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Settembre 16
Questa settimana voglio occuparmi di cinema anzi di “sommo” cinema, il cinema per eccellenza, il non plus ultra, i veri capolavori, i film con la F maiuscola ossia quelli che partecipano ai vari Festival sparsi un po’ per tutte le città chic del mondo. Quest’anno mi ero ripromessa di non cadere nel solito cliché di attaccare queste manifestazioni dove i critici se la cantano e se la suonano da soli, dove vincono film che nemmeno i parenti dei protagonisti vedranno al cinema, dove ogni anno si fa a gara a chi premia il regista più sconosciuto alla folla di plebei incolta che si farebbe tagliare un braccio piuttosto che vedere uno dei film selezionati.   E poi all’improvviso mentre guardo il telegiornale, ecco che viene annunciato il vincitore del Festival del cinema di  Venezia e tutti i buoni propositivi vanno a quel Paese. “Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza” No, non ho sbagliato a scrivere. Non ho inserito una frase senza senso, questo è proprio un titolo di un film giudicato oltretutto il migliore trai concorrenti. Ora sicuramente i più intellettuali staranno obiettando che dietro a cotale titolo si nasconde sicuramente una profonda metafora sulla vita umana ma io non sono dotata della loro scienza e non riesco proprio a farmene una ragione… .   #PiccioneTopTweet:   - Doriana Del Sarto: #Leonedoro al piccione a Venezia. Quadra perfettamente. - Leo: Ti viene subito voglia di andare a vedere "un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza" SARÀ AVVINCENTE #Leonedoro - Rudy Zerbi: A #Venezia71 ha vinto un film che su twitter non si puó citare perchè ha il titolo di 141 caratteri. - Stefano Mazzurana: #Leonedoro a "Un piccione seduto su un ramo che riflette sull'esistenza"* * “E tu sotto a ricevere il frutto delle sue elucubrazioni” - Fran Altomare: Così, a naso, il film “un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza” non mi sembra proprio uno spasso, eh. #Venezia71 - MarcelloFontana:#Leonedoro a furia di fare i sofisticati premiate film che non vengono visti manco dai parenti del regista ... - Francesco Claps:Vince il Leone d'Oro il film "Un piccione si posò sul ramo riflettendo sull'esistenza". In pratica una riforma di Renzi. - Claudio Maddaloni: Al #festivaldivenezia ha vinto un film svedese su un piccione, definito un "noir surreale". Si accettano pronostici sugli incassi nelle sale - Katia Perrini: Quindi ha vinto "Un piccione appollaiato su un ramo riflette sull'esistenza". E chi se lo perde? #festivaldivenezia - Marina Finettino: "Un piccione seduto su un ramo rifletteva sull'esistenza". Poi me lo raccontate, ma anche no. Alla prossima!!
Napoli, ci risiamo!
Settembre 15
Ci risiamo. Alla seconda giornata di campionato, il Napoli crolla al San Paolo e consegna la vittoria al Chievo, tra la pioggia di fischi che viene giù dagli spalti di Fuorigrotta. Un rigore sbagliato e un gol subito decidono la partita. Gli azzurri partono bene e si presentano subito nell'area di rigore avversaria in diverse occasioni. Solo la difesa piazzata nella figura di Cesar si immola bene a protezione della propria area, dapprima su Higuain, a soli sei minuti dal fischio d'inizio e poi al 10' su Callejon. Dopo tre minuti, è bravo Bardi a deviare il preciso colpo di testa di Gonzalo Higuain su cross di Insigne, superandosi ancora al 16', sul diagonale del capitano Marek Hamsik. In questa frazione di gioco, il Napoli appare chiaramente più aggressivo del proprio avversario. Solo l'estremo difensore veronese rappresenta il vero ostacolo al vantaggio sul tabellone. E, di fatti, è ancora lui che, al 26', vola sul rigore calciato da Higuain, posizionato sul dischetto del penalty per il fallo subito in area da Cesar. Il primo tempo sembra essere un monologo azzurro. La prima occasione per il Chievo, infatti, cade al 31', quando Maxi Lopez colpisce la traversa. Prima di lasciare il campo, il super-Bardi si supera ancora una volta e nega il gol a Insigne che colpisce di destro al volo un traversone partito da Hamsik. Di ritorno dagli spogliatoi, la situazione non cambia. Il portiere veronese ha deciso di vestire i panni del protagonista e al 48', per l'ennesima volta, vola a deviare fuori il destro di Zuniga. Pochi secondi e gli scenari cambiano. Maxi Lopez entra nell'area napoletana e, libero dalla marcatura di Albiol, spara un diagonale dritto nella porta di Rafael. Il Napoli subisce il colpo e comincia ad innervosirsi. Le imprecisioni di Insigne e Hamsik sono un chiaro segno della tensione che cresce tra le fila dei partenopea. A nulla serve impegnarsi per riequilibrare il risultato perchè tra i pali veronesi Bardi non lascia passare niente. Al 65', blocca il tiro a giro di Hamsik e, al 68', si stende per parare il destro di Inler.Il Chievo si chiude e la gara si trasforma in una vetta da salire per il team di Benitez. Si chiude il sipario sul risultato di 0-1, quando il clivense a difesa della porta veronese chiude anche su Duvan Zapata al quarto minuto di recupero. Poca grinta e incisività che, sommate alla cattiva sorte sotto la rete difesa dall'abile Bardi, hanno ricordato il Napoli negligente e impreciso degli anni scorsi. Un Napoli immaturo e acerbo che, incapace di tenere testa alle difese contratte, non ha ancora imparato la lezione più importante per raggiungere la vetta della classifica e cioè che gli scudetti si vincono contro le piccole. E' battendo loro che si imbocca la strada per raggiungere i palcoscenici internazionali più prestigiosi. E' accumulando punti contro di loro che è possibile diventare veramente una grande squadra.
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista Tonino Taiuti, Mariano Rigillo e Leonarda Saffi
Settembre 14
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista Tonino Taiuti, vincitore del premio come miglior attore non protagonista, l'attore Mariano Rigillo e Leonarda Saffi, protagonista dello spettacolo "Le Sorelle Macaluso" di Emma Dante. Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.
“SPIDER-BOSS”: "Mistero" Svelato!
Settembre 14
Cari amici di MYGENERATION, ho il piacere di pubblicare la risposta di molti esperti, appassionati e professionisti entomologi, al dilemma da me posto sul ragno sconosciuto che avevo fotografato e pubblicato sulla mia rubrica, qualche giorno fa (http://www.mygenerationweb.it/201409061857/articoli/tendenze/green-generation/1857-spider-boss-chi-riesce-ad-identificarlo ) .   Si tratta di un ragno crociato, Araneus diadematus  (o anche Epeira diademata) così chiamato per le macchie bianche a forma di croci che ha sul dorso. Confermo che si tratta di una specie inoffensiva, e per di più utile all’uomo, in quanto sterminatrice di insetti, zanzare incluse. La femmina è più grossa del maschio e può raggiungere anche i 20mm.   Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno risposto alla mia domanda saziando la mia sete di sapere, anche se la maggior parte delle risposte è giunta tramite face book e non sul sito; mi raccomando: la prossima volta non siate timidi!
Photoshop. Sinonimo di bellezza? Secondo Round!
