Azzurri a tappeto anche ad Udine. Crisi Napoli?

Purtroppo, se in Europa League il Napoli si è dimostrato all'altezza dei palcoscenici europei, in ca...

Challenge yourself. Muay Thai experience - Prima Settimana

E' ufficialmente partita la mia personalissima sfida: Sei mesi per diventare un atleta ed andare a c...

Stephen Amell, eroe in carne e ossa

  Stephen Amell colpisce ancora.  Non solo la terza stagione di Arrow arriverà sugli sch...

AltoFest, Festival Internazionale di Arti Performative e Interventi Trasversali

AltoFest, Festival Internazionale di Arti Performative e Interventi Trasversali, giunge quest’anno a...

"Sii turista della tua città"

“Oasis of the seas”. Questo è il nome della nave più grande del mondo che con i suoi 362 metri di ...

Ultimi Articoli

Previous Next
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Azzurri a tappeto anche ad Udine. Crisi Napoli?
Settembre 22
Purtroppo, se in Europa League il Napoli si è dimostrato all'altezza dei palcoscenici europei, in campionato, dopo tre partite gli azzurri si ritrovano a soli tre punti, dopo la sconfitta patita allo stadio Friuli per mano dell'Udinese. Ottimo inizio per la squadra di Benitez, rivoluzionata al suo interno quest'oggi. Sorprendenti le assenze dei due esterni Callejon e Mertens e l'esordio a centrocampo di David Lopez, ma non incomprensibili in vista del turno infrasettimanale di mercoledì sera, da disputare al San Paolo contro il Palermo di Iachini. Gli azzurri dominano a Udine per tutto il primo tempo, ma non riescono a concretizzare.Al 9', i padroni di casa si presentano al cospetto di Rafael con Badu che, approfittando di un errore di Britos in fase difensiva, tira una bomba di destro che va fuori di poco. I napoletani mantengono il pieno possesso del match, ma il primo tiro in porta arriva al 30', con una debole conclusione di Michu, parata da Karnezis senza nessuna difficoltà. Sei minuti dopo, è il guerriero Gargano a mostrarsi pericoloso con una botta da fuori che colpisce il palo. La prima frazione di gioco si chiude sul risultato di 0-0 sul tabellone. Partita piuttosto piatta di ritorno dagli spogliatoi. La prima chance di questi secondi quarantacinque minuti arriva solo al 64', con Higuain che di sinistro calcia dritto in rete, ma trova sulla sua strada l'ottimo Karnezis, bravo a chiudere anche sul sinistro di Callejon nel prosieguo dell'azione. I friulani si presentano nell'area difensiva del Napoli solo una volta, al 71' e, come accade troppo spesso agli avversari degli azzurri, proprio in quest'unica occasione vanno in vantaggio col colpo di testa vincente di Danilo. Il team di Benitez cerca di ristabilire il pari, ma ormai l'Udinese è convinta delle proprie potenzialità e continua a manovrare le azioni offensive. Bella chance per il Napoli all' 81', quando Maggio stacca bene di testa sul cross giunto dal corner calciato da Mertens, ma spedisce di poco alto sulla traversa. Scivolano via i minuti finali del match con uno sterile e inconcludente forcing degli ospiti, che non producono occasioni degne di nota. E' 1-0 al Friuli e seconda sconfitta consecutiva per i partenopei. E' possibile parlare già di crisi? E' necessario parlare di mercato sbagliato e/o inesistente? E' plausibile ipotizzare la presenza di disguidi nello spogliatoio chesi ripercuotono sul terreno di gioco? E' lecito parlare già di esonero? E di delusione dopo solo tre partite? Troppi sono gli interrogativi che aleggiano in città. Molti ritengono Benitez responsabile di questa sconfitta per il suo turn over ampio ed eccessivo, altri, invece, additano la colpa al patron De Laurentiis per la sua avarizia nei mesi estivi. Forse, piuttosto che parlare già di gogna, è sufficiente stare a guardare, aspettare se la crisi -se così si può definire- è duratura o meno e sperare che il Napoli si riprenda con orgoglio e fierezza. E' opportuno aspettare che piovi, prima di aprire l'ombrello.. chissà, forse si tratta di nuvole nere passeggere.
Challenge yourself. Muay Thai experience - Prima Settimana
Settembre 22
E' ufficialmente partita la mia personalissima sfida: Sei mesi per diventare un atleta ed andare a combattere. Sarò seguito in questo difficile percorso da un team di esperti: Luca Donadio e Andrea Paesano, che nei prossimi giorni diverranno i miei migliori amici ma allo stesso tempo dei veri e propri "carnefici". Ecco un estratto della prima settimana di allenamento.
AltoFest, Festival Internazionale di Arti Performative e Interventi Trasversali
Settembre 21
AltoFest, Festival Internazionale di Arti Performative e Interventi Trasversali, giunge quest’anno alla IV^ edizione, essendo stato inaugurato nel luglio 2011. La direzione artistica del festival è a cura di “TeatrInGestazione”, organismo creativo nato dall’incontro tra Anna Gesualdi, pedagoga e regista e Giovanni Trono, pedagogo e performer, volto alla ridefinizione dell’arte scenica AltoFest avrà luogo a Napoli dal 22 al 28 settembre e non solo si conferma come interessante realtà artistica a 360° ma si candida anche a diventare un appuntamento annuale per la città. Qual è l’eccezionalità di questa manifestazione? Altofest nasce, si sviluppa e si concretizza grazie alla partecipazione diretta, economica, ideativa e pratica, dei cittadini e di tutti coloro che amano l’arte nelle sue molteplici sfaccettature. Il festival, infatti, è finanziato da risorse raccolte mediante la politica del crowdfunding e gli stessi cittadini mettono a disposizione spazi privati (case, giardini, botteghe) per la realizzazione e la presentazione al pubblico di ciascun progetto artistico. Il fine è quindi la valorizzazione del patrimonio culturale ed anche urbanistico della città coinvolgendo in prima persona i suoi abitanti, come espresso dal “motto” del festival che è DARE LUOGO.                        Il festival è stato anticipato da una serie di laboratori sia diretti agli artisti, quali il laboratorio di teatro-danza, che ai non addetti ai lavori, quali laboratori fotografici, di riparazioni domestiche, di realizzazione di origami, di cucina creativa e consapevole e persino di astrologia.                                           Il tema di quest’anno è “ReWriting Spaces” (riscrivere gli spazi), dare, cioè, un significato nuovo agli spazi sia fisici che umani. Alla manifestazione parteciperanno artisti sia italiani che internazionali, in tutto 40 provenienti da 18 diversi paesi, ospitati gratuitamente nelle case dei napoletani, che presenteranno progetti di vario genere: spettacoli di danza, poesie, installazioni audio-visive, performance teatrali, film, reportage giornalistici e fotografici. In ciascun progetto elementi essenziali sono la multidisciplinarietà, la centralità del corpo, la relazione con lo spettatore e con gli spazi circostanti. Tanti i donatori, i sostenitori e i partner, tanti i luoghi che ospitano i singoli eventi: case private, il Centro di Alimentazione Consapevole, La Controra Hostels, l’associazione CleaNap, La Stanza del Gusto, i Giardini di Santa Chiara, Geda, la Basilica di San Giovanni Maggiore, il Palazzo Sanfelice, l’Associazione Fantasmatica, Evaluna e molti altri. La partecipazione ad ogni evento prevede una prenotazione obbligatoria e vi è la possibilità di assistere a tre spettacoli con una singola card del costo di 12 euro. La chiusura del festival avrà luogo il 28 settembre presso la Controra Hostels, dove si terrà un simposio sul tema stesso del festival in presenza di docenti universitari, scrittori e giornalisti.   
