne metta! Fin qui nulla da ridire, ognuno fa quel che vuole, però, però, però... e se abbiamo le mani sporche? E se non abbiamo entrambe le mani libere?! E se abbiamo problemi a premere il tasto di scatto (fisico o non che sia) per qualunque motivo?     È semplice: fate un fischio! Grazie a "Whistle Camera" infatti, basterà fare un fischio per scattare le foto.     Apparentemente potrebbero esserci dei problemi con rumori di fondo, ma io non li ho riscontrati, anzi ho scattato tranquillamente in luoghi affollati e tutt'altro che silenziosi; non si sono verificati neppure problemi con la posa "a fischio", perché c'è una breve latenza tra fischio e scatto, che vi permetterà di fare qualsiasi smorfia vogliate.     Cosa state aspettando a scaricare e provare?! È gratis!
#frytag: Hai mai pensato di mangiare zeppole e panzarotti online?
Luglio 13
Una nuova pagina, una nuova iniziativa. Il viaggio di quelli che ormai mi piace definire i Paladini del Fritto continua, questa volta con una sfida sul web. Parliamo ancora della pagina "Sosteniamo Zeppole e Panzarotti" che, come ci spiega uno degli admin, Vincenzo Anzalone, si è ampliata, facendo nascere "Friggiamo noi".   «Ci siamo resi conto che la pagina vantava l'approvazione di un vasto pubblico anche non campano, e abbiamo quindi deciso di fondarne una nuova, dove tutta Italia può difendere il fritto tradizionale!»     Proprio su questa pagina è stata lanciata da Vincenzo la nuova sfida: Il #frytag.Di nomination su Facebook ne abbiamo viste molte, dal pubblicare foto proprie da bambino, a video mentre si è ubriachi.Ma sicuramente mai una in cui il protagonista si riprende mentre mangia una montanara, un crocché, una zeppola, insomma, qualunque cosa fritta. Bisogna poi pubblicare il video invitando altri cinque amici a fare lo stesso, creando così una tipica reazione a catena.   In breve tempo Facebook sarà quindi invasa dai "Mangiatori di fritto"? Speriamo proprio di sì, anche se a dirla tutta, io a guardare dal PC qualcuno che mangia del fritto non ci sto: potrebbe esserci il rischio di ingrassare a dismisura visitando tutti i giorni una friggitoria!    
Da stasera, sguardo al cielo!
Luglio 12
Come accadde un anno fa, quando scrissi il mio pezzo intitolato “Super Selene non veste di rosa”, la super-luna risorge nuovamente all’apice del suo splendore, da stasera. Ricordo a tutti voi cari lettori, che nonostante il fenomeno sia difficilmente percettibile al nudo occhio umano, il satellite sarà più grande del 14 per cento e più luminoso del 30 per cento rispetto al solito, in quanto vi sarà luna piena, in coincidenza col perigeo (ossia la sua distanza orbitale minima dalla terra).   Quest’anno però l’evento si ripeterà a più riprese, a partire da stasera 12 luglio, poi il 10 agosto, ed il 9 settembre. Dunque, non resta che sperare in un cielo sereno per i giorni predetti, come di consueto in estate, e potremo goderci l’incantevole spettacolo. Colgo l’occasione per cedere al romanticismo, citando i versi di Percy Bysshe Shelley, declamati anche da Anthony Hopkins nel film Wolfman:     “Quella vergine chiusa entro una sfera di bianca fiamma che chiaman luna gli uomini splendendo liscia mi tocca come lana leggera stesa da soffi di brezza di notte piena”.
Goran Bregovic in concerto gratuito a Napoli: appuntamento il 22 luglio alla Rotonda Diaz
Luglio 12
Sarà un grande evento quello del prossimo 22 luglio a Napoli. Si ballerà fino a notte inoltrata alla Rotonda Diaz grazie a Goran Bregovic. La manifestazione, totalmente gratuita, si svolgerà con l'accompagnamento della Wedding and Funeral Orchestra. Napoli aspetta da tempo l’arrivo di Bregovic. Il capoluogo partenopeo è, infatti, una città in cui l’artista ha vissuto per alcuni anni. Lui, nato a Sarajevo, dopo il conservatorio forma il suo primo gruppo “The White Button” e inizia a suonare professionalmente. All’epoca aveva solo 16 anni. A causa della guerra in Jugoslavia abbandona la sua terra iniziando un pellegrinaggio musicale in tutto il mondo. Bregovic è amatissimo in Italia. Molti fan ricordano la celebre tappa finale de La Notte della Taranta del 2012, a Melpignano, dove riuscì a far scatenare migliaia di persone. La cittadina salentina divenne, quella notte, un crocevia di anime bollenti e saltanti, instancabili e insaziabili della sua arte. Il concerto che si terrà a Napolisul Lungomare è solo una delle tappe italiane del suoTour, “Champagne for Gypsies”. La kermesse prende il titolo dall’ultimo disco di Bregovic, “Champagne for Gypsies”, appunto, voluto per ricordare i grandi musicisti della tradizione zingara. 