Settembre 14
Definire la bellezza non è una cosa semplice. Qualche tempo fa ci siamo occupati dell’esperimento di Esther Honig, giornalista americana, la quale per cercare di spiegare, appunto, cosa fosse la bellezza, ha dato vita ad un sondaggio fotografico, intitolandolo semplicemente Before & After. Grazie alle piattaforme freelancing, Esther Honig, riuscì a contattare una quarantina di esperti e non di Photoshop di venticinque paesi diversi. Si è scattata un suo primo piano e lo ha inviato con un’unica richiesta: «Fatemi bella!» Il risultato sono stati una ventina di scatti dove, il viso della giornalista appare trasformato secondo i canoni di bellezza dettati dalla cultura e dalle tradizioni del paese di ogni photoshopper.   Recentemente, la giornalista Priscilla Yuki Wilson, ha voluto ripetere l’esperimento e, come nel progetto originale, ha contattato una trentini di esperti e non di Photoshop provenienti da venticinque paesi diversi. Si è fatta scattare una fotografia, un suo primo piano, e l’ha inviata con la stessa rischiesta: «Fatemi bella!».   La questione di fondo, in questo caso, però, è un'altra: Priscilla Wilson non si chiede esplicitamente cosa sia la bellezza. La "modella" parte dalla domanda "Cosa sei?", una domanda che influenza la nostra esperienza del mondo. Essendo per metà giapponese e per metà africana la sua esperienza è, evidentemente, diversa: vive il "peso" di due culture differenti in una società, a detta sua, che ancora non accetta questa particolarità. Infatti, come si legge sul suo sito web, le è stato sempre detto che i capelli lisci sono più attraenti e che l’essere magri è una cosa buona e giusta.   Come per la giornalista americana, le fotografie della Wilson differiscono l’una dall’altra: il viso appare trasformato secondo i canoni di bellezza dettati dalla cultura e dalle tradizioni del paese di ogni photoshopper. Ma c’è, anche, chi ha alterato le origini orientali, chi, invece quelle, africane.   Si tratta di immagini in cui è stato trasformato il make-up, in cui sono state regolate le dimensioni del volto e, in alcuni casi, sono stati raggiunti estremi inspiegabili: labbra o troppo carnose o troppo sottili, occhi e naso troppo snelli.   Una serie di scatti per dimostrare, anche in questo caso, che niente è universale, nemmeno la bellezza.     Before & After Part Two: http://priscillaywilson.wix.com  
Video-intervista a Fortunato Cerlino, tra Gomorra - La serie, la recitazione e il teatro
Settembre 13
La serata di venerdì 5 settembre è stata fonte di piacevoli incontri per la redazione di MYGENERATIONWEB. Fortunato Cerlino è tra gli attori teatrali intervistati per i suoi lettori, interprete di uno dei personaggi più emblematici di Gomorra - La serie: Don Pietro Savastano. Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.
Il mio regno per un cavallo
Settembre 13
Ahimè non sono qui a parlarvi di Shakespeare oggi.Mi piacerebbe portarvi a fare un giro (virtuale s’intende … lo sapete, c’è crisi!) tra i più bei castelli e palazzi d’Italia. Si, mi piacerebbe ma … è meglio evitare. E non, o almeno non solo, per l’invidia e la tristezza che la vista di regge e ricche dimore suscitano in noi poveracci. Quando si pensa a un castello o a una reggia si pensa subito a uno stile di vita particolare: oziose giornate passate a leggere, passeggiate a cavallo, luminosissime sere votate al ballo in sfarzosi saloni. Uno stile di vita che solo i nobili potevano permettersi. Potevano, perché la crisi ha colpito anche loro. Come affronta la crisi un nobile? Alcuni titolati italiani, tra cui la pronipote di Federico II, gli eredi del barone James Aguet e i discendenti del principe Antonio Licata di Baucina, hanno avuto un’idea alquanto ingegnosa. Hanno rispolverato gli alberi genealogici e i testamenti di famiglia e hanno scoperto che i propri avi possedevano terre qui, castelli lì, palazzi là. Si sono accorti però che tali beni sono oggi proprietà di comuni e regioni, suolo di condomini e abitati da altri. Inaccettabile! Cosa fare dunque? Perché non rispolverare leggi trite e ritrite per riprendersi ciò che un tempo era loro? Ed ecco quindi che la già rapida burocrazia italiana si trova invasa da richieste e rivendicazioni nobiliari. Ecco che torniamo a sentir parlare di pratiche legali molto alla moda nel Medioevo, come l’enfiteusi e il “diritto di superficie”. Io mi domando: ma la vera nobiltà non era quella d’animo?
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista Alessandro Preziosi, Tullio Solenghi e Lino Musella
Settembre 12
Nella terza parte delle video-interviste di MYGENERATIONWEB abbiamo incontrato: Lino Musella, vincitore del premio come miglior attore emergente, Alessandro Preziosi, miglior monologo e Tullio Solenghi, presentatore della serata. Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista i Musica da ripostiglio
Settembre 11
Al Premio Le Maschere del teatro italiano, MYGENERATIONWEB intervista il gruppo Musica da ripostiglio, tra i nominati nella categoria Autore di musiche per lo spettacolo Servo per due, che si sono esibiti nella splendida performance che ha chiuso la serata. Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.  
Pronte per un autunno esplosivo?
Settembre 11
Mentre sulle passerelle più importanti del mondo si stanno svolgendo lefashion weeksdi presentazione delle collezioni primavera/estate 2015, noi comuni mortali siamo alle prese con uno dei momenti topici dell’anno. Sì, allo scadere della bella stagione, è arrivato il momento di aprire coraggiosamente il nostro guardaroba e fare un inventario per affrontare al meglio l’autunno ormai alle porte.   Quali ingredienti migliori se non colore, natura e fantasia per resistere a lunghe giornate fredde, buie e piovose? La stagione autunno-inverno si propone di essere estremamente ricca, esplosiva direi. Ad ognuna il suo stile, ce n’è davvero per tutti i gusti. Potrete scegliere tra un look bon ton, garçonne, punk, animalier, easy chic, urban. E persino le amanti della montagna e delle piste da sci vivranno il loro momento di gloria.   Vi anticipo, infatti, che anche in città saranno “ammessi” i maglionijacquard! Quest’anno sembrano essere vietati solo i toni scuri, fatta eccezione per il total black, sempre sinonimo di eleganza, che però si arricchisce di luminose paillettes e intarsi, che gli conferiscono un aspetto un po’ rétro. Si conferma intramontabile ilblack & white, anche nella versione a scacchiera, ma soprattutto spazio al colore! Si va dal rosa, sia nella versione “confetto” che in una nuance “pop”, al viola, dal rosso all’arancio, dal turchese al giallo lime. Solo monocromie? Assolutamente no, sarebbero troppo scontate! La moda di quest’anno è ricca di fantasia, di disegni geometrici, di stampe, tra le più originali quelle ispirate a grandi artisti come Matisse e Klimt e  soprattutto di motivi ispirati alla natura e al mondo animale.   Vestirsi, per chi ha voglia di divertirsi e perché no, osare, sarà come sfogliare un libro di fiabe. Mantelle in stile “Cappuccetto Rosso” e accessori ispirati al “lupo cattivo”, piume che arricchiscono abiti, giacche e cappotti, clutch con gufi e civette, adatte sia per il giorno che per la sera, borse zebrate e maculate per le amanti dello stile animalier. Margherite, orchidee e rose accenderanno di colore abiti, gonne, cappotti, scarpe, borse. Come fosse già primavera!   Due grandi ritorni quest’anno. Il primo è la camiciatartanche, come la più sobria “cugina” bianca, potrà essere abbinata a qualsiasi capo. Il secondo non è un singolo capo, bensì uno stile unico e precisamente ilfolk, che viene reinventato ed attualizzato: tra i protagonisti, i camperos, le borse rigorosamente a frange e le stampe jacquard. Si propongono come must have della prossima stagione la gonna rigorosamente lunga e plissettata, l’abitino stampato, il kiodo, per le amanti di un look grintoso e i cappotti, nelle varianti, maschile, egg-shaped e bon ton, quest’ultima ispirata ai modelli indossati dalle dive degli anni ’50, dalle tinte rigorosamente pastello. Non preoccupatevi, non vi lascio senza almeno qualche anticipazione sulle tendenze per la sera! Per le serate più glamour preparatevi a ricreare il look disco degli anni ’80.   La sfida, per le vere fashion-addicted, è diventare più che luminose, scintillanti, grazie a lamè, paillettes e  cristalli, ma anche al make-up glitterato e agli adorabili nuovi charms Pandora, ispirati a natura, spazio e galassie. 
