Uragano elettorale (aggiornamento)
Dunque, cari lettori, provate a indovinare qual è la cosa più divertente per chi segue e cerca di commentare gli avvenimenti del mondo politico.
Gli accordi sottobanco? Buona l’idea, ma non è la risposta giusta;
gli scandali sessuali? Anche, sì... Ma non era a questi che ci stavamo riferendo!
Ma le elezioni, cari! Lo straordinario momento in cui una serie di azioni individuali formano un’unica azione collettiva, che dà comunque come risultato che lo si prende sempre a quel servizio, ma così va il mondo...
In questo periodo, scarno di elezioni italiane, sono arrivate a distrarci un po’ quelle in Grecia e Francia. In questo breve aggiornamento del nostro articolo del 7 Maggio, inizieremo dai nostri preferiti, i socialisti (non è necessario che teniate le mani sul portafogli, sono lontani!), i quali, bisogna ammetterlo, cadono sempre in piedi: in Grecia, nonostante il crollo verticale, che ha portato il PASOK dal governo a prendere appena il 12%, saranno determinanti per la formazione del governo. Si prevede una grande coalizione conservatori-socialisti: tutto il mondo è paese!
Infatti Nea Demokratia, il partito di centrodestra, prende il 30% mentre Syriza, l’alleanza di sinistra in cui molti riponevano grandi speranze, diventa il secondo partito con circa il 26%, ma sarà all’opposizione; inoltre, anche i greci hanno i loro leghisti; infatti è confermato l’ingresso in parlamento dei neofascisti di Alba Dorata.
Allora, vi chiederete, l’Euro si salverà? Ma perché? Davvero qualcuno crede che questo dipenda dalla Grecia?
In Francia, invece, ai garofaniva va decisamente meglio: dopo aver ottenuto la presidenza, raggiungono anche la maggioranza assoluta in parlamento e, per un colpo di fortuna, si liberano pure di Ségoléne Royal, invisa a molti nel Partito (perché è l’ex moglie di Hollande, oppure perché, come molti dicono, è stronza per davvero?), che non riesce a riconfermare il suo seggio. Delizioso strascico polemico tra lei e l’attuale compagna del Presidente, che ha ufficialmente sostenuto il candidato avversario (anch’egli del PS).
Anche qui bisogna segnalare un’affermazione dei neofascisti, i quali entrano in parlamento seppur senza la Le Pen. Queste le informazioni, le valutazioni invece restano più o meno le stesse: i socialisti salvano sempre il sedere, i fasci sguazzano nella crisi, l’astensionismo cresce, il popolo piange e il potere logora chi non ce l’ha.
Sì, sembra proprio la barzelletta di Pierino sulla politica (magari la prossima volta ve la raccontiamo)!
Uragano elettorale
Possiamo chiamarlo uragano, bufera o temporale, fatto sta che piove sul bagnato: le elezioni politiche in Francia e Grecia e le amministrative nel Länder tedesco dello Schleswig-Holsteinmettono ulteriormente in crisi le linee guida della politica economica europea, e soprattutto il politico che, negli ultimi anni, ha avuto il maggior peso in Europa, ovvero la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Ricapitoliamo: innanzitutto, la coppia-che-scotta Merkel/Sarkozy è scoppiata; da ieri sera, infatti, come da pronostico, il Presidente della Repubblica Francese è François Hollande, candidato del Parti Socialiste. Si interrompe così, dopo diciassette anni, la permanenza all’Eliseo del centrodestra, rappresentato dal 1995 al 2007 da Jacques Chirac e dal 2007 a oggi da Nicolas Sarkozy; la Merkel, che come ben sappiamo era in ottimi rapporti con quest’ultimo, tanto da attaccare pubblicamente Hollande durante la campagna elettorale, dopo aver visto i sondaggi che davano il socialista vincente al ballottaggio ha operato un clamoroso dietrofront, testimoniandogli il suo rispetto. Tutto il mondo è paese.
Si è votato anche in Grecia, il paese colpito più duramente dalla crisi. Qui ci permettiamo di fare una piccola digressione: la debolezza greca è dovuta anche all’aver truccato il bilancio statale sin dal 2001, come ammesso dall’ex primo ministro, George Papandreou del partito socialista PASOK; anche se, e questo non può che sorprendere noi italiani, non sono stati i suoi sodali socialisti a truccare il bilancio. La colpa, a quanto pare, è del governo guidato da Costas Karamanlis del partito di destra Nea Dimokratia che, un po’ come il cavalier pompettaqui da noi, ha sporcato per terra e poi se n’è lavato le mani, lasciando agli altri il compito di pulire.
Il voto greco ha punito duramente l’alleanza di governo socialista-democristiana per aver accettato le misure di austerity imposte dalla UE: il PASOK, in particolare, è stato scavalcato dalla coalizione della sinistra radicale; per non farsi mancare nulla, i greci hanno permesso di entrare in parlamento anche al partito neonazista Alba Dorata.
Infine, dallo Schleswig-Holstein arriva quella che molti analisti ritengono una vera e propria bacchettata sulle mani per il governo federale: se anche la CDU della Merkel si conferma primo partito, la maggioranza nel parlamento del Länder potrebbe passare alla sinistra guidata dalla SPD. Si segnala inoltre 8% ottenuto dal Piratenpartei.
Dunque, il successo di Marine Le Pen nel primo turno francese, dei neonazisti in Grecia e dei pirati in Germania attesta che l’antipolitica non è un problema soltanto italiano, anche se noi, con Beppe Grillo, teniamo viva la tradizione (nata con Berlusconi) dei comici che vogliono essere leader.
E ricordate: il potere logora chi non ce l’ha.