Accordi@disaccordi, il programma 2014 della rassegna cinematografica estiva del Parco del Poggio
Luglio 10
Immancabile, come ogni estate, dal 14 luglio al 7 settembre al Parco del Poggio, torna la rassegna cinematografica di stagione più amata dal popolo napoletano. Accordi@disaccordi riparte il 14 luglio con la tradizionale prima ad inviti patrocinata dall'Università Suor Orsola Benincasa (scrivete una email ad accordiedisaccordi@unisob.na.it per richidere il vostro biglietto gratuito!) . Come sempre, altissima qualità nella scelta dei film e tanti ospiti importanti, uno fra tutti Ferzan Ozpetek, che presenterà il suo ultimo lavoro, "Allacciate le cinture" giovedì 24 luglio. Una piccola novità da segnalare è nel prezzo del biglietto, aumentato a 5 euro. Vi lascio dunque al programma e... buona visione!   Luglio  2014 14 Lunedì  - Come di consueto, ormai da oltre un lustro, anche quest’anno la serata inaugurale del Festival del Cinema all'Aperto "accordi @ DISACCORDI" sarà organizzata dall' Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sede dell’unico corso di laurea magistrale in Giurisprudenza in Italia con un insegnamento specificamente dedicato alla Legislazione antimafia (ed affidato a Raffaele Cantone) e del primo Master italiano in amministrazione, gestione e valorizzazione dei Beni confiscati alla criminalità organizzata. Per prenotare un biglietto di ingresso gratuito occorre spedire una e-mail con oggetto “Prenotazione Anteprima Accordiedisaccordi” all’Ufficio Eventi dell’Università Suor Orsola Benincasa (accordiedisaccordi@unisob.na.it) indicando i nomi e i cognomi (max due persone in totale). All’ingresso dell’arena cinematografica occorrerà presentare una copia della e-mail che attesti la ricezione della conferma della prenotazione, che sarà inviata fino ad esaurimento posti.   LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE di  Pierfrancesco Diliberto Pif(Italia 2013 90 min.) con Cristiana  Capotondi (Nom. Nastro d’Argento 2014), Pierfrancesco  Diliberto Pif, Ginevra  Antona, Alex  Bisconti, Claudio  Gioè, Ninni  Bruschetta, Barbara  Tabita, Rosario  Lisma. 2 David di Donatello 2014 (Regista Esordiente, David Giovani 2014), 7 Nomination David di Donatello 2014 (Film, Sceneggiatura), 2 Nastri d'Argento 2014 (Regista Esordiente, Soggetto),                  4 Nomination Nastri d’Argento 2014. 15 Martedì   ANNI FELICI di Daniele Luchetti (Italia/Francia 2013 106 min.) con Kim  Rossi Stuart (Nom. David di Donatello 2014), Micaela  Ramazzotti, Martina  Gedeck, Samuel  Garofalo, Niccolò  Calvagna, Benedetta  Buccellato, Pia  Engleberth. 5 Nomination David di Donatello 2014, 5 Nomination Nastri d’Argento 2014 (Film/Regia, Sceneggiatura). 16 MercoledìSerata con il Regista PAOLO GENOVESE Ospite di accordi @ DISACCORDI TUTTA COLPA DI FREUDdi  Paolo Genovese (Italia 2014 120 min.) con  Marco  Giallini, Vittoria  Puccini, Anna  Foglietta, Vinicio  Marchioni, Laura  Adriani, Claudia Gerini (Nom. David di Donatello e Nom. Nastri d’Argento 2014), Daniele  Liotti, Paolo  Calabresi, Alessandro  Gassman, Edoardo Leo, Gian Marco Tognazzi. 2 Nomination David di Donatello 2014, 4 Nomination Nastri d’Argento 2014 (Film Commedia). 17 Giovedì  ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto   (Italia/Slovenia 2013 106 min.) con Giuseppe  Battiston (Nom. David di Donatello 2014), Teco  Celio, Rok  Prasnikar, Roberto  Citran, Marjuta  Slamic,  Petar  Musevski, Riccardo  Maranzana, Ivo  Barisic. In Concorso alla 28. Settimana Internazionale della Critica nell’ambito di Mostra di Venezia 2013, ha ricevuto il Premio FEDIC e Giuseppe Battiston la Menzione Speciale, 2 Nomination David di Donatello 2014 (Regista Esordiente), 1 Nomination Nastri d’Argento 2014 (Soggetto).       18 Venerdì  STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI (The Book Thief) di Brian  Percival (U.S.A./Germania  2013 131 min.) con Geoffrey  Rush, Emily  Watson, Sophie  Nélisse, Ben  Schnetzer, Nico  Liersch, Barbara  Auer, Rainer  Bock, Oliver  Stokowski. 1 Nomination Oscar 2014, 1 Nomination Golden Globe 2014, 1 Nomination Premi BAFTA 2014.   19 Sabato GIGOLÒ PER CASO (Fading Gigolo)  di John Turturro (U.S.A. 2013  98 min.) con John  Turturro, Woody  Allen, Vanessa  Paradis, Liev  Schreiber, Sharon  Stone, Sofía  Vergara, Bob  Balaban, M'Barka  Ben Taleb. 1Nomination Nastri d’Argento 2014.   