I 5 giochi, sottovalutati, da recuperare assolutamente
Settembre 11
5. CatherineCominciare con questo gioco ci fa capire come questa classifica non abbia lo scopo di classificare giochi eccezionali, strappalacrime e torcibudella, bensì giochi che, se non avete, dovreste avere. Perché osano, perché sono diversi in qualcosa, perché se fossero stati comprati di più forse avrebbero avuto la possibilità di dare molto ad un mondo che sta diventando sempre più uguale a se stesso. E quindi un gioco che parla di eros e punizione, di tradimenti e orrori, il tutto condito da un gameplay avvincente e ben 8 finali diversi. Se volete lanciarvi nel mondo del “mai provato”, cominciate da lui. Anzi, da lei. 4. Binary DomainQuesto gioco è un condizionale fatto cd, una ferita sanguinante che sa di opportunità sprecate e di futuri infranti. Sì perché, nonostante sia un gran bel gioco, non solo non è stato assolutamente ben recensito, ma è stato a malapena convertito per pc, dove avrebbe potuto dare il massimo. Perché? Perché Binary Domain sfrutta un sistema di comandi vocali assolutamente efficace e rivoluzionario: come sarebbero le vostre partite, se voi poteste ordinare all’IA di recarsi in determinati punti, attaccare certi obiettivi, senza doverglielo fisicamente indicare con il cursore? Di qui il futuro infranto: non lo sapremo mai, visto che dopo Binary Domain questo sistema sembra essere stato completamente dimenticato. 3.Deadly PremonitionGioco horror dalla trama complessa, profondamente ispirata e con sezioni assolutamente inquietanti e geniali. Dove sta la fregatura? Tutto questo dovrete immaginarvelo, visto che la grafica è a dir poco al di sopra del poligonale e il sistema di controlli (mutuato palesemente da Resident Evil) non risponde affatto bene, rendendo un’esperienza potenzialmente inquietante una sofferenza certamente irritante, e relegando questo gioco al segmento di mercato dedicato ai coraggiosi, quelli disposti a tutto pur di godere di una trama avvincente. Quelli, insomma, che hanno cominciato con i poligoni: se il gioco a più bassa risoluzione a cui avete mai giocato è Beyond, allora questo non fa per voi. 2. Spec Ops: The LineReso difficile da un compartimento IA non del tutto soddisfacente, in molti hanno scartato questo gioco, bollandolo come l’ennesimo TPS in cui non si è ben capito quando finiscono le ondate di nemici, e c’è chi l’ha definito una specie di Uncharted sfortunato. La verità, tuttavia, è che la trama di questo gioco è semplicemente superba, con profonde riflessioni morali (autentiche rarità in un gioco d’azione con soldati americani) e un finale a dir poco devastante sotto tutti i punti di vista. Sapendo questo, chiunque sia un appassionato di trame da oscar deve assolutamente trovare il coraggio di far fronte a orde di nemici armati fino ai denti, per conseguire una soddisfazione che va oltre il puro gaming. 1. Alpha ProtocolSebbene questo piccolo capolavoro non eccella nel comparto grafico, e abbia qualche bug minore, gli appassionati di trame cospiratorie e giochi dalla forte impronta personale, dove ogni azione può causarne un’altra non predefinita, non potranno non apprezzarlo. All’apparenza è un semplice third person shooter, ma al di sotto ci sono oltre 260 ore di dialoghi, che lasciano presupporre un’infinita varietà di possibili scelte. Sarà possibile infatti allearci con i nostri nemici, tradirli nuovamente, e in generale perseguire qualsiasi quest desideriamo sapendo che il gioco si adatterà a noi in ogni caso. Per alcuni, questo gioco è una rivelazione. Per gli altri, vergogna!
“Strut”, il nuovo atteso album di Lenny Kravitz - E il singolo “The Chamber” è già cult
Settembre 10
“I gave you all the love I had… na na na”. Sfidiamo chiunque a dire di non aver intonato questo ritornello in spiaggia. E sfidiamo anche nel dire di non aver sentito gli amici pronunciare la frase: “Chi è che canta?”. Molti lettori avranno risposto ovviamente: “È Lenny Kravitz. Strano, vero?”. Strano, sì. Perché Lenny Kravitz non incideva un singolo scoppiettante come The Chamber da tempo immemore. Egli stesso ha dichiarato che comporre questa canzone lo ha fatto sentire di nuovo come una adolescente. The Chamber è il brano che anticipa il nuovo album di Lenny, in uscita il prossimo 23 settembre. Strut infatti potrebbe segnare una svolta epocale nella carriera di Kravitz. Dopo anni dedicati ad un lavoro introspettivo e di chiusura al mondo  (persino alla sfera sessuale), riuscirà il cantante newyorkese a stupire il panorama musicale con nuova energia comunicativa? Stanco, probabilmente, di fare il papà della sua Zoe a tempo pieno, Lenny avrebbe ritrovato la giusta spinta artistica e l’ispirazione che aspettava da tempo. Strut è stato inciso tutto alle Bahamas, in seguito alle riprese dell’ultimo capitolo della saga di “Hunger Games”. 12 brani nella track list e un richiamo alla buona musica e al rock. “Con questo disco torno alle sensazioni che provavo al liceo – ha dichiarato l’artista. Un lavoro crudo e rock che è venuto fuori molto velocemente. Non ci resta che attendere.
"I mercenari 3": i last action heroes. Si spera vivamente "last".