"Sii turista della tua città"
Settembre 20
“Oasis of the seas”. Questo è il nome della nave più grande del mondo che con i suoi 362 metri di lunghezza e i suoi 47 di larghezza è attraccata a Napoli l’altro ieri. Un evento attesissimo che ha portato più di 6 mila turisti in città. Ad accogliere le migliaia di turisti ,oltre ai bus turistici e alle migliaia di tassisti, c’erano i ragazzi dell’associazione “Sii turista della tua città” che, muniti di pettorina del comune di Napoli e di allegria, hanno distribuito brochure itineranti, fiori e dei plichi con delle frasi dedicate a Napoli da personaggi di prestigio come Stendhal, Goethe e Andy Warhol."Ho letto molte cose su Napoli, è fantastica. La sua storia, e guardate..”questo è il commento di un turista Brasiliano. Sono stati offerti anche abbracci dai ragazzi e i turisti meno timorosi che hanno accettato ne sono stati felicissimi. Tutto questo per far conoscere la parte migliore di Napoli, per abbattere tutti i pregiudizi che vigono sulla città ancora oggi. Potremmo chiamarlo gesto di amore o di speranza quello da parte di questi giovani che si muovono per poter cambiare le cose, che tramite il loro impegno, la loro volontà, la loro speranza lottano affinché ci sia un cambiamento e affinché della nostra città venga ricordato solo ed esclusivamente l’affetto delle persone e il patrimonio storico culturale, che ci invidia tutto il mondo.   
Buona la prima. Mertens show e cechi al tappeto.
Settembre 20
Dopo l'esclusione dalla Champions League, il Napoli ha disputato la prima gara di Europa League, ospitando, a Fuorigrotta, lo Sparta Praga, sconfitto grazie al rigore messo a segno da Gonzalo Higuain e alla doppietta realizzata nel secondo tempo dall'instancabile belga Mertens. Partita non bellissima nei primissimi minuti di gioco. Troppe disattenzioni da parte dei padroni di casa che, dopo soli quattordici minuti dal fischio d'inizio, hanno subito il gol del vantaggio dei cechi con Husbauer che, di destro, ha mandato in porta una palla vagante, dopo un calcio d'angolo. Timida la reazione da parte dei napoletani che sono riusciti a scuotersi al 21'. Dopo una clamorosa traversa colpita da Hamsik, Callejon si è avventato sulla palla, ma la mano di Nhamoinesu in area di rigore si è opposta alla conclusione dello spagnolo. Nuovamente Higuain sul dischetto, ma stavolta, a differenza del penalty sbagliato contro il Chievo domenica scorsa, il Pipita non ha avuto esitazioni: 1-1 sul tabellone. Pochissime, quasi nulle, le emozioni dopo il 23'. Solo al 33', si è presentata un'occasione per gli azzurri con Callejon che, di interno destro, ha trovato il secondo legno della serata. Di ritorno dagli spogliatoi, gli uomini di Benitez si sono presentati sul terreno di gioco con un piglio diverso, più aggressivo e vincente. A soli sei minuti dalla ripresa, infatti, una buonissima azione sull'asse Higuain-Mertens ha ribaltato il risultato iniziale, portando il Napoli in vantaggio. L'argentino è partito dalla destra e ha servito un cross rasoterra per il compagno belga che, anticipando tutta la difesa ceca, ha beffato l'estremo difensore dello Sparta. Ancora qualche chance per i partenopei, al 59' con Hamsik che viene anticipato da un difensore avversario e al 77' con Callejon su cui si oppone il portiere Bicik. Ma il terzo gol azzurro porta ancora una volta la firma di Dries Mertens. Dopo averci provato al 66' con la mano, ha messo la parola fine al match all'81', quando, dopo aver saltato due difensori dello Sparta Praga, ha insaccato nell'angolo del primo palo. Game over al San Paolo. Buona la prima. Ancora troppi errori in fase difensiva e troppe incertezze a centrocampo, ma almeno per oggi, possiamo gioire per questi tre punti importanti per andare avanti in Europa League. E' necessario ritrovare la calma e la giusta fiducia nelle potenzialità di questa squadra, evitando di accrescere la tensione che si sta creando tra supporters e società. Keep calm and...FORZA NAPOLI.
iPhone6 ultimate war: e tu venderai un rene o affilerai l'ascia?
Settembre 19
Quando si parla di tecnologia è risaputo che siano gli occhi dei maschietti a cominciare a brillare. Eppure, quando si parla di Apple, l’amore non ha sesso, perché a quanto pare molti cuori in questi giorni hanno battuto all’unisono per l’uscita in commercio dell’iPhone 6!Ebbene sì, nonostante in Italia l’ultimo modello di uno dei telefoni più osannati della storia farà la sua apparizione ufficiale solo il 26 Settembre, tutti gli occhi sembrano essere puntati sul prodotto.C’è chi si prepara a vendere i propri reni (Entrambi, uno non basterebbe), chi lascia a malincuore il lavoro per prepararsi a diventare un barbone per mettersi in fila davanti l’Apple Store. C’è anche chi probabilmente è nel buio della stanza affilando l’ascia da guerra, pronto al momento in cui al telegiornale presenteranno il fatidico “File chilometriche per l’uscita del nuovoiPhone”.Quello sarà il momento in cui questi oscuri individui usciranno dalle proprie camerette (Metaforicamente parlando si intende, è ovvio che ci si limiterà a scriverlo in 140 caratteri sul web) per lamentarsi del consumismo, della tecnologia, di Steve Jobs che è vivo e sarà su qualche isola a dividere il ricavato con Elvis. Tralasciando le probabili reazioni degli italiani, l’iPhone 6 viene presentato dalla Apple come il telefono “più potente, ma più efficiente nei consumi” e “non è solo più grande. E’ più tutto”.E io intanto mi chiedo: maschietti, ma questa mania di riuscire a creare a tutti i costi un telefono più grande del precedente, sarà mica una sorta di compensazione?
Tra sogno e realtà: la fiaba
Settembre 17