20 Domenica  IL CAPITALE UMANO di Paolo Virzì (Italia/Francia 2014 109 min.) con Valeria  Bruni Tedeschi (David di Donatello e Nom. Nastri d’Argento 2014), Fabrizio Bentivoglio (Nastro d’Argento 2014), Valeria Golino (David di Donatello 2014), Fabrizio Gifuni (David di Donatello e Nastro d’Argento 2014),  Luigi  Lo Cascio,  Giovanni  Anzaldo, Matilde  Gioli,  Guglielmo  Pinelli. 7 David di Donatello 2014 (Film, Sceneggiatura), 12 Nomination David di Donatello 2014 (Regia), 6 Nastri d'Argento 2014 (Film/Regia, Sceneggiatura), 2 Nomination Nastri d’Argento 2014, Premio per la Migliore Interpretazione Femminile a Valeria Bruni Tedeschi al Tribeca Film Festival 2014.  21 Lunedì  IL CAPITALE UMANO di Paolo Virzì (Italia/Francia 2014 109 min.) con Valeria  Bruni Tedeschi (David di Donatello e Nom. Nastri d’Argento 2014), Fabrizio Bentivoglio (Nastro d’Argento 2014), Valeria Golino (David di Donatello 2014), Fabrizio Gifuni (David di Donatello e Nastro d’Argento 2014),  Luigi  Lo Cascio,  Giovanni  Anzaldo, Matilde  Gioli,  Guglielmo  Pinelli. 7 David di Donatello 2014 (Film, Sceneggiatura), 12 Nomination David di Donatello 2014 (Regia), 6 Nastri d'Argento 2014 (Film/Regia, Sceneggiatura), 2 Nomination Nastri d’Argento 2014, Premio per la Migliore Interpretazione Femminile a Valeria Bruni Tedeschi al Tribeca Film Festival 2014.  22 Martedì  TI SPOSO MA NON TROPPO  di Gabriele Pignotta (Italia  2014 95 min.) con Gabriele  Pignotta, Vanessa  Incontrada, Chiara  Francini,  Fabio  Avaro,  Paola Tiziana  Cruciani,  Catherine  Spaak,  Paolo  Triestino.   23 Mercoledì  NEBRASKA di Alexander Payne (U.S.A. 2013 121 min.) con Bruce  Dern (Nom. Oscar e Nom. Golden Globe 2014), Will  Forte, June  Squibb (Nom. Oscar e Nom. Golden Globe 2014), Bob  Odenkirk, Stacy  Keach, Mary Louise  Wilson, Rance  Howard, Tim  Driscoll.Premio per la Migliore Interpretazione Maschile a Bruce Dern al 66° Festival di Cannes (2013), 6 Nomination Oscar 2014 (Film, Regia, Sceneggiatura Originale), 5 Nomination Golden Globe 2014 (Film Commedia, Regia, Sceneggiatura), 3 Nomination Premi BAFTA 2014 (Film, Sceneggiatura Originale), Film Premio del Pubblico al Rotterdam Intl. Film Festival 2014. 24 Giovedì  Serata con il Regista  FERZAN  ÖZPETEK Ospite di accordi @ DISACCORDI ALLACCIATE LE CINTURE di  Ferzan  Özpetek (Italia  2014 110 min.) con  Kasia  Smutniak (Nom. David di Donatello e Nastro d’Argento 2014), Francesco  Arca, Filippo  Scicchitano, Carolina  Crescentini, Francesco  Scianna, Elena Sofia  Ricci, Paola  Minaccioni (Nom. David di Donatello e Nastro d’Argento 2014), Luisa Ranieri, Carla  Signoris. 11Nomination David di Donatello 2014 (Regia), 2 Nastri d'Argento 2014, 4 Nomination Nastri d’Argento 2014 (Film/Regia). 25 Venerdì   MOLIÈRE IN BICICLETTA (Alceste à Bicyclette) di Philippe  Le Guay (Francia 2013 104 min.) con Fabrice  Luchini (Nom.Premio César 2014), Lambert  Wilson, Maya  Sansa, Laurie  Bordesoules, Camille  Japy, Annie  Mercier, Ged  Marlon, Stéphan  Wojtowicz.Presentato al 31° Torino Film Festival (2013) nella Sezione “Festa Mobile / Europop”, 3 Nomination Premi César 2014 (Sceneggiatura Originale). 26 Sabato  PHILOMENA di Stephen  Frears (U.K./U.S.A./Fr. 2013 98 min.) con Judi  Dench (Nom. Oscar e Nom. Golden Globe 2014), Steve  Coogan, Sophie  Kennedy Clark, Anna  Maxwell Martin, Peter  Hermann, Michelle  Fairley, Barbara  Jefford, Ruth  McCabe. Premio per la Migliore Sceneggiatura e Premio SIGNIS come Miglior Film alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2013), 4 Nomination Oscar 2014 (Film, Sceneggiatura Non Orig.), 3 Nomination Golden Globe 2014 (Film Drammatico, Sceneggiatura), 1 Premio BAFTA 2014 (Sceneggiatura Non Orig.), David di Donatello 2014. 27 Domenica  SMETTO QUANDO VOGLIO di Sydney Sibilia (Italia 2014  100 min.) con Edoardo  Leo (Nom. David e Nom. Nastri d’Argento 2014), Valeria  Solarino, Valerio  Aprea, Paolo  Calabresi, Libero  De Rienzo (Nom. David 2014),  Stefano  Fresi (Nom. David 2014), Lorenzo  Lavia,  Neri  Marcorè. 12 Nomination David di Donatello 2014 (Film, Regista Esordiente, Sceneggiatura), 1 Nastro d'Argento 2014, 4Nomination Nastri d’Argento 2014 (Film Commedia, Regista Esordiente). 28 Lunedì  SMETTO QUANDO VOGLIO di Sydney Sibilia (Italia 2014  100 min.) con Edoardo  Leo (Nom. David e Nom. Nastri d’Argento 2014), Valeria  Solarino, Valerio  Aprea, Paolo  Calabresi, Libero  De Rienzo (Nom. David 2014),  Stefano  Fresi (Nom. David 2014), Lorenzo  Lavia,  Neri  Marcorè. 12 Nomination David di Donatello 2014 (Film, Regista Esordiente, Sceneggiatura), 1 Nastro d'Argento 2014, 4Nomination Nastri d’Argento 2014 (Film Commedia, Regista Esordiente).   