Settembre 10
Ancora una volta, la maledizione del terzo capitolo colpisce una saga potenzialmente geniale e ricca di spunti. Scherzo! Non c’è nessuna saga geniale e ricca di spunti! Però il film è brutto comunque. Non è brutta l’idea di ultrasessantenni palestrati che si prendono a botte, quella faceva ridere, almeno nei primi sette minuti del primo film, il problema è questa volta è l coerenza. Dopo una missione per liberare Wesley Snipes, altra vecchia gloria, sembra che tutto il film ruoti sul rapporto giovani/vecchi instaurato con altre pseudo-celebrità, con il solo risultato di rendere il cast assolutamente ingestibile, e di dare pochissimo spazio a ciascuno. Inoltre, non è che tra i giovani ci fossero astri nascenti, bensì attori semi-sconosciuti che per tutto il tempo faranno i marmocchi viziati, dando così l’occasione ai loro “papà militari” di spiegare loro come si fanno le cose nella selvaggia e inospitale Baghdad, o qualunque sia il paese che sono andati a invadere senza alcun motivo. Senza discutere sulle implicazioni sociologiche della trama, presentiamo il nemico dei MerceNeri, il per nulla attempato Mel Gibson: è descritto come una persona cattivissima, intelligentissima e soprattutto spietata, infatti, la prima cosa che fa è sparare nel culo del nero che non è Wesley Snipes e miracolosamente lo uccide. In realtà, sgancia anche un missile, ma nessuno sembra averlo notato, quindi il film va avanti. Stallone ci dice quanto sia cattivo Gibson, e, ben conscio di questa informazione, licenzia tutta la sua squadra, rendendoli così bersagli molto facili da uccidere singolarmente, se solo Gibson fosse intelligente la metà di quanto viene descritto. In realtà non succede nulla, e Stallone recluta per sei mesi ragazzi con severi problemi di dosaggio del testosterone e una buttafuori con il medesimo problema, solo senza nessun addestramento militare. L’ideale per affrontare il cattivissimo Gibson: i MerceNani. In realtà i MerceNani due o tre idee ce le hanno: come quella di disattivare allarmi e bloccare uscite quando vanno a fare le sortite: il loro primo piano funziona e Gibson viene catturato. A questo punto i MerceNeri, inorriditi all’idea che un piano possa svolgersi regolarmente senza che muoia almeno una mezza nazione, fanno la brillante pensata di trasportare Gibson su un furgone nero (neanche blindato), così comparse assolutamente anonime lo liberano e lui se ne va. Ma non è finita qui! Gibson, che è intelligente, attira dieci degli uomini più pericolosi della terra in un paese dove c’è una dittatura, ma dove Obama non ha trovato il petrolio, e copre l’intero edificio di bombe. A genius, direbbe Renzi, ma Gibson lo trova troppo facile: MerceNeri e MerceNani non possono semplicemente esplodere in diecimila pezzi, meglio dargli un minuto buono per scappare. Se poi tra i MerceNani c’è un hacker, ancora meglio. Ma tutto questo ci starebbe ancora: abbiamo appena mandato tutto il medio oriente armato di machete a fargli la festa, stiamo lì e aspettiamo, no? No, Gibson si scoccia perché i Mercenari uniti gli stanno rompendo i giocattolini, e va di persona ad affrontarli: armato di una pistola da sei colpi. A questo punto lo spettatore medio si rende conto che, anche se Gibson avesse la scienza infusa, non riuscirebbe ad uccidere che sei mercenari su novantasette (o quanti diavolo sono), ma in realtà non c’è bisogno: Gibson arriva così tardi che trova solo Stallone, che è rimasto apposta per fargli un mazzo così, glielo fa in una scena mutuata da “Miss Mercenaria Bagnata” e alla fine se ne vanno tutti sull’elicotterone di Ford. Fine. Un plauso speciale a Ford, che ha capito, a differenza di Gibson, che a settant’anni non puoi tirare mazzate senza fare ottantasei stacchi a pugno, e dunque ha salvato la dignità nella saga dei film spezza-carriera. Chapeau.
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista i vincitori Luca De Fusco e Giuliana Lojodice
Settembre 10
Venerdì 5 settembre si è svolta al Teatro San Carlo la manifestazione "Le Maschere del Teatro Italiano".   I vincitori: SPETTACOLO DI PROSALe sorelle Macaluso regia di Emma Dante   REGIALuca De Fusco per Antonio e Cleopatra   ATTORE PROTAGONISTAPierfrancesco Favino per Servo per due   ATTRICE PROTAGONISTAElisabetta Pozzi per Agamennone   ATTORE NON PROTAGONISTATonino Taiuti per Circo equestre Sgueglia   ATTRICE NON PROTAGONISTAAriella Reggio per Boeing Boeing   ATTORE/ATTRICE EMERGENTELino Musella per La società   INTERPRETE DI MONOLOGOAlessandro Preziosi per Cyrano sulla luna   SCENOGRAFOMaurizio Balò per Antonio e Cleopatra COSTUMISTAZaira de Vincentiis per Antonio e Cleopatra   AUTORE DI MUSICHESimone Cristicchi per Magazzino 18 AUTORE DI NOVITÀ ITALIANAPaolo Sorrentino per Hanno tutti ragione   I microfoni di MYGENERATIONWEB hanno raggiunto Luca De Fusco, vincitore della categoria miglior regista e la grande Giuliana Lojodice, insignita del premio alla carriera Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.  
#Quantaluce. Carlo Arace in Mostra al Pan
Settembre 10
Quante volte è capitato di etichettare Napoli come quella città maledetta, come quella terra tanto amata, ma allo stesso tempo tanto odiata. Ùn piccolo mondo con le sue contraddizioni. E credetemi ce se sono tante.   «Napoli? Una scommessa in bilico tra la città e la gente, tra le luci e le ombre. La città, intesa come piazze, vie, luoghi, monumenti e palazzi, che rappresentano il “capitale immobile”, “fisso” e duraturo nel tempo: la luce. Le persone, intese come “fruitori dei luoghi” siano esse abitanti o nomadi viandanti, che compongono invece il “capitale variabile” nel tempo e del tempo: le ombre. Napoli con la sua luce viva e splendida sul lungomare mentre si riflette sugli scogli di via Caracciolo, ma anche nascosta nei vicoli dei quartieri del centro storico. Un contrasto di luci e ombre, come in una fotografia».   Napoli e i suoi contrasti. Napoli. La protagonista un progetto di Carlo Arace, #quantaluce. Un progetto dove le scritture sono di Maurizio de Giovanni, le fotografie di Carlo Arace e le musiche di Bert.   «#Quantaluce nasce dall’idea di legare indissolubilmente Napoli alla fotografia, lasciando da parte quei preconcetti, quegli stereotipi che da sempre caratterizzano la nostra città: pizza, Vesuvio e mandolino». È proprio «il contrasto tra luci e ombre [ … ] l'essenza di #quantaluce». Quel contrasto che da sempre caratterizza la città di Napoli».   L’appuntamento è per questo pomeriggio alle ore 17:30 al PAN|Palazzo delle Arti di Napoli. La mostra sarà visitabile fino al 25 settembre 2014.     http://www.carloarace.it/
ULTIMO APPUNTAMENTO
Settembre 09
Ricordo ancora una volta a tutti gli amanti della natura e del firmamento, la terza ed ultima apparizione della luna più luminosa e vicina alla terra di quest’anno, stasera 9 settembre 2014.   Nelle ultime ore girava un simpatico link su facebook che invitava le coppie a “stare molto attenti” a far l’amore in questa particolare fase lunare, poiché secondo antiche forze mistiche, la super-luna piena donerebbe grande fertilità. Dunque, per chi desidera ardentemente un bimbo, forse è il momento giusto; quanto a coloro che preferiscono attendere ancora, magari è meglio non sfidare troppo la sorte, o meglio, i “poteri” della nostra Selene. Ricordo inoltre la natura del fenomeno: nonostante sia difficile coglierne i particolari ad occhio nudo, la luna sarà più grande del 14 per cento e più luminosa del 30 per cento, poiché sorgerà nuovamente al plenilunio in fase di perigeo (cioè la distanza orbitale minima tra terra e luna).   Sembra che la super-luna ventura non riapparirà prima della prossima primavera inoltrata, perciò, clima permettendo, Buona Luna piena a tutti!