"...Le favole non insegnano ai bambini che i draghi esistono (i bambini lo sanno benissimo), ma insegnano loro che i draghi si possono sconfiggere..."   Le fiabe rappresentano una forma letteraria di grande importanza, esse hanno origini tanto antiche che è impossibile stabilire un punto di partenza. Radicate nella cultura popolare, inizialmente narrate oralmente, sono state poi trascritte dai fratelli Grimm nel 1812.In ambito psicologico le fiabe hanno destato sempre più interesse per il valore simbolico che esse contengono. Simbolo deriva dal greco σύμβολον (súmbolon) dal tema del verbo symballo dalle radici σύμ- (sym-, "insieme") e βολή (bolḗ, "getto"), avente il significato approssimativo di "mettere insieme" due parti distinte. Il simbolo quindi viene definito come qualcosa che sta al posto di qualcos'altro. Attraverso il linguaggio simbolico le esperienze interiori sono vissute come esperienze sensoriali. La fiaba si appropria del linguaggio simbolico trasmettendo messaggi esistenziali profondi. Infatti, secondo Bettelheim il contenuto della fiaba non a che vedere con il mondo esterno dell'individuo, ma con i suoi disagi interiori, che gli sembrano incomprensibili e perciò insolubili.Esse stimolano l'immaginazione e aiutano a sviluppare l'intelletto, a chiarire le emozioni e armonizzare le ansie facendo riconoscere all'individuo le sue difficoltà ma nel contempo suggeriscono una soluzione ai problemi che lo preoccupano. Toccano tutte le parti della personalità dell'individuo e, per quanto riguarda il bambino, nello specifico promuovono la fiducia in se stesso e nel suo futuro. Il bambino infatti, a differenza dell'adulto ha maggiormente bisogno di comprendere se stesso nel mondo e dare senso al suo tumulto interiore:La fiaba è di estrema utilità per la crescita del bambino, poiché offre un sillabario mediante il quale il bambino impara a leggere la propria mente nel linguaggio delle immagini, l'unico linguaggio che gli sia permesso di comprendere prima del raggiungimento della maturità intellettuale. Così, messo di fronte questo linguaggio, imparerà a comprenderlo, per giungere a dominare la propria anima.Tutti ci raccontiamo la nostra fiaba, positiva o negativa che sia, poiché tutti abbiamo un costante, irrefrenabile, urgente bisogno di dare senso alla nostra vita. Vi lascio con questo pezzo di Italo Calvino che ha ispirato e ispira tutt'oggi la mia passione per la fiaba.   "Ora che il libro è finito, posso dire che questa non è stata un'allucinazione, una sorta di malattia professionale. È stata piuttosto una conferma di qualcosa che già sapevo in partenza, quel qualcosa cui prima accennavo, quell'unica convinzione mia che mi spingeva al viaggio tra le fiabe; ed è che io credo questo: le fiabe sono vere.Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi d'un destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sé un auspicio o una condanna, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano.E in questo sommario disegno, tutto: la drastica divisione dei viventi in re e poveri, ma la loro parità sostanziale; la persecuzione dell'innocente e il suo riscatto come termini d'una dialettica interna ad ogni vita; l'amore incontrato prima di conoscerlo e poi subito sofferto come bene perduto; la comune sorte di soggiacere a incantesimi, cioè d'essere determinato da forze complesse e sconosciute, e lo sforzo per liberarsi e autodeterminarsi inteso come un dovere elementare, insieme a quello di liberare gli altri, anzi il non potersi liberare da soli, il liberarsi liberando; la fedeltà a un impegno e la purezza di cuore come virtù basilari che portano alla salvezza e al trionfo; la bellezza come segno di grazia, ma che può essere nascosta sotto spoglie d'umile bruttezza come un corpo di rana; e soprattutto la sostanza unitaria del tutto, uomini, bestie, piante, cose e l'infinita possibilità di metamorfosi di ciò che esiste."
MyTopTweet93
Settembre 16
Questa settimana voglio occuparmi di cinema anzi di “sommo” cinema, il cinema per eccellenza, il non plus ultra, i veri capolavori, i film con la F maiuscola ossia quelli che partecipano ai vari Festival sparsi un po’ per tutte le città chic del mondo. Quest’anno mi ero ripromessa di non cadere nel solito cliché di attaccare queste manifestazioni dove i critici se la cantano e se la suonano da soli, dove vincono film che nemmeno i parenti dei protagonisti vedranno al cinema, dove ogni anno si fa a gara a chi premia il regista più sconosciuto alla folla di plebei incolta che si farebbe tagliare un braccio piuttosto che vedere uno dei film selezionati.   E poi all’improvviso mentre guardo il telegiornale, ecco che viene annunciato il vincitore del Festival del cinema di  Venezia e tutti i buoni propositivi vanno a quel Paese. “Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza” No, non ho sbagliato a scrivere. Non ho inserito una frase senza senso, questo è proprio un titolo di un film giudicato oltretutto il migliore trai concorrenti. Ora sicuramente i più intellettuali staranno obiettando che dietro a cotale titolo si nasconde sicuramente una profonda metafora sulla vita umana ma io non sono dotata della loro scienza e non riesco proprio a farmene una ragione… .   #PiccioneTopTweet:   - Doriana Del Sarto: #Leonedoro al piccione a Venezia. Quadra perfettamente. - Leo: Ti viene subito voglia di andare a vedere "un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza" SARÀ AVVINCENTE #Leonedoro - Rudy Zerbi: A #Venezia71 ha vinto un film che su twitter non si puó citare perchè ha il titolo di 141 caratteri. - Stefano Mazzurana: #Leonedoro a "Un piccione seduto su un ramo che riflette sull'esistenza"* * “E tu sotto a ricevere il frutto delle sue elucubrazioni” - Fran Altomare: Così, a naso, il film “un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza” non mi sembra proprio uno spasso, eh. #Venezia71 - MarcelloFontana:#Leonedoro a furia di fare i sofisticati premiate film che non vengono visti manco dai parenti del regista ... - Francesco Claps:Vince il Leone d'Oro il film "Un piccione si posò sul ramo riflettendo sull'esistenza". In pratica una riforma di Renzi. - Claudio Maddaloni: Al #festivaldivenezia ha vinto un film svedese su un piccione, definito un "noir surreale". Si accettano pronostici sugli incassi nelle sale - Katia Perrini: Quindi ha vinto "Un piccione appollaiato su un ramo riflette sull'esistenza". E chi se lo perde? #festivaldivenezia - Marina Finettino: "Un piccione seduto su un ramo rifletteva sull'esistenza". Poi me lo raccontate, ma anche no. Alla prossima!!
Napoli, ci risiamo!
Settembre 15
