"Dark Shadows": Burton e Depp fanno centro
L’onta del deludente “Alice in Wonderland”, nel luminoso percorso del sodalizio artistico tra Tim Burton e Johnny Depp, è stata lavata: “Dark Shadows” può considerarsi a pieno titolo un’opera felicemente riuscita nella filmografia del regista di Burbank.
La base di partenza è stata fornita dall’omonimo serial televisivo che spopolò nella seconda metà degli anni ’60 negli USA, la prima soap in cui elementi bizzarri e fantastici a iosa – vampiri, lupi mannari, zombie, mostri artificiali, streghe, stregoni, viaggi nel tempo e universi paralleli– andavano in onda ad orari diurni; per fortuna, “Ai confini della realtà” non era passato invano.
Con tale ricchezza di spunti uno come Burton, bisognoso di riprendersi da un passo falso, non poteva fallire: con l’aiuto dei suoi fidi – l’attore feticcio Depp, la moglie Helena, il compositore Elfman, il montatore Lebenzon, lo scenografo Heinrichs, la costumista Atwood – ha costruito una deliziosa storia sospesa tra il gotico e la dark comedy, l’horror (seppur light) e il melodramma classico.
Dopo un prologo settecentesco, lo spettatore si ritrova immerso, a partire dagli ammalianti pezzi rock sullo sfondo, più efficaci di una colonna sonora targata Elfman troppo monocorde, nel 1972, quando si risveglia all’improvviso Barnabas Collins, reso due secoli prima vampiro dalla sua amata-odiata amante Angelique, strega in gran segreto. Divertenti equivoci e battute sagaci scorrono a fiumi, frutto del contrasto tra il gentiluomo d’epoca dal linguaggio forbito, invero bisognoso spesso di sangue umano, e i suoi moderni e decadenti eredi che vivono nell’avito maniero di famiglia nel Maine.
Barnabas si ritroverà a lottare di nuovo contro Angelique, per salvare la famiglia dal disastro e recuperare il perduto amore d’un tempo. In forma tutto il cast: conturbanti Eva Green e Michelle Pfeiffer, da tenere d’occhio la piccola Chloë Moretz, e bravo come al solito Depp, che si trattiene da eccessi e virtuosismi inutili. Memorabile la scena di sesso, modellata come una lotta volante, tra strega e vampiro.
Tim Burton è tornato alla grande.