Il Rione Traiano manifesta. Cortei e slogan contro lo Stato "assassino".
Settembre 09
Napoli. Sono ormai passati quattro giorni dai tragici avvenimenti del 5 Settembre, che hanno visto come vittima il diciassettenne Davide Bifolco. Ma mentre i mass media continuano a riportare aggiornamenti e notizie sull’autopsia del ragazzo e sul processo del carabiniere indagato, il Rione Traiano, quartiere dove è accaduto il fatto, non sembra voler dimenticare Davide. Elevato ormai a vittima dello Stato, ogni giorno da quella notte un corteo sfila per le strade del quartiere, partendo dal parco comunale Costanino, per arrivare sotto il Municipio. Dopo i toni più accessi della manifestazione del primo giorno, che ha visto lanciati anche fumogeni, il corteo continua a far sentire la sua voce, attraverso striscioni, che inneggiano giustizia per Davide o slogan urlati come “Lo Stato infame assassino” (Foto: Francesco Cannata)
IT di Stephen King: "qualcosa" si nasconde nell'oscurità
Settembre 07
Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse anche di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.   Un capolavoro dell'horror, un classico intramontabile e intere generazioni traumatizzate da un clown demoniaco divoratore di bambini. Un essere apparentemente innocuo, apparentemente simbolo di risate e gioia e, soprattutto, apparentemente umano, rivela un pozzo di oscurità. Molte sono state le parodie esilaranti dedicate alla trasposizione cinematografica dell'opera di King, eppure IT ha segnato a lungo l'immaginario di intere generazioni.Derry, giornata piovosa d'autunno. È l'occasione perfetta per Georgie Denbrough, ansioso di provare la nuova barchetta di carta che suo fratello Bill ha fatto per lui. Georgie gioca a seguire la coraggiosa piccola imbarcazione che sfreccia nei canali di scolo della città.Ad un tratto, però, la barchetta precipita in un tombino ed ecco sbucare dall'oscura fessura gli occhi divertiti di un simpatico clown, di nome Pennywise. Bocca rossa e ciuffi di capelli che spuntano ai lati di una buffa testa ad uovo, cosa può esserci di spaventoso?     Di certo, il piccolo Georgie non spreca tempo a chiedersi cosa ci faccia un clown in un tombino e questo dettaglio ha fatto storcere il naso a più d'un lettore, ma guardando con gli occhi di un bambino ci si può facilmente immaginare chini su quell'antro oscuro ad aspettare doni dal simpatico pagliaccio.Peccato che il nostro piccolo Georgie finisca brutalmente masticato dall'amico clown e trascinato nelle viscere della città.Incipit raccapricciante, da cui King sviluppa con geniale (quanto inquietante) maestria la storia del giovane Bill e dei suoi amici, Richie Tozier, Eddie Kaspbrak, Stan Uris, Beverly Marsh, Mike Hanlon e Ben Hanscom, in lotta contro un'oscura presenza in città.   A raccontarla così, potrebbe sembrare la storia di sette supereroi, ma in realtà si tratta di sette ragazzini piuttosto sfigati capaci di rivelarsi coraggiosi e forti al momento giusto.Scopriamo, dunque, che Pennywise è l'incarnazione dell'anima cattiva della città e che può assumere qualunque forma. Il clown si nutre della cattive vibrazioni della città di Derry e ogni ventotto anni torna in superficie per divorare bambini.I protagonisti di "It", unendo le loro forze e le loro paure, riescono a ricacciare nelle fogne quella tremenda presenza, promettendosi di ritrovarsi a Derry ventotto anni dopo, per chiudere definitivamente il conto quando Pennywise sarebbe ritornato per chiedere il suo tributo di sangue.Ed eccoci giunti alla seconda parte del libro, in cui i nostri eroi (ormai adulti) si ritrovano nella città di Derry, richiamati alle armi dalla strana forza del loro giuramento. Il lettore si trova così a seguire le tracce dell'inquietante mostro, attraverso tutti e cinque i sensi dei personaggi, grazie alla eccellente penna dell'autore, per di più in un avvincente intreccio di avvenimenti passati e presenti che si susseguono e si rincorrono fra ricordi e colpi di scena agghiaccianti, il tutto immerso nelle celebri atmosfere terrificanti del maestro King.     Senza scavare oltre nella trama del libro, evitando di rovinare così la sorpresa al lettore, mi soffermo sul titolo, che trovo essere la ciliegina sulla torta di questo pilastro del genere horror. Il termine "It", infatti, è il pronome personale inglese usato per le cose che non hanno un'anima e che non appartengono alla categoria umana: Pennywise non "qualcuno", ma "qualcosa". Ma, ecco, leggendo con attenzione, pare quasi che l'autore voglia trasmetterci un messaggio: non è il clown ad essere malvagio. O meglio, IT è malvagio perché non può fare a meno di esserlo, perché è la sua natura. Ma chi ha permesso che nascesse? A chi appartiene l'oscurità di cui Pennywise si nutre? Le nostre paure spesso raccontano, a chi sappia interpretarle, ciò che siamo, la nostra vita, i nostri ricordi, le nostre esperienze.   I bambini di Stephen King combattono contro le materializzazioni delle loro paure, ma non solo, combattono contro i loro personali disagi sociali, dimostrando al lettore che sì, quelle paure e quei disagi possono essere esorcizzati, sconfitti, superati. I bambini di Stephen King combattono contro la malvagità degli adulti: "[...] quasi per sbaglio Eddie scoprì una delle grandi verità della sua infanzia: i veri mostri sono gli adulti".   Per concludere, ancora una citazione, tratta dalla dedica del romanzo: [...] il romanzesco è la verità dentro la bugia, e la verità di questo romanzo è semplice: la magia esiste.