Ci risiamo. Alla seconda giornata di campionato, il Napoli crolla al San Paolo e consegna la vittoria al Chievo, tra la pioggia di fischi che viene giù dagli spalti di Fuorigrotta. Un rigore sbagliato e un gol subito decidono la partita. Gli azzurri partono bene e si presentano subito nell'area di rigore avversaria in diverse occasioni. Solo la difesa piazzata nella figura di Cesar si immola bene a protezione della propria area, dapprima su Higuain, a soli sei minuti dal fischio d'inizio e poi al 10' su Callejon. Dopo tre minuti, è bravo Bardi a deviare il preciso colpo di testa di Gonzalo Higuain su cross di Insigne, superandosi ancora al 16', sul diagonale del capitano Marek Hamsik. In questa frazione di gioco, il Napoli appare chiaramente più aggressivo del proprio avversario. Solo l'estremo difensore veronese rappresenta il vero ostacolo al vantaggio sul tabellone. E, di fatti, è ancora lui che, al 26', vola sul rigore calciato da Higuain, posizionato sul dischetto del penalty per il fallo subito in area da Cesar. Il primo tempo sembra essere un monologo azzurro. La prima occasione per il Chievo, infatti, cade al 31', quando Maxi Lopez colpisce la traversa. Prima di lasciare il campo, il super-Bardi si supera ancora una volta e nega il gol a Insigne che colpisce di destro al volo un traversone partito da Hamsik. Di ritorno dagli spogliatoi, la situazione non cambia. Il portiere veronese ha deciso di vestire i panni del protagonista e al 48', per l'ennesima volta, vola a deviare fuori il destro di Zuniga. Pochi secondi e gli scenari cambiano. Maxi Lopez entra nell'area napoletana e, libero dalla marcatura di Albiol, spara un diagonale dritto nella porta di Rafael. Il Napoli subisce il colpo e comincia ad innervosirsi. Le imprecisioni di Insigne e Hamsik sono un chiaro segno della tensione che cresce tra le fila dei partenopea. A nulla serve impegnarsi per riequilibrare il risultato perchè tra i pali veronesi Bardi non lascia passare niente. Al 65', blocca il tiro a giro di Hamsik e, al 68', si stende per parare il destro di Inler.Il Chievo si chiude e la gara si trasforma in una vetta da salire per il team di Benitez. Si chiude il sipario sul risultato di 0-1, quando il clivense a difesa della porta veronese chiude anche su Duvan Zapata al quarto minuto di recupero. Poca grinta e incisività che, sommate alla cattiva sorte sotto la rete difesa dall'abile Bardi, hanno ricordato il Napoli negligente e impreciso degli anni scorsi. Un Napoli immaturo e acerbo che, incapace di tenere testa alle difese contratte, non ha ancora imparato la lezione più importante per raggiungere la vetta della classifica e cioè che gli scudetti si vincono contro le piccole. E' battendo loro che si imbocca la strada per raggiungere i palcoscenici internazionali più prestigiosi. E' accumulando punti contro di loro che è possibile diventare veramente una grande squadra.
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista Tonino Taiuti, Mariano Rigillo e Leonarda Saffi
Settembre 14
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista Tonino Taiuti, vincitore del premio come miglior attore non protagonista, l'attore Mariano Rigillo e Leonarda Saffi, protagonista dello spettacolo "Le Sorelle Macaluso" di Emma Dante. Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.
“SPIDER-BOSS”: "Mistero" Svelato!
Settembre 14
Cari amici di MYGENERATION, ho il piacere di pubblicare la risposta di molti esperti, appassionati e professionisti entomologi, al dilemma da me posto sul ragno sconosciuto che avevo fotografato e pubblicato sulla mia rubrica, qualche giorno fa (http://www.mygenerationweb.it/201409061857/articoli/tendenze/green-generation/1857-spider-boss-chi-riesce-ad-identificarlo ) .   Si tratta di un ragno crociato, Araneus diadematus  (o anche Epeira diademata) così chiamato per le macchie bianche a forma di croci che ha sul dorso. Confermo che si tratta di una specie inoffensiva, e per di più utile all’uomo, in quanto sterminatrice di insetti, zanzare incluse. La femmina è più grossa del maschio e può raggiungere anche i 20mm.   Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno risposto alla mia domanda saziando la mia sete di sapere, anche se la maggior parte delle risposte è giunta tramite face book e non sul sito; mi raccomando: la prossima volta non siate timidi!
Photoshop. Sinonimo di bellezza? Secondo Round!
Settembre 14
Definire la bellezza non è una cosa semplice. Qualche tempo fa ci siamo occupati dell’esperimento di Esther Honig, giornalista americana, la quale per cercare di spiegare, appunto, cosa fosse la bellezza, ha dato vita ad un sondaggio fotografico, intitolandolo semplicemente Before & After. Grazie alle piattaforme freelancing, Esther Honig, riuscì a contattare una quarantina di esperti e non di Photoshop di venticinque paesi diversi. Si è scattata un suo primo piano e lo ha inviato con un’unica richiesta: «Fatemi bella!» Il risultato sono stati una ventina di scatti dove, il viso della giornalista appare trasformato secondo i canoni di bellezza dettati dalla cultura e dalle tradizioni del paese di ogni photoshopper.   Recentemente, la giornalista Priscilla Yuki Wilson, ha voluto ripetere l’esperimento e, come nel progetto originale, ha contattato una trentini di esperti e non di Photoshop provenienti da venticinque paesi diversi. Si è fatta scattare una fotografia, un suo primo piano, e l’ha inviata con la stessa rischiesta: «Fatemi bella!».   La questione di fondo, in questo caso, però, è un'altra: Priscilla Wilson non si chiede esplicitamente cosa sia la bellezza. La "modella" parte dalla domanda "Cosa sei?", una domanda che influenza la nostra esperienza del mondo. Essendo per metà giapponese e per metà africana la sua esperienza è, evidentemente, diversa: vive il "peso" di due culture differenti in una società, a detta sua, che ancora non accetta questa particolarità. Infatti, come si legge sul suo sito web, le è stato sempre detto che i capelli lisci sono più attraenti e che l’essere magri è una cosa buona e giusta.   Come per la giornalista americana, le fotografie della Wilson differiscono l’una dall’altra: il viso appare trasformato secondo i canoni di bellezza dettati dalla cultura e dalle tradizioni del paese di ogni photoshopper. Ma c’è, anche, chi ha alterato le origini orientali, chi, invece quelle, africane.   Si tratta di immagini in cui è stato trasformato il make-up, in cui sono state regolate le dimensioni del volto e, in alcuni casi, sono stati raggiunti estremi inspiegabili: labbra o troppo carnose o troppo sottili, occhi e naso troppo snelli.   Una serie di scatti per dimostrare, anche in questo caso, che niente è universale, nemmeno la bellezza.     Before & After Part Two: http://priscillaywilson.wix.com  