29 Martedì  VENERE IN PELLICCIA (La Vénus à la Fourrure) di Roman Polanski (Francia/Polonia  2013 96 min.) con Emmanuelle  Seigner, Mathieu  Amalric. In Concorso al 66° Festival di Cannes (2013), Nomination David di Donatello 2014, 1 Premio César 2014 (Regia), 6 Nomination Premi César 2014 (Film, Sceneggiatura Non Orig.).    30 Mercoledì  A PROPOSITO DI DAVIS (Inside Llewyn Davis)di Joel & Ethan  Coen (U.S.A./U.K./Fr. 2013 104 min.) con Oscar  Isaac (Nom.Golden Globe 2014), Carey  Mulligan, John  Goodman, Garrett  Hedlund, Justin  Timberlake, F. Murray  Abraham, Stark  Sands, Adam  Driver.Grand Prix al 66° Festival di Cannes (2013), 2 Nomination Oscar 2014,2 Nomination Golden Globe 2014 (Film Commedia), 3 Nomination Premi BAFTA 2014 (Sceneggiatura Originale). 31 Giovedì  AMERICAN HUSTLE – L’Apparenza Ingannadi David  O. Russell (U.S.A. 2013 135 min.) con Christian  Bale (Nom. Oscar e Nom. Golden Globe 2014), Bradley  Cooper (Nom. Oscar e Nom. Golden Globe 2014),  Amy  Adams (Golden Globe  e Nom. Oscar 2014), Jeremy  Renner, Jennifer  Lawrence (Golden Globe, Premio Bafta  e Nom. Oscar 2014), Louis C.K., Michael  Peña, Alessandro  Nivola. 3 Golden Globe 2014 (Film Commedia), 4 Nomination Golden Globe 2014 (Regia, Sceneggiatura), 10 Nomination Oscar 2014 (Film, Regia, Sceneggiatura Originale), 3  Premi BAFTA 2014 (Sceneggiatura Originale), Presentato al 64° Film Festival Internazionale di Berlino (2014) nella Sezione “Berlinale Special”, Nomination David di Donatello 2014.       Agosto 2014   01 Venerdì  LA SEDIA DELLA FELICITÀ di  Carlo Mazzacurati (Italia 2013 94 min) con Valerio  Mastandrea, Isabella  Ragonese, Giuseppe  Battiston (Nom. David di Donatello 2014), Katia  Ricciarelli, Raul  Cremona, Fabrizio Bentivoglio, Milena  Vukotic (Nom. David di Donatello 2014), Silvio Orlando. 5 Nomination David di Donatello 2014 (Film, Regia), David di Donatello Speciale 2014 a Carlo Mazzacurati, Film "Nastro dell'Anno" 2014, Presentato al 31° Torino Film Festival (2013) nella Sezione “Festa Mobile”. 02 Sabato  SOTTO UNA BUONA STELLA di Carlo Verdone (Italia 2013 106 min.) con Carlo Verdone, Paola  Cortellesi (Nom. David e Nom. Nastri d’Argento 2014), Tea Falco, Lorenzo  Richelmy, Eleonora  Sergio, Simon  Blackhall. 2 Nomination David di Donatello 2014, 3 Nomination Nastri d’Argento 2014 (Film Commedia). 03 Domenica  UN BOSS IN SALOTTO  di Luca Miniero (Italia 2013  102 min.) con Paola  Cortellesi,  Rocco  Papaleo, Luca  Argentero, Angela  Finocchiaro, Ale, Lavinia  De' Cocci, Saul  Nanni, Giselda  Volodi.    04 Lunedì  LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE di  Pierfrancesco Diliberto Pif (Italia 2013 90 min.) con Cristiana  Capotondi (Nom. Nastro d’Argento 2014), Pierfrancesco  Diliberto Pif, Ginevra  Antona, Alex  Bisconti, Claudio  Gioè, Ninni  Bruschetta, Barbara  Tabita, Rosario  Lisma. 2 David di Donatello 2014 (Regista Esordiente, David Giovani 2014), 7 Nomination David di Donatello 2014 (Film, Sceneggiatura), 2 Nastri d'Argento 2014 (Regista Esordiente, Soggetto), 4 Nomination Nastri d’Argento 2014. 05 Martedì  LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE di  Pierfrancesco Diliberto Pif (Italia 2013 90 min.) con Cristiana  Capotondi (Nom. Nastro d’Argento 2014), Pierfrancesco  Diliberto Pif, Ginevra  Antona, Alex  Bisconti, Claudio  Gioè, Ninni  Bruschetta, Barbara  Tabita, Rosario  Lisma. 2 David di Donatello 2014 (Regista Esordiente, David Giovani 2014), 7 Nomination David di Donatello 2014 (Film, Sceneggiatura), 2 Nastri d'Argento 2014 (Regista Esordiente, Soggetto), 4 Nomination Nastri d’Argento 2014.           SONO, INOLTRE, IN CARTELLONE FINO AL  7  SETTEMBRE  2014 (IN ORDINE ALFABETICO E NON DI PROGRAMMAZIONE) ALLACCIATE LE CINTURE di  Ferzan  Özpetek (Italia  2014 110 min.) con  Kasia  Smutniak (Nom. David di Donatello e Nastro d’Argento 2014), Francesco  Arca, Filippo  Scicchitano, Carolina  Crescentini, Francesco  Scianna, Elena Sofia  Ricci, Paola  Minaccioni (Nom. David di Donatello e Nastro d’Argento 2014), Luisa Ranieri, Carla  Signoris. 11Nomination David di Donatello 2014 (Regia), 2 Nastri d'Argento 2014, 4 Nomination Nastri d’Argento 2014 (Film/Regia).   A PROPOSITO DI DAVIS (Inside Llewyn Davis)di Joel & Ethan  Coen (U.S.A./U.K./Fr. 2013 104 min.) con Oscar  Isaac (Nom. Golden Globe 2014), Carey  Mulligan, John  Goodman, Garrett  Hedlund, Justin  Timberlake, F. Murray  Abraham, Stark  Sands, Adam  Driver. Grand Prix al 66° Festival di Cannes (2013), 2 Nomination Oscar 2014, 2 Nomination Golden Globe 2014 (Film Commedia), 3 Nomination Premi BAFTA 2014 (Sceneggiatura Originale).   