-Clara, I'm not your boyfriend- The Doctor is back! Parte I
Settembre 06
Un dinosauro nella Londra vittoriana. Ed ecco come ritornano sugli schermi i grandi telefilm!Ebbene sì, dopo pochi mesi dall'addio datoci dal brillante Matt Smith, la BBC ha mandato in onda le prime due puntate dell'ottava stagione del telefilm fantascientifico più longevo della storia, Doctor Who! C'è chi la prima puntata l'ha odiata, chi l'ha amata, e c'è anche chi ha dichiarato che Capaldi sia "il peggior Dottore della storia".Dopo la rigenerazione in breve, il Dottore sembra aver avuto un ritorno all'oscuro Ninth, con un pizzico di ironia e pazzia che contraddistingue i Dottori di Moffat. Tanto di cappello a Capaldi dunque, che è riuscito a fondere insieme personalità così diverse in un solo personaggio!Come si è potuto intuire, personalmente ho letteralmente adorato Capaldi e le sue sopracciglia. Quello che non è andato a genio a molti in rete è il nostro sceneggiatore e megalomane preferito, Steven Moffat.Vari i soliti richiami a se stesso, dalle numerose similitudini con Sherlock Holmes (Per i meno intenditori, Moffat è anche l'adorabile e megalomane sceneggiatore di Sherlock della BBC),al ricordo di Madame de Pompadeur che, per chi non ci avesse fatto caso, è uno dei personaggi scritti da Moffat nell'era Russel T Davis.E poi, il solito melenso richiamo alla companion del nostro cuore, Amelia Pond.Non è bastato che un Eleven allucinato l'abbia vista comparire durante la rigenerazione? Evidentemente no. Ma a proposito di companion, stavo dimenticando il pezzo forte della puntata, Clara Oswald!Si può incentrare un'intera puntata col Dottore rigenerato sulla reazione della companion? Evidentemente sì, perché ormai la vita dell'alieno sembra dipendere direttamente ormai dalle reazioni di Clara. -Oh Clara, mi sono rigenerato! La mia undicesima rigenerazione, in duemila anni di viaggi nel tempo e nello spazio, sono il Dottore, salvo le persone, combatto gli alieni. Come sono, ti piaccio?--Ma assolutamente no, Dottore. Sei diventato un vecchio scozzese acido e rimbambito, rivoglio indietro il mio Matt per continuare a guardarlo con gli occhi a cuoricini!- Fortunatamente, alla fine Clara decide di vederlo per quello che è in una scena comunque molto commovente (Certo, il Dottore durante la rigenerazione se l'era completamente dimenticata a Clara, preso com'era dalla rossa scozzese). La rete non è però d'accordo con le mie considerazioni, visto che tutte le critiche sono state rivolte principalmente al bacio tra la lucertola Madame Vastra e la cameriera Jenny. Oh mio Dio, un bacio lesbo/zoofilo!Quando il Dottore aveva baciato Rory non c'erano state tutte queste polemiche, o sbaglio? PS: Essendo il mio telefilm preferito avrei potuto parlarne per molto altro tempo ma qualcuno ai piani alti non ne sarebbe stato così contento!
“SPIDER-BOSS”: Chi riesce ad identificarlo?
Settembre 06
Un incontro imprevisto, mentre ero appostato in aperta campagna alle 22:00. Aspettavo fiducioso il passaggio d’una civetta, ma nell’accendere la torcia per illuminare gli alberi circostanti, vedo la scia luminosa rifrangersi sotto un ramo pendente a pochi metri da me, illuminando qualcosa di luccicante nel buio della notte. Incuriosito, mi avvicino al ramo d’albero: avevo illuminato una tela, sulla quale vi era appeso un ragno che non esiterei a definire “gigante”. Confesso di non essere esperto in materia d’aracnidi, ma da quel poco che sapevo, guardandolo bene, ho potuto escludere che fosse una malmignatta, tantomeno un ragno violino, dunque, non mi ero imbattuto in una specie velenosa; tuttavia, in parte per il mio istintivo ribrezzo verso questa creatura, ma soprattutto per le notevoli dimensioni, che di maggiori ne ho viste solo nel terzo film della saga “Il signore degli Anelli”, mentre scattavo foto a raffica restavo guardingo e quanto più distante possibile, mentre tesseva una tela che forse avrebbe retto anche i miei 70 chili. Questo è quanto mi è accaduto, e che riporto con una “vagonata” di fotografie; vorrei davvero saperne di più: vorrei conoscerne la specie, le abitudini, vorrei una conferma o smentita che si tratti di una specie innocua, insomma, quante più informazioni disponibili a riguardo. Mi rivolgo quindi a tutti voi cari lettori, non esitate ad inserire nei commenti tutto ciò che sapete su questo “boss” dei ragni, le ultime due foto che troverete in fondo alla pagina sono probabilmente le più dettagliate. Vi ringrazio in anticipo per la partecipazione. Commentate!
"Liberaci dal male": (in)degna conclusione di una brutta estate horror
Settembre 06
Tanto per cominciare, è giusto iscrivere questo film nella trilogia “meh”, cominciata con “1303”, continuata da “Le origini del male” e coerentemente terminata da quest’ultima opera. Liberaci dal male è la storia di un poliziotto con un senso “radar”, che gli dice quali casi sono più interessanti, che trascura la famiglia e si dedica al lavoro in maniera quasi ossessiva. Cioè quasi tutti i poliziotti mai inventati. Ha un collega facinoroso, che adora fare a botte, con un pessimo carattere. Cioè quasi tutti i poliziotti mai esistiti. La storia si dipana attraverso una serie di brillanti deviazioni sul titolo originale. L’inizio, per esempio, potremmo chiamarlo “liberaci dall’animale”, dal momento che l’agente Sarchie, il protagonista, ha un odio svergognato per i gatti, ma incontra anche leoni, orsi, cani con crocifissi blasfemi, zanzare che abitano i cadaveri e, per sua gioia presumo, anche gatti crocifissi. Giusto per rendercelo simpatico. Il film si apre dinanzi a noi quando l’agente viene in contatto con un culto di satanisti originato in Iraq, capace di trasformare dei marines in persone violente e il suo supporting character profondo quanto una pozzanghera in un supporting character inesistente. Non uno dei culti più talentuosi di sempre, insomma, vista la portata delle sue imprese. Questa fase è anche quella di massimo “chissenesbatte” per quanto riguarda il suo matrimonio, e il film per qualche minuto diventa “liberaci dal vincolo matrimoniale”. Tutto cambia quando Sarchie incontra padre Mendoza, e quando giungerà alle nostre orecchie l’unica accusa mai pronunciata in un film arrivato in italia sui preti, che li taccia di praticare l’hobby della pedofilia con la stessa severità con cui si raccomanda a un amico di non bere troppo. Il padre tuttavia è un uomo simpatico, con una profondità di più di due millimetri (questo ad Hollywood è un successone), un esorcista esperto e un fedele devoto, se si esclude il suo avere continui rapporti sessuali, il considerare il bere alcolici come una medicina e essere stato un fatto di crack recidivo. Insieme il marito modello e il prete perfetto iniziano ad indagare su questa oscura setta. Questa parte potremmo chiamarla “liberaci dal clericale”. Viene il momento delle botte, che potremmo chiamare “liberaci dall’uscire dalle sale” visto che finalmente si inizia a vedere qualcosa di vagamente interessante: i marines posseduti iniziano a fare a schiaffi con Sarchie e con il supporting character, che muore malissimo in quanto incapace di portare una pistola al lavoro, pur non rinunciando a due coltelli da combattimento e una posa macho che sarebbero fuori posto anche in un videogioco arcade. Si arriva dunque alla fine, dove un esorcismo durato trenta minuti e tre diverse lingue, con tre fasi distinte tutte riprese da una videocamera in un centro di polizia, un organo statale assolutamente noto per praticare esorcismi dentro le sue mura, porta all’eliminazione del culto meno pericoloso di sempre, che ha fatto in totale due vittime (e una terza ferita gravemente!). Quest’ultima fase ci libera effettivamente dal male, più precisamente dal male di vivere che inizierà a coabitare con la vostra anima poco prima dell’intervallo, e cesserà solo dopo l’avvenuta rimozione del trauma del pagamento del biglietto. Giudizio finale, “liberaci dall’andarlo a guardare”. PS: ci avevate creduto? La battuta sui preti pedofili è stata passata solo perché alla fine l’agente Sarchie si sposa con rituale cattolico, e fa battezzare suo figlio da Mendoza rinunciando a tutte le opere di satana. Come i preservativi, ad esempio. O l’omosessualità. Liberaci dall’omosessuale!