Video-intervista a Fortunato Cerlino, tra Gomorra - La serie, la recitazione e il teatro
Settembre 13
La serata di venerdì 5 settembre è stata fonte di piacevoli incontri per la redazione di MYGENERATIONWEB. Fortunato Cerlino è tra gli attori teatrali intervistati per i suoi lettori, interprete di uno dei personaggi più emblematici di Gomorra - La serie: Don Pietro Savastano. Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.
Il mio regno per un cavallo
Settembre 13
Ahimè non sono qui a parlarvi di Shakespeare oggi.Mi piacerebbe portarvi a fare un giro (virtuale s’intende … lo sapete, c’è crisi!) tra i più bei castelli e palazzi d’Italia. Si, mi piacerebbe ma … è meglio evitare. E non, o almeno non solo, per l’invidia e la tristezza che la vista di regge e ricche dimore suscitano in noi poveracci. Quando si pensa a un castello o a una reggia si pensa subito a uno stile di vita particolare: oziose giornate passate a leggere, passeggiate a cavallo, luminosissime sere votate al ballo in sfarzosi saloni. Uno stile di vita che solo i nobili potevano permettersi. Potevano, perché la crisi ha colpito anche loro. Come affronta la crisi un nobile? Alcuni titolati italiani, tra cui la pronipote di Federico II, gli eredi del barone James Aguet e i discendenti del principe Antonio Licata di Baucina, hanno avuto un’idea alquanto ingegnosa. Hanno rispolverato gli alberi genealogici e i testamenti di famiglia e hanno scoperto che i propri avi possedevano terre qui, castelli lì, palazzi là. Si sono accorti però che tali beni sono oggi proprietà di comuni e regioni, suolo di condomini e abitati da altri. Inaccettabile! Cosa fare dunque? Perché non rispolverare leggi trite e ritrite per riprendersi ciò che un tempo era loro? Ed ecco quindi che la già rapida burocrazia italiana si trova invasa da richieste e rivendicazioni nobiliari. Ecco che torniamo a sentir parlare di pratiche legali molto alla moda nel Medioevo, come l’enfiteusi e il “diritto di superficie”. Io mi domando: ma la vera nobiltà non era quella d’animo?
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista Alessandro Preziosi, Tullio Solenghi e Lino Musella
Settembre 12
Nella terza parte delle video-interviste di MYGENERATIONWEB abbiamo incontrato: Lino Musella, vincitore del premio come miglior attore emergente, Alessandro Preziosi, miglior monologo e Tullio Solenghi, presentatore della serata. Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista i Musica da ripostiglio
Settembre 11
Al Premio Le Maschere del teatro italiano, MYGENERATIONWEB intervista il gruppo Musica da ripostiglio, tra i nominati nella categoria Autore di musiche per lo spettacolo Servo per due, che si sono esibiti nella splendida performance che ha chiuso la serata. Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.  
Pronte per un autunno esplosivo?
Settembre 11
Mentre sulle passerelle più importanti del mondo si stanno svolgendo lefashion weeksdi presentazione delle collezioni primavera/estate 2015, noi comuni mortali siamo alle prese con uno dei momenti topici dell’anno. Sì, allo scadere della bella stagione, è arrivato il momento di aprire coraggiosamente il nostro guardaroba e fare un inventario per affrontare al meglio l’autunno ormai alle porte.   Quali ingredienti migliori se non colore, natura e fantasia per resistere a lunghe giornate fredde, buie e piovose? La stagione autunno-inverno si propone di essere estremamente ricca, esplosiva direi. Ad ognuna il suo stile, ce n’è davvero per tutti i gusti. Potrete scegliere tra un look bon ton, garçonne, punk, animalier, easy chic, urban. E persino le amanti della montagna e delle piste da sci vivranno il loro momento di gloria.   Vi anticipo, infatti, che anche in città saranno “ammessi” i maglionijacquard! Quest’anno sembrano essere vietati solo i toni scuri, fatta eccezione per il total black, sempre sinonimo di eleganza, che però si arricchisce di luminose paillettes e intarsi, che gli conferiscono un aspetto un po’ rétro. Si conferma intramontabile ilblack & white, anche nella versione a scacchiera, ma soprattutto spazio al colore! Si va dal rosa, sia nella versione “confetto” che in una nuance “pop”, al viola, dal rosso all’arancio, dal turchese al giallo lime. Solo monocromie? Assolutamente no, sarebbero troppo scontate! La moda di quest’anno è ricca di fantasia, di disegni geometrici, di stampe, tra le più originali quelle ispirate a grandi artisti come Matisse e Klimt e  soprattutto di motivi ispirati alla natura e al mondo animale.   Vestirsi, per chi ha voglia di divertirsi e perché no, osare, sarà come sfogliare un libro di fiabe. Mantelle in stile “Cappuccetto Rosso” e accessori ispirati al “lupo cattivo”, piume che arricchiscono abiti, giacche e cappotti, clutch con gufi e civette, adatte sia per il giorno che per la sera, borse zebrate e maculate per le amanti dello stile animalier. Margherite, orchidee e rose accenderanno di colore abiti, gonne, cappotti, scarpe, borse. Come fosse già primavera!   Due grandi ritorni quest’anno. Il primo è la camiciatartanche, come la più sobria “cugina” bianca, potrà essere abbinata a qualsiasi capo. Il secondo non è un singolo capo, bensì uno stile unico e precisamente ilfolk, che viene reinventato ed attualizzato: tra i protagonisti, i camperos, le borse rigorosamente a frange e le stampe jacquard. Si propongono come must have della prossima stagione la gonna rigorosamente lunga e plissettata, l’abitino stampato, il kiodo, per le amanti di un look grintoso e i cappotti, nelle varianti, maschile, egg-shaped e bon ton, quest’ultima ispirata ai modelli indossati dalle dive degli anni ’50, dalle tinte rigorosamente pastello. Non preoccupatevi, non vi lascio senza almeno qualche anticipazione sulle tendenze per la sera! Per le serate più glamour preparatevi a ricreare il look disco degli anni ’80.   La sfida, per le vere fashion-addicted, è diventare più che luminose, scintillanti, grazie a lamè, paillettes e  cristalli, ma anche al make-up glitterato e agli adorabili nuovi charms Pandora, ispirati a natura, spazio e galassie. 
I 5 giochi, sottovalutati, da recuperare assolutamente
Settembre 11