L'ARTE DELLA FELICITÀ di Alessandro Rak (Italia 2013 82 min.) Nomination al David di Donatello e Nomination ai Nastri d'Argento 2014 per la Migliore Canzone Originale (A Malìa), Film d'Apertura, Evento Speciale, Fuori Concorso e Premio "Arca" Cinemagiovani come Miglior Film Italiano alla 28. Settimana della Critica (Mostra di Venezia 2013). ANIMAZIONE  - Film per Tutti   BLUE JASMINE di Woody Allen (U.S.A. 2013 98 min.) con Cate  Blanchett (Oscar, Golden Globe e Premio BAFTA 2014),  Alec  Baldwin,  Sally  Hawkins (Nom. Oscar e Nom. Golden Globe 2014), Louis C.K., Bobby  Cannavale,  Andrew Dice  Clay, Peter  Sarsgaard.  1Oscar 2014, 2 Nomination Oscar 2014 (Sceneggiatura Originale), 1 Golden Globe 2014,         1 Nomination Golden Globe 2014, 1 Premio BAFTA 2014, 2 Nomination BAFTA 2014 (Sceneggiatura Originale), Nomination David di Donatello 2014, Nomination Premio César 2014.   THE BUTLER – Un Maggiordomo alla Casa Biancadi Lee Daniels (U.S.A. 2013 132 min.) con Forest  Whitaker, Oprah  Winfrey (Nom.Premio BAFTA 2014), John  Cusack, Jane  Fonda, Cuba  Gooding Jr., Terrence  Howard, Lenny  Kravitz, James  Marsden. 2 Nomination 2014 Premi BAFTA. IL CAPITALE UMANO di Paolo Virzì (Italia/Francia 2014 109 min.) con Valeria  Bruni Tedeschi (David di Donatello e Nom. Nastri d’Argento 2014), Fabrizio Bentivoglio (Nastro d’Argento 2014), Valeria Golino (David di Donatello 2014), Fabrizio Gifuni (David di Donatello e Nastro d’Argento 2014),  Luigi  Lo Cascio,  Giovanni  Anzaldo, Matilde  Gioli,  Guglielmo  Pinelli. 7 David di Donatello 2014 (Film, Sceneggiatura), 12 Nomination David di Donatello 2014 (Regia), 6 Nastri d'Argento 2014 (Film/Regia, Sceneggiatura), 2 Nomination Nastri d’Argento 2014, Premio per la Migliore Interpretazione Femminile a Valeria Bruni Tedeschi al Tribeca Film Festival 2014. LE COSE BELLE  di  Agostino  Ferrente, Giovanni  Piperno     (Italia  2013 88 min.) con  Enzo  della Volpe, Fabio  Rippa, Adele  Serra, Silvana  Sorbetti. Presentato alla 9. Edizione delle "Giornate degli Autori/Venice Days" nella Sezione Venice Nights (Mostra di Venezia 2012), Una Segnalazione Speciale per il Miglior Docu-film ai Nastri d'Argento 2014. DALLAS BUYERS CLUB di Jean-Marc Vallée  (U.S.A. 2013 117 min.) con Matthew McConaughey (Oscar e Golden Globe 2014), Jennifer  Garner, Jared  Leto (Oscar  e Golden Globe 2014), Denis  O'Hare, Steve  Zahn, Michael  O'Neill, Dallas  Roberts, Griffin  Dunne.  3 Oscar 2014, 3 Nomination Oscar 2014 (Film, Sceneggiatura Originale) 2 Golden Globe 2014, Film Premio del Pubblico all’VIII Ediz. del Festival Internazionale del Film di Roma (2013) Miglior Film al San Sebastián International Film Festival 2013.   UNA DONNA PER AMICA di Giovanni Veronesi (Italia 2014 88 min.) con Fabio  De Luigi, Laetitia  Casta, Monica  Scattini, Geppi  Cucciari, Virginia  Raffaele, Valeria  Solarino, Valentina  Lodovini, Adriano  Giannini.   GIGOLÒ PER CASO (Fading Gigolo)  di John Turturro (U.S.A. 2013  98 min.) con John  Turturro, Woody  Allen, Vanessa  Paradis, Liev  Schreiber, Sharon  Stone, Sofía  Vergara, Bob  Balaban, M'Barka  Ben Taleb. 1Nomination Nastri d’Argento 2014.       GIOVANE E BELLA (Jeune & Jolie) di François  Ozon  (Francia 2013 94 min.) con Marine  Vacth (Nom. Premio César 2014), Géraldine  Pailhas(Nom. Premio César 2014), Frédéric  Pierrot, Fantin  Ravat, Johan  Leysen, Charlotte  Rampling, Nathalie  Richard, Djédjé  Apali. In Concorso al 66° Festival di Cannes (2013), 2 Nomination Premi César 2014.  V.M.: 14 Anni       GLORIA di Sebastián  Lelio (Cile/Spagna 2013 109 min.) con Paulina García, Sergio  Hernández, Marcial  Tagle, Diego  Fontecilla, Fabiola  Zamora, Antonia  Santa María, Alejandro  Goic, Coca  Guazzini.  Orso d'Argento come Migliore Attrice  a Paulina  García  al 63° Film Festival Internazionale di Berlino (2013), Nomination Premio Goya 2014.   L'INTREPIDOdi Gianni Amelio (Italia  2013 104 min.) con Antonio  Albanese, Livia  Rossi, Gabriele  Rendina, Alfonso  Santagata, Sandra  Ceccarelli, Giuseppe Antignati, Gianluca Cesale. Film Premio "Lanterna Magica" e Premio " F. Pasinetti" ad Antonio Albanese alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2013), 3 Nomination Nastri d'Argento 2014.   