S.O.S Ucraina: diario di un’inutile guerra
Settembre 04
L'ultima volta che ho sentito Natalia era il 5 marzo. Putin aveva appena annunciato un intervento armato in Ucraina e l'intervista si era conclusa con la speranza che alla fine a trionfare fosse il buon senso e si evitasse la guerra. Ahimè le cose non sono andate così.   L'Ucraina in questi giorni e' dilaniata da una guerra che il governo centrale di Kiev contro un gruppo di separatisti filorussi appoggiati dalle truppe di Mosca. Ecco perché mi é sembrato doveroso contattare nuovamente Natalia per aggiornarci su quanto sta accadendo nel suo paese. Quando ci siamo sentite, ha accettato subito di rispondere alle mie domande e mi ha detto che era appena tornata dall’Ucraina. Non ho potuto fare a meno quindi di incominciare con una serie di domande sul suo viaggio…     Ciao Natalia cominciamo subito con una domanda impegnativa. Sei appena tornata dell'Ucraina, com'è la situazione attuale del Paese? Quanto la guerra ha cambiato la vita della popolazione? La situazione non è sicuramente delle migliori, c’è la guerra. E non parlo della guerra civile, come forse si pensa, ma parlo della vera e propria guerra. Non è stata ancora proclamata ufficialmente perché forse destabilizzerebbe troppo la nostra economia quindi si combatte “silenziosamente” contro il nemico – i separatisti e i russi. La popolazione è  cambiata molto a partire dalla rivoluzione dell’onore ( quella che ha portato alla fine del potere dell’ex presidente Yanukovich). La gente si è unita come non mai, si sente finalmente parte di uno Stato, parte della Nazione, è nato, cioè, un senso di appartenenza. È’ una sensazione unica, quella che toglie un po’ il fiato, quella che ti fa venire i brividi addosso. Si condivide tutto. Anche i pensionati, che in media percepiscono 1200 grivni (adesso, con l’ inflazione sarebbero meno di 100 euro), donano alle diverse organizzazioni di volontariato quello che possono per aiutare i soldati che purtroppo lo Stato non equipaggia adeguatamente. Anche noi, qui dall’Italia, facciamo il possibile. Mia madre si occupa di una raccolta fondi e di acquisto di diversi medicamenti meno cari e molto più facilmente reperibili qui in Italia. Vi è  però una continua ansia, la speranza di sentire il numero minore possibile di vittime. Per dirti, la prima cosa che mia nonna chiede, entrando a casa dopo un’assenza anche solo di mezza giornata, è “Allora? Novità?”. Si continua a vivere aspettando che il parente, il vicino, l’amico o il conoscente torni a casa.     Affrontiamo l'annosa questione dei separatisti. Chi sono? Quanti di loro sono di origine ucraina e quanti invece sono infiltrati dell'esercito Russo? Chi sono? Domanda complicata e forse non sarei in grado di dare una risposta esauriente. Inizialmente i separatisti erano dei manifestanti delle regioni di Donezk e di Lugansk guidati dai capi dell’ex esercito russo. Il problema vero è che in Russia è in atto una vera e propria manipolazione della popolazione. Secondo  i media russi, noi ucraini odiamo coloro che parlano il russo nel nostro paese. Vi è una parcentuale abbastanza alta di ucraini che parlano solo il russo e Putin vuole "aiutare" proprio loro perchè dice che non li rispettiamo e che il nuovo parlamento (che ancora si deve formare ...) non rispetterà i loro diritti. Nel frattempo però crea panico e odio tra le due popolazioni. Per esempio, dicono che nella mia città natale (Leopoli) chi parla  russo viene  accoltellato in mezzo alla strada. Vi assicuro, vi giuro, ci metto la mia faccia non è assolutamente cosi. Siamo un popolo pacifico e fraterno. Io mi rifiuto di credere che più dell’ 80% dei russi possa consapevolmente appoggiare la guerra.  Adesso che tutti i rifugiati  si sono trasferiti un po’ in tutta l’Ucraina e hanno conosciuto la verità, sarà molto più facile unificare definitivamente il Paese senza però nessun “aiuto” esterno del quale non abbiamo bisogno. Se non fosse stato per quest’ultimo, credo che il tutto sarebbe finito molto prima e con le conseguenze meno disastrose.     Un'altra questione su cui c'e' molto mistero è l'entità delle truppe russe che Putin ha inviato a sostegno dei separatisti. C'e' chi sostiene che siano poche entità fonti britanniche invece parlano addirittura di ventimila uomini. Cosa ci puoi dire a riguardo? Le truppe russe sempre ci sono state e aumenteranno sempre di più. Se inizialmente fornivano le armi, adesso sparano dal loro territorio con delle armi con le quali è possibile combattere anche a più di 40km di distanza dall’obiettivo. Entrano in maniera illimitata passando per le  frontiere ucraino-russe controllate solo dai separatisti. La TV ucraina ha parlato di 15-18 mila truppe straniere. Sono state, inoltre, fornite come testimonianza delle foto dei satelliti anche all’ultima riunione delle Nazione Unite.Della presenza delle milizie russe non vi è alcun dubbio. Il loro obiettivo principale, secondo quanto dicono, sarebbe il seguente: garantire la sussistenza della penisola di Crimea recentemente annessa. A tal fine sono strategicamente necessarie le regioni attualmente occupate dai separatisti e russi. Secondo le ultime notizie, le truppe russe si stanno avvicinando alla città di Melitopol, dove la popolazione si sta preparando al peggio mobilitandosi completamente. Com’è possibile negare l’evidenza? Io non lo so …     Intanto l'Europa finalmente sta facendo qualcosa e ha comminato diverse sanzione alla Russia che per la verità non e' stata a guardare. Putin ha infatti subito annunciato in risposta il blocco delle importazioni dei prodotti agroalimentari dall'Ue e dall'Usa e ha minacciato di tagliare la fornitura di gas per l'inverno. Secondo te le misure prese dall'Europa sono la strada giusta? Cosa dovrebbero fare secondo te gli altri Paesi dell'Unione? Le sanzioni potrebbero essere la strada giusta ma non sono sufficienti. Capisco che nessun paese europeo voglia “litigare” con la Russia e viceversa. Nel nostro mondo super globalizzato, siamo tutti dipendenti dagli altri. Ma è altrettanto vero che non si può restare a guardare cosa sta combinando il presidente russo. Visto l’ultima escalation della situazione, adesso si parla di un possibile aiuto militare dalla Nato. Quindi stiamo parlando di un possibile conflitto internazionale. Conflitto nel terzo millennio dove le armi atomiche sono a disposizione  delle  principali potenze mondiali. Il suolo di battaglia non sarà solo l’Ucraina. Immagino che siano solo delle minacce politiche e si continuerà a far fronte alla situazione solamente mediante il dialogo diplomatico. Anche le notizie di oggi evidenziano l’importanza del dialogo. C’è sta una telefonata tra Poroshenko e Putin nella quale hanno stabilito i passi da seguire per raggiungere definitivamente la pace. Speriamo che funzioni anche se il Kremlino continua a negare l’evidente presenza delle sue truppe nel territorio ucraino.     Per concludere, ti chiedo ancora una volta quali sono le tue speranze in merito al futuro dell'Ucraina Adesso siamo quasi al punto di non ritorno. E’ difficile perdonare e trovare un punto d’accordo tra le due parti. Lo vedo praticamente impossibile.  Se la Russia vuole aiutarci a ristabilire l’equilibrio nazionale, lo deve e lo può fare solo mediante le vie diplomatiche e non con la forza. Dall’altro lato però, capisco che parlo di un’ideologia difficilmente realizzabile poiché si tratterrebbe di ammettere la “sconfitta”, fare un passo indietro  che Putin, con le proprie idee imperialiste, difficilmente farà. Spero di sbagliarmi.