5. CatherineCominciare con questo gioco ci fa capire come questa classifica non abbia lo scopo di classificare giochi eccezionali, strappalacrime e torcibudella, bensì giochi che, se non avete, dovreste avere. Perché osano, perché sono diversi in qualcosa, perché se fossero stati comprati di più forse avrebbero avuto la possibilità di dare molto ad un mondo che sta diventando sempre più uguale a se stesso. E quindi un gioco che parla di eros e punizione, di tradimenti e orrori, il tutto condito da un gameplay avvincente e ben 8 finali diversi. Se volete lanciarvi nel mondo del “mai provato”, cominciate da lui. Anzi, da lei. 4. Binary DomainQuesto gioco è un condizionale fatto cd, una ferita sanguinante che sa di opportunità sprecate e di futuri infranti. Sì perché, nonostante sia un gran bel gioco, non solo non è stato assolutamente ben recensito, ma è stato a malapena convertito per pc, dove avrebbe potuto dare il massimo. Perché? Perché Binary Domain sfrutta un sistema di comandi vocali assolutamente efficace e rivoluzionario: come sarebbero le vostre partite, se voi poteste ordinare all’IA di recarsi in determinati punti, attaccare certi obiettivi, senza doverglielo fisicamente indicare con il cursore? Di qui il futuro infranto: non lo sapremo mai, visto che dopo Binary Domain questo sistema sembra essere stato completamente dimenticato. 3.Deadly PremonitionGioco horror dalla trama complessa, profondamente ispirata e con sezioni assolutamente inquietanti e geniali. Dove sta la fregatura? Tutto questo dovrete immaginarvelo, visto che la grafica è a dir poco al di sopra del poligonale e il sistema di controlli (mutuato palesemente da Resident Evil) non risponde affatto bene, rendendo un’esperienza potenzialmente inquietante una sofferenza certamente irritante, e relegando questo gioco al segmento di mercato dedicato ai coraggiosi, quelli disposti a tutto pur di godere di una trama avvincente. Quelli, insomma, che hanno cominciato con i poligoni: se il gioco a più bassa risoluzione a cui avete mai giocato è Beyond, allora questo non fa per voi. 2. Spec Ops: The LineReso difficile da un compartimento IA non del tutto soddisfacente, in molti hanno scartato questo gioco, bollandolo come l’ennesimo TPS in cui non si è ben capito quando finiscono le ondate di nemici, e c’è chi l’ha definito una specie di Uncharted sfortunato. La verità, tuttavia, è che la trama di questo gioco è semplicemente superba, con profonde riflessioni morali (autentiche rarità in un gioco d’azione con soldati americani) e un finale a dir poco devastante sotto tutti i punti di vista. Sapendo questo, chiunque sia un appassionato di trame da oscar deve assolutamente trovare il coraggio di far fronte a orde di nemici armati fino ai denti, per conseguire una soddisfazione che va oltre il puro gaming. 1. Alpha ProtocolSebbene questo piccolo capolavoro non eccella nel comparto grafico, e abbia qualche bug minore, gli appassionati di trame cospiratorie e giochi dalla forte impronta personale, dove ogni azione può causarne un’altra non predefinita, non potranno non apprezzarlo. All’apparenza è un semplice third person shooter, ma al di sotto ci sono oltre 260 ore di dialoghi, che lasciano presupporre un’infinita varietà di possibili scelte. Sarà possibile infatti allearci con i nostri nemici, tradirli nuovamente, e in generale perseguire qualsiasi quest desideriamo sapendo che il gioco si adatterà a noi in ogni caso. Per alcuni, questo gioco è una rivelazione. Per gli altri, vergogna!
“Strut”, il nuovo atteso album di Lenny Kravitz - E il singolo “The Chamber” è già cult
Settembre 10
“I gave you all the love I had… na na na”. Sfidiamo chiunque a dire di non aver intonato questo ritornello in spiaggia. E sfidiamo anche nel dire di non aver sentito gli amici pronunciare la frase: “Chi è che canta?”. Molti lettori avranno risposto ovviamente: “È Lenny Kravitz. Strano, vero?”. Strano, sì. Perché Lenny Kravitz non incideva un singolo scoppiettante come The Chamber da tempo immemore. Egli stesso ha dichiarato che comporre questa canzone lo ha fatto sentire di nuovo come una adolescente. The Chamber è il brano che anticipa il nuovo album di Lenny, in uscita il prossimo 23 settembre. Strut infatti potrebbe segnare una svolta epocale nella carriera di Kravitz. Dopo anni dedicati ad un lavoro introspettivo e di chiusura al mondo  (persino alla sfera sessuale), riuscirà il cantante newyorkese a stupire il panorama musicale con nuova energia comunicativa? Stanco, probabilmente, di fare il papà della sua Zoe a tempo pieno, Lenny avrebbe ritrovato la giusta spinta artistica e l’ispirazione che aspettava da tempo. Strut è stato inciso tutto alle Bahamas, in seguito alle riprese dell’ultimo capitolo della saga di “Hunger Games”. 12 brani nella track list e un richiamo alla buona musica e al rock. “Con questo disco torno alle sensazioni che provavo al liceo – ha dichiarato l’artista. Un lavoro crudo e rock che è venuto fuori molto velocemente. Non ci resta che attendere.
"I mercenari 3": i last action heroes. Si spera vivamente "last".
Settembre 10
Ancora una volta, la maledizione del terzo capitolo colpisce una saga potenzialmente geniale e ricca di spunti. Scherzo! Non c’è nessuna saga geniale e ricca di spunti! Però il film è brutto comunque. Non è brutta l’idea di ultrasessantenni palestrati che si prendono a botte, quella faceva ridere, almeno nei primi sette minuti del primo film, il problema è questa volta è l coerenza. Dopo una missione per liberare Wesley Snipes, altra vecchia gloria, sembra che tutto il film ruoti sul rapporto giovani/vecchi instaurato con altre pseudo-celebrità, con il solo risultato di rendere il cast assolutamente ingestibile, e di dare pochissimo spazio a ciascuno. Inoltre, non è che tra i giovani ci fossero astri nascenti, bensì attori semi-sconosciuti che per tutto il tempo faranno i marmocchi viziati, dando così l’occasione ai loro “papà militari” di spiegare loro come si fanno le cose nella selvaggia e inospitale Baghdad, o qualunque sia il paese che sono andati a invadere senza alcun motivo. Senza discutere sulle implicazioni sociologiche della trama, presentiamo il nemico dei MerceNeri, il per nulla attempato Mel Gibson: è descritto come una persona cattivissima, intelligentissima e soprattutto spietata, infatti, la prima cosa che fa è sparare nel culo del nero che non è Wesley Snipes e miracolosamente lo uccide. In realtà, sgancia anche un missile, ma nessuno sembra averlo notato, quindi il film va avanti. Stallone ci dice quanto sia cattivo Gibson, e, ben conscio di questa informazione, licenzia tutta la sua squadra, rendendoli così bersagli molto facili da uccidere singolarmente, se solo Gibson fosse intelligente la metà di quanto viene descritto. In realtà non succede nulla, e Stallone recluta per sei mesi ragazzi con severi problemi di dosaggio del testosterone e una buttafuori con il medesimo problema, solo senza nessun addestramento militare. L’ideale per affrontare il cattivissimo Gibson: i MerceNani. In realtà i MerceNani due o tre idee ce le hanno: come quella di