MOLIÈRE IN BICICLETTA (Alceste à Bicyclette)di Philippe  Le Guay (Francia 2013 104 min.) con Fabrice  Luchini (Nom. Premio César 2014),Lambert  Wilson, Maya  Sansa, Laurie  Bordesoules, Camille  Japy, Annie  Mercier, Ged  Marlon, Stéphan  Wojtowicz. Presentato al 31° Torino Film Festival (2013) nella Sezione “Festa Mobile / Europop”, 3 Nomination Premi César 2014 (Sceneggiatura Originale).   LA MOSSA DEL PINGUINO di Claudio Amendola (Italia 2014 94 min.)  con Edoardo  Leo (Nom. Nastri d’Argento 2014), Ricky  Memphis(Nom. Nastri d’Argento 2014), Ennio  Fantastichini,  Antonello  Fassari, Francesca  Inaudi,  Sergio  Fiorentini, Elisa  D' Eusanio. 3 Nomination Nastri d'Argento 2014 (Film Commedia).     IL PASSATO (Le Passé) di Asghar Farhadi (Francia/Italia 2013 130 min.) con Bérénice  Bejo (Nom. Premio César 2014), Tahar  Rahim, Ali  Mosaffa, Pauline  Burlet, Elyes  Aguis, Jeanne  Jestin, Sabrina  Ouazani,  Babak  Karimi. Premio per la Migliore Interpretazione Femminile a Bérénice Bejo al 66° Festival di Cannes (2013), Nomination Golden Globe 2014, 5 Nomination Premi César 2014 (Film, Regia, Sceneggiatura Originale). PHILOMENA di Stephen  Frears (U.K./U.S.A./Fr. 2013 98 min.) con Judi  Dench (Nom. Oscar e Nom. Golden Globe 2014), Steve  Coogan, Sophie  Kennedy Clark, Anna  Maxwell Martin, Peter  Hermann, Michelle  Fairley, Barbara  Jefford, Ruth  McCabe. Premio per la Migliore Sceneggiatura e Premio SIGNIS come Miglior Film alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2013), 4 Nomination Oscar 2014 (Film, Sceneggiatura Non Orig.), 3 Nomination Golden Globe 2014 (Film Drammatico, Sceneggiatura), 1 Premio BAFTA 2014 (Sceneggiatura Non Orig.), David di Donatello 2014.     SAVING MR. BANKSdi  John Lee  Hancock (U.K./U.S.A./Australia  2013 125 min.) con  Emma  Thompson (Nom. Golden Globe e Nom. Premio Bafta 2014), Tom  Hanks, Paul  Giamatti, Jason  Schwartzman, Bradley  Whitford, Colin  Farrell, Annie Rose  Buckley, Ruth  Wilson. 1 Nomination Oscar 2014, 1 Nomination Golden Globe 2014, 3 Nomination Premi BAFTA 2014.   LA SEDIA DELLA FELICITÀ di  Carlo Mazzacurati (Italia 2013 94 min) con Valerio  Mastandrea, Isabella  Ragonese, Giuseppe  Battiston(Nom. David di Donatello 2014), Katia  Ricciarelli, Raul  Cremona, Fabrizio Bentivoglio, Milena  Vukotic (Nom. David di Donatello 2014), Silvio Orlando. 5 Nomination David di Donatello 2014 (Film, Regia),David di Donatello Speciale 2014 a Carlo Mazzacurati, Film "Nastro dell'Anno" 2014, Presentato al 31° Torino Film Festival (2013) nella Sezione “Festa Mobile”.   SMETTO QUANDO VOGLIO di Sydney Sibilia (Italia 2014  100 min.) con Edoardo  Leo (Nom. David e Nom. Nastri d’Argento 2014), Valeria  Solarino, Valerio  Aprea, Paolo  Calabresi, Libero  De Rienzo (Nom. David 2014),  Stefano  Fresi (Nom. David 2014), Lorenzo  Lavia,  Neri  Marcorè. 12 Nomination David di Donatello 2014 (Film, Regista Esordiente, Sceneggiatura), 1 Nastro d'Argento 2014, 4 Nomination Nastri d’Argento 2014 (Film Commedia, Regista Esordiente).     SOLE A CATINELLE di Gennaro Nunziante (Italia  2013 87 min.) con Checco  Zalone, Aurore  Erguy, Miriam Dalmazio, Robert Dancs, Ruben  Aprea, Valeria  Cavalli, Orsetta  de Rossi, Matilde  Caterina. Nomination David Giovani 2014.     SONG ‘E NAPULEdi Antonio e Marco Manetti (Italia  2013  114 min.)con Alessandro  Roja (Nom. Nastri d’Argento 2014), Giampaolo  Morelli (Nom. Nastri d’Argento 2014), Serena Rossi, Paolo Sassanelli (Nastro d’Argento 2014), Carlo  Buccirosso (Nastro d’Argento 2014), Peppe  Servillo, Antonio Pennarella, Franco Ricciardi, Ivan Granatino, Antonello Cossia, Ciro Petrone. Fuori Concorso all’ VIII Ediz. del Festival Internazionale del Film di Roma (2013),     2 David di Donatello 2014 (Musicista e Canzone Originale: A’ Verità), 1 Nomination David di Donatello 2014, 4 Nastri d'Argento 2014 (Film Commedia), 2 Nomination Nastri d’Argento 2014.    STILL LIFEdi  Uberto Pasolini (U.K./Italia 2013 87 min.) con  Eddie  Marsan, Joanne  Froggatt, Karen  Drury, Andrew  Buchan, Ciaran  McIntyre, Neil  D'Souza, Bronson  Webb, Wayne  Foskett. Premio Orizzonti per la Migliore Regia e Premio Pasinetti per il Miglior Film alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2013),  Nomination David di Donatello 2014.     L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi (Italia 2013 113 min.) con Elio  Germano (Nom. Nastri d’Argento 2014), Ricky  Memphis, Alessandra  Mastronardi, Alessandro Haber (Nom. Nastri d’Argento 2014), Virginia  Raffaele, Ubaldo  Pantani, Massimo  Wertmüller, Maurizio  Battista, Francesca  Antonelli. Film d’Apertura, Fuori Concorso, alla VIII Ediz. del Festival Internazionale del Film di Roma (2013), 3 Nomination Nastri d’Argento 2014.   LA VITA DI ADELE (La vie d'Adèle) di Abdellatif  Kechiche (Francia 2013 179 min.)  con Léa  Seydoux (Nom. Premio César 2014), Adèle  Exarchopoulos (Premio César 2014), Salim  Kechiouche, Mona  Walravens,  Jérémie  Laheurte, Alma  Jodorowski,  Aurélien  Recoing,  Catherine  Salée. Palma d'Oro e Premio Fipresci al 66° Festival di Cannes (2013), Nomination Golden Globe 2014, Nomination Premio BAFTA 2014, 1 Premio César 2014, 7 Nomination Premi César 2014 (Film, Regia, Sceneggiatura Non Originale), Nomination David di Donatello 2014.         V.M.: 14 Anni           
"Le origini del male": secondo flop delle case infestate
Luglio 10
Rieccoci con il secondo flop delle case infestate. Vi ricordate “1303”, la stanza con il fantasma defenestratore? Ecco, stavolta la storia è tra un professore imbecille e una bambina un po’ hipster, che ci tiene a farci sapere che vede e sente le cose. Non vi trattengo oltre sulle premesse, gustiamoci la trama. Siamo ad Oxford (per dieci minuti, poi i fondi finiscono) dove un professore alquanto sopra le righe, convinto di poter spiegare tutto con la scienza (interpretato da Jared Harris, già Moriarty in “Sherlock Holmes 2”, mette insieme un team di giovani studenti più un cameraman per filmare eventi paranormali che scaturiscono da una giovane ragazza, che ogni tanto parla con una voce strana ma a parte questo all’inizio non è che faccia chissà cosa. Il film non fa mai paura, quindi immaginatevi cosa farà dopo. Segue un primo tempo assolutamente noioso in cui si assiste a scene di passione amorosa più o meno ridicole, dove una giovane studente ninfomane fa sesso con il compagno studente, poi si bacia con il professore, poi si rimette con lo studente per nessun motivo plausibile al mondo. Il cameraman (Sam Claflin, già Finnick in “Hunger Games”) si innamora della ragazza e scopre che i suoi “poteri” sono quelli di incendiare grossomodo le cose, o quantomeno di ustionare gravemente. Faccio notare che, persino quando la fanciulla srotola un due-tre metri di lingua bitorzoluta di fronte alla sua telecamera, l’espressione più shockata che questo attore riesce a produrre appare poco al di sotto del “perbacco!”. Seguono altri fenomeni a casaccio, dopodiché la bambina diventa la torcia umana, fine. Le prime domande, ovviamente, sono: dov’è il professor Xavier quando serve, e dove sono le recensioni di uno come me prima che uno come me possa andare a buttare i soldi. Sarebbe però un bel paradosso temporale, riuscire a scrivermi le recensioni prima di vedere i film: almeno risparmierei due spiccioli. Dal punto di vista tecnico il film è girato mediocremente, gli effetti speciali (quei pochi) sono fatti anche abbastanza bene, il problema è che si continua a non cercare di produrre paura negli spettatori: io lo chiamo il fenomeno “The Thing”. Avete visto il remake? Avete visto l’originale di Carpenter? Cosa li differenzia? Esatto, un sacrosanto gusto per il gore, per il far vedere (anche con effetti speciali posticci) che se un demone ti ha afferrato con la telecinesi e ti vuole fare tanto tanto male, ti sbriciola in mille pezzi, non ti fa rimbalzare su e giù e poi ti lascia andare. Forse sono pretese eccessive dettate dal fatto che sono una brutta persona, ma se vado a vedere un horror è troppo chiedere che qualcuno sanguini sul serio? O devo sentire solo risate e doppiaggi di uomini su voci di donna? Perché, stando a questi espedienti, sia la Santanché sia Vladimir Luxuria sono Satana. Ok sì, avete ragione, la Santanché lo è davvero. Quanto alla recitazione, si salva solo Jared Harris. Gli altri, nel tentativo di assumere espressioni criptiche, riescono semplicemente a risultare monoespressivi, e alla lunga anche irritanti, al punto che, quando il professore tira un gancio magistrale all’operatore, il film ha acquisito all’istante due punti in più, complici le mie reminiscenze dello scontro tra Jared Harris e Robert Downey Jr nel secondo Sherlock Holmes. Oh certo, se non siete dei fan allora questo non vi sarà di nessun conforto. In definitiva sto recensendo il secondo capitolo della “casa infestata”, dopo 1303, peraltro una casa che è stata affittata da accademici in bolletta, cui hanno appena tagliato i fondi, ma risulta essere una villa di tre piani che paga l’IMU in sette paesi diversi tanto è sterminata. Ancora una volta, tenetevi stretti i soldi.
'A Zeppola non deve morire!
Luglio 09
Sabato 5 Luglio, ore 19:30. Nonostante la partita, fuori alla storica Friggitoria Vomero si è radunato un cospicuo numero di persone, in attesa di gustare tutti insieme gli antichi sapori del fritto napoletano. È solo il secondo evento organizzato dalla pagina Facebook "Sosteniamo Zeppole e Panzarotti", creata da Paolo Russo, insieme a Tony Federico e Mario Lambiase. Dopo l'articolo scritto il mese scorso in cui analizzavo il rapporto tra mode e cibo (visibile cliccando qui), non potevo non ascoltare anche il punto di vista di questi "paladini del fritto". Ecco quindi cosa ne pensa Paolo Russo!   D: La pagina Facebook prima, i due eventi dopo. Ma come nasce quest'iniziativa?R: Essenzialmente nasce dall'idea di tre ragazzi il giorno prima dell'inaugurazione di una nuova patatineria a Fuorigrotta, proprio di fronte ad una storica friggitoria del quartiere in cui siamo cresciuti. Senza nessuna forma di protesta, abbiamo organizzato un evento su Facebook per invitare altri amici a mostrare solidarietà a Davide, il gestore della friggitoria. In seguito abbiamo creato la pagina Facebook che ora si aggira intorno ai 1400 mi piace, e adesso siamo qui a difendere il fritto napoletano   D: Possiamo dire quindi che per voi il fritto è paragonabile ad un esperienza mistica? Perché per noi lo è!R: Per me il mangiare in generale è un'esperienza mistica! Dovremmo entrare in una filosofia pseudo spicciola, ma per me il cibo ha una funziona sociale fondamentale, il mistico sta nel creare rapporti, umanità, nel produrre cultura e storia. Il fritto napoletano è tutto questo, nasce come la famosa 1000 Lire di zeppole e panzarotti, cibo che ti scaldava, da condividere per strada con un amico. Ed è rimasto così negli anni, un lusso che tutti potevano permettersi, essenzialmente.   D: Si tratta quindi di una battaglia culturale più che gastronomica?R: Assolutamente culturale, sì. Tantissimi dicono che noi nasciamo contro le patatinerie, ma non è assolutamente vero. Ci andrebbe benissimo passeggiare per Via Roma e incontrare qualcosa di diverso. Una patatiteneria, uno che vende i baccalà portoghesi, uno che fa le crêpes, che si offra quindi una vasta scelta! Noi difendiamo le friggitorie più antiche, quelle che portano avanti le tradizioni napoletane, ma ci sono ovviamente anche esercizi che offrono prodotti surgelati, l'importante è non generalizzare. D: E tra la vasta scelta che una friggitoria può offrire, quali sono i vostri "cavalli di battaglia"?R: Personalmente, sono un grandissimo amante della frittate, di qualunque tipo. Quando viaggiavo avevo lo sfizio tutto mio di fotografarmi con una frittata di maccheroni ovunque fossi, per cui credo che questa sia l'unica cosa veramente napoletana che non si può trovare in nessun altro posto. Ma i nostri simboli restano ovviamente la zeppola e i panzarotti, universalmente riconosciuti, polivalenti, interculturali, transgenerazionali, quante altre parole complicate devo dire?   D: Che riscontro credete di aver avuto nel popolo napoletano? E soprattutto, avete altre iniziative in serbo?R: Sicuramente alle persone piace quello che facciamo e ci danno tutto il loro appoggio. Vi è ovviamente anche chi, interpretando male il nostro messaggio come dicevo prima, ci considera gli oppositori delle patatinerie, ma non è assolutamente così. In futuro sì, crediamo di organizzare altri incontri di questo tipo, sicuramente dopo l'estate. Ma quello che vorremmo è che le persone autonomamente ricominciassero a organizzarsi, darsi appuntamento in friggitoria e con pochi Euro riempirsi di fritto e passare così la serata.   (In foto: Fabio Messina, proprietario della Frggitoria Vomero, tra Tony Federico e Paolo Russo)

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