Baia Verde. Tra degrado e speranza.
Settembre 01
Benvenuti a Baia Verde, frazione di Castel Volturno.L’impatto iniziale non è dei peggiori ,data la realizzazione di una nuova rotonda voluta dall’associazione “I love Baia Verde”. Purtroppo l’incanto subito svanisce. Degrado e desolazione. Strade abbandonate a se stesse, cumuli di rifiuti di tutti i generi ,ville abbandonate e viali privi di insegne. Questa situazione di degrado va avanti da molti anni,data l’elevata presenza di organizzazioni criminali. Basti ricordare la strage di Castel Volturno del 2008 , nella quale morirono sei extracomunitari e Antonio Celiento, gestore di una sala giochi proprio in via Giorgio Vasari a Baia Verde , perché denunciò le estorsioni del clan dei Casalesi. I colpevoli sono stati condannati all’ergastolo nel gennaio del 2014. Sembra irreale pensare ancora che ci possano essere fenomeni di razzismo, ma la lotta tra bianchi e neri esiste ancora qui,in questo posto abbandonato dall’Italia , gettato in un dimenticatoio. Dimitri Russo, primo cittadino del PD dall’8 giugno 2014 dopo un avvincente ballottaggio con il centrodestra, si vergogna di rappresentare lo stato, uno stato che ha perso, che non riesce a mantenere un equilibrio tra cittadini di etnie differenti. “ Era meglio quando c’era la camorra, perché vi era una sorta di equilibrio tra bianchi e neri” queste sono le parole del neosindaco , già amareggiato e messo alle spalle da episodi violenti di rivendicazione avvenuti tra la comunità africana e i residenti.
Bookshelf Challenge: riempi il tuo scaffale ideale!
Settembre 01
È periodo di nomination, e io sono stata nominata. Challenge accepted!A questa rispondo perché ho degli argomenti: quali sono i libri che più ti hanno influenzata? È una lista semplice, mi ci vorranno tre puntate per finire, ma colgo l'occasione per sfidare i redattori della Nerd Zone.1) I tre moschettieri - Vent'anni dopo - Il Visconte di Bragelonne ¥ Ho girato tutta Parigi alla ricerca di un museo, di un monumento, di una cosa qualunque relativa ai moschettieri. Non diventate pazzi anche voi: nella Ville Lumière l'unica statua di D'Artagnan si trova in Place du Général-Catroux, appena fuori dalla fermata Malesherbes, ai piedi di quella di Dumas, ed è opera di Gustave Doré. Non c'è altro, a Parigi, nemmeno al Musée de l'Armée. Sono così innamorata delle storie dei moschettieri che sogno un parco a tema con spadaccini in ogni dove. Dumas è riuscito a parlare di tutto in questa trilogia, amicizia, lealtà, guerra, amore, tradimenti, intrighi politici. Ha adattato ai suoi scopi dei personaggi davvero esistiti di cui, altrimenti, non avremmo mai sentito parlare. Vi prego, di Dumas padre leggete tutto il possibile. L'uomo in questione parlava di spionaggio industriale e speculazioni ne 'Il tulipano nero' (no, la Stella della Senna nel libro non la trovate) parecchi anni prima di Gordon Gekko e del Lupo di Wall Street. Non c'è vizio o virtù con cui non si sia misurato.2) Il Club Dumas ¥ Secondo il mio modesto parere, Arturo Pérez-Reverte è il più grande autore spagnolo insieme a Cervantes. Sì, lo so che è un accostamento azzardato, ma dategli una possibilità.3) A volte ritorno ¥ John Niven ha scritto un piccolo capolavoro. Leggetelo in inglese, si intitola 'The second coming'. In un Dio del genere potrei credere davvero.4) Il Mago di Oz ¥ Baum ha infilato una metafora della crisi del '29 e del Gold Standard in una storia per bambini, e solo per questo avrebbe meritato il Nobel. È il primo libro che ho letto.5) Infinite Jest ¥ Questo libro, per molti, è una bestia nera. Non è una lettura da spiaggia, questo è certo, ma lo consiglio sempre, come il resto della produzione di David Foster Wallace. Se potete, leggetelo in inglese, soprattutto se volete imparare a scrivere nella lingua del Bardo: DFW la usava  in modo davvero sublime. I suoi saggi sono eccezionali. Iniziate con 'A supposedly fun thing I'll never do again', non ve ne pentirete.6) Il Principe ¥ Machiavelli è stato uno degli uomini più intelligenti del suo tempo, e forse non solo di quello. Si può discutere di politica, ma non credo si possano comprendere i politici - quelli veri - senza averlo letto.7) Iliade - Odissea ¥ I poemi omerici viaggiano in coppia, come i carabinieri. Li considero le fondamenta della cultura occidentale, nonché due degli esempi più alti della poesia di ogni tempo. So che esistono delle traduzioni più accurate, ma sono particolarmente affezionata a quelle di Monti e Pindemonte.8) Cime tempestose ¥ Questo libro racconta di uno degli uomini più vendicativi e oscuri che ho incontrato sinora, Heathcliff. Delle tre sorelle Brönte - le cui opere sono state troppo spesso relegate al rango di "letteratura femminile", nemmeno fossero Collezione Harmony - Emily è quella che ha creato i personaggi e l'intreccio migliore. Purtroppo 'Wuthering Heights' è il suo unico romanzo.9) Cronache del Ghiaccio e del Fuoco ¥ Lo stramaledetto genio del male che risponde al nome di George R. R. Martin ha creato storie e personaggi che coinvolgono sulla carta quanto sullo schermo. Stephen King sta scrivendo "Martin non deve morire", ispirato dall'ansia che i fan del papà degli Stark e compagnia provano ogniqualvolta si discute della sua salute. Che gli Dei ti conservino intatto, George, e mi raccomando: non toccare Tyrion. Sappiamo dove abiti.10) Cronache dei Vampiri - Nuove Cronache dei Vampiri ¥ Anne Rice è la madre dei vampiri più affascinanti e umani mai raccontati. Se amate il genere, fatevi un favore: leggete i suoi libri.TO BE CONTINUED

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