disattivare allarmi e bloccare uscite quando vanno a fare le sortite: il loro primo piano funziona e Gibson viene catturato. A questo punto i MerceNeri, inorriditi all’idea che un piano possa svolgersi regolarmente senza che muoia almeno una mezza nazione, fanno la brillante pensata di trasportare Gibson su un furgone nero (neanche blindato), così comparse assolutamente anonime lo liberano e lui se ne va. Ma non è finita qui! Gibson, che è intelligente, attira dieci degli uomini più pericolosi della terra in un paese dove c’è una dittatura, ma dove Obama non ha trovato il petrolio, e copre l’intero edificio di bombe. A genius, direbbe Renzi, ma Gibson lo trova troppo facile: MerceNeri e MerceNani non possono semplicemente esplodere in diecimila pezzi, meglio dargli un minuto buono per scappare. Se poi tra i MerceNani c’è un hacker, ancora meglio. Ma tutto questo ci starebbe ancora: abbiamo appena mandato tutto il medio oriente armato di machete a fargli la festa, stiamo lì e aspettiamo, no? No, Gibson si scoccia perché i Mercenari uniti gli stanno rompendo i giocattolini, e va di persona ad affrontarli: armato di una pistola da sei colpi. A questo punto lo spettatore medio si rende conto che, anche se Gibson avesse la scienza infusa, non riuscirebbe ad uccidere che sei mercenari su novantasette (o quanti diavolo sono), ma in realtà non c’è bisogno: Gibson arriva così tardi che trova solo Stallone, che è rimasto apposta per fargli un mazzo così, glielo fa in una scena mutuata da “Miss Mercenaria Bagnata” e alla fine se ne vanno tutti sull’elicotterone di Ford. Fine. Un plauso speciale a Ford, che ha capito, a differenza di Gibson, che a settant’anni non puoi tirare mazzate senza fare ottantasei stacchi a pugno, e dunque ha salvato la dignità nella saga dei film spezza-carriera. Chapeau.
Premio Le Maschere del teatro italiano: MYGENERATIONWEB intervista i vincitori Luca De Fusco e Giuliana Lojodice
Settembre 10
Venerdì 5 settembre si è svolta al Teatro San Carlo la manifestazione "Le Maschere del Teatro Italiano".   I vincitori: SPETTACOLO DI PROSALe sorelle Macaluso regia di Emma Dante   REGIALuca De Fusco per Antonio e Cleopatra   ATTORE PROTAGONISTAPierfrancesco Favino per Servo per due   ATTRICE PROTAGONISTAElisabetta Pozzi per Agamennone   ATTORE NON PROTAGONISTATonino Taiuti per Circo equestre Sgueglia   ATTRICE NON PROTAGONISTAAriella Reggio per Boeing Boeing   ATTORE/ATTRICE EMERGENTELino Musella per La società   INTERPRETE DI MONOLOGOAlessandro Preziosi per Cyrano sulla luna   SCENOGRAFOMaurizio Balò per Antonio e Cleopatra COSTUMISTAZaira de Vincentiis per Antonio e Cleopatra   AUTORE DI MUSICHESimone Cristicchi per Magazzino 18 AUTORE DI NOVITÀ ITALIANAPaolo Sorrentino per Hanno tutti ragione   I microfoni di MYGENERATIONWEB hanno raggiunto Luca De Fusco, vincitore della categoria miglior regista e la grande Giuliana Lojodice, insignita del premio alla carriera Servizio di Mirko Galante ed Emma Di Lorenzo.  
#Quantaluce. Carlo Arace in Mostra al Pan
Settembre 10
Quante volte è capitato di etichettare Napoli come quella città maledetta, come quella terra tanto amata, ma allo stesso tempo tanto odiata. Ùn piccolo mondo con le sue contraddizioni. E credetemi ce se sono tante.   «Napoli? Una scommessa in bilico tra la città e la gente, tra le luci e le ombre. La città, intesa come piazze, vie, luoghi, monumenti e palazzi, che rappresentano il “capitale immobile”, “fisso” e duraturo nel tempo: la luce. Le persone, intese come “fruitori dei luoghi” siano esse abitanti o nomadi viandanti, che compongono invece il “capitale variabile” nel tempo e del tempo: le ombre. Napoli con la sua luce viva e splendida sul lungomare mentre si riflette sugli scogli di via Caracciolo, ma anche nascosta nei vicoli dei quartieri del centro storico. Un contrasto di luci e ombre, come in una fotografia».   Napoli e i suoi contrasti. Napoli. La protagonista un progetto di Carlo Arace, #quantaluce. Un progetto dove le scritture sono di Maurizio de Giovanni, le fotografie di Carlo Arace e le musiche di Bert.   «#Quantaluce nasce dall’idea di legare indissolubilmente Napoli alla fotografia, lasciando da parte quei preconcetti, quegli stereotipi che da sempre caratterizzano la nostra città: pizza, Vesuvio e mandolino». È proprio «il contrasto tra luci e ombre [ … ] l'essenza di #quantaluce». Quel contrasto che da sempre caratterizza la città di Napoli».   L’appuntamento è per questo pomeriggio alle ore 17:30 al PAN|Palazzo delle Arti di Napoli. La mostra sarà visitabile fino al 25 settembre 2014.     http://www.carloarace.it/
ULTIMO APPUNTAMENTO
Settembre 09
Ricordo ancora una volta a tutti gli amanti della natura e del firmamento, la terza ed ultima apparizione della luna più luminosa e vicina alla terra di quest’anno, stasera 9 settembre 2014.   Nelle ultime ore girava un simpatico link su facebook che invitava le coppie a “stare molto attenti” a far l’amore in questa particolare fase lunare, poiché secondo antiche forze mistiche, la super-luna piena donerebbe grande fertilità. Dunque, per chi desidera ardentemente un bimbo, forse è il momento giusto; quanto a coloro che preferiscono attendere ancora, magari è meglio non sfidare troppo la sorte, o meglio, i “poteri” della nostra Selene. Ricordo inoltre la natura del fenomeno: nonostante sia difficile coglierne i particolari ad occhio nudo, la luna sarà più grande del 14 per cento e più luminosa del 30 per cento, poiché sorgerà nuovamente al plenilunio in fase di perigeo (cioè la distanza orbitale minima tra terra e luna).   Sembra che la super-luna ventura non riapparirà prima della prossima primavera inoltrata, perciò, clima permettendo, Buona Luna piena a tutti!
Il Rione Traiano manifesta. Cortei e slogan contro lo Stato "assassino".
Settembre 09
Napoli. Sono ormai passati quattro giorni dai tragici avvenimenti del 5 Settembre, che hanno visto come vittima il diciassettenne Davide Bifolco. Ma mentre i mass media continuano a riportare aggiornamenti e notizie sull’autopsia del ragazzo e sul processo del carabiniere indagato, il Rione Traiano, quartiere dove è accaduto il fatto, non sembra voler dimenticare Davide. Elevato ormai a vittima dello Stato, ogni giorno da quella notte un corteo sfila per le strade del quartiere, partendo dal parco comunale Costanino, per arrivare sotto il Municipio. Dopo i toni più accessi della manifestazione del primo giorno, che ha visto lanciati anche fumogeni, il corteo continua a far sentire la sua voce, attraverso striscioni, che inneggiano giustizia per Davide o slogan urlati come “Lo Stato infame assassino” (Foto: Francesco Cannata)

'Feisbuc-un mare di amici'

Domenica, 13 Maggio 2012 07:37
  

Recenti studi sostengono che l’utilizzo di Facebook aumenti l’autostima, altri esperti, invece, sposano una tesi diametralmente opposta. La verità, come spesso accade, è a metà strada: il mezzo di comunicazione più utilizzato dai giovani d’oggi può essere un grande strumento di scambio di idee ed opinioni a distanza o una gabbia che crea dipendenza e rende schiavi, tutto dipende dall’uso che se ne fa.

“Feisbuc- un mare di amici”, lo spettacolo di Giuseppe Celentano, allestito dal teatro Diana per le scuole nella stagione 2011-2012, ha il pregio di mettere in guardia gli spettatori da uno strumento tanto complesso senza mai giudicarlo. La scena sembra quasi uno specchio della platea: sullo sfondo una pagina che richiama proprio il noto social network ideato da Zukenberg con tante vite che transitano come satelliti intorno ai propri computer. Ragazzi soli ma con tanta voglia di comunicare, a loro modo: chattano, si taggano, condividono frasi, dando di sé un’immagine spesso artefatta, nel tentativo di accettarsi.

C’è Luca (Yuri Napoli), il soldato che manda le sue foto dall’Afghanistan e, attraverso le sue ‘imprese’, si sente un eroe, Lisa (Viviana Cangiano) e Stefania (Lorena Leone) con disturbi alimentari opposti che si scoprono più vicine di quanto pensassero, Oreste (Carlo Liccardo) che deve fare i conti con la propria sessualità ed i pregiudizi altrui e ci sono Barbara (Anna Capasso) e Carmen (Angela Rosa D’Auria) che cercano di capire fino a che punto ci si possa spingere per ‘diventare qualcuno’ in televisione e Amerigo (Diego Sommaripa), il bullo della situazione. Ragazzi, adolescenti forse ancora minorenni alle prese con i problemi della crescita, ma anche adulti come il portiere Pasquale (Rosario Verde), tentato da una possibile quanto rischiosa, conoscenza online o Sandra (Gabriella Cerino) ed il suo vecchio amico (Peppe Celentano) , compagni di liceo che si ritrovano dopo trent’anni o ancora Megamind (Ciro Pellegrino), canuto gestore di una discoteca che si crede ancora un ragazzino. Ognuno di loro ne fa l’uso che più rispecchia se stesso, indossa la sua maschera e recita la sua parte nel mondo virtuale.

Attraverso le situazioni più varie lo spettacolo riesce a parlare, anche con canzoni ottimamente interpretate dagli stessi attori, al suo pubblico: temi come l’omosessualità, i disturbi alimentari, il non accettarsi, il voler apparire perfetti a tutti i costi sono affrontati in modo leggero ed efficace. Colpisce soprattutto il registro linguistico, studiato per essere quello che i ragazzi utilizzano effettivamente sui social network.

Esiste un gruppo proprio su Facebook, “Feisbuc-un mare di amici”, dove si palesa maggiormente la risposta di coloro a cui lo spettacolo è dedicato: ragazzi entusiasti che vogliono capire e cercano se stessi ed il loro mondo.

Se siete interessati ad approfondire ulteriormente questo intricato tema, il nuovo numero della rivista MyGeneration si occupa dei social network.

Vota questo articolo
(8 Voti)
Emma Di Lorenzo

Nata a Napoli, da sempre appassionata di tutto ciò che è arte e cultura, cerca di dedicare più tempo possibile alle proprie passioni. Ama viaggiare, conoscere gente e spera di non smettere mai di stupirsi di quanta bellezza ci sia nel mondo.Il suo posto preferito è il buio di una sala cinematografica o di un teatro. 

La sua citazione preferita proviene da una striscia dei Peanuts:

-Charlie Brown: Pensi mai al futuro, Linus?

-Linus: Oh, sì...sempre.

-C.B.: E come pensi che vorresti essere da grande?

-L.: Vergognosamente felice!

News

NerdZone

Flash News

Tendenze

  • MyTopTweet93

    MyTopTweet93

    0
    Questa settimana voglio occuparmi di cinema anzi di “sommo” cinema, il cinema per eccellenza, il
  • “SPIDER-BOSS”:

    “SPIDER-BOSS”: "Mistero" Svelato!

    0
    Cari amici di MYGENERATION, ho il piacere di pubblicare la risposta di molti esperti, appassionati

Cultura

Sport

gymnasium palestra

Facebook Like

Accedi Registrati

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *