Una donna sola, per scelta, nel corso della sua intera vita, può essere capace di raccontare fedelmente l’amore? La risposta è sì, se in questa donna si nasconde l’animo di una delle più grandi poetesse dell’800. L’amore, la morte, le grandi delusioni della vita, le critiche all’America del tempo, la fede e, sopra ogni cosa, la natura, sono solo una parte dei temi affrontati nelle 1775 poesie che Emily Dickinson ha composto.
Si resta increduli nell’apprendere che una persona, rinchiusa nel suo eremo, apparentemente inconsapevole del mondo, sia riuscita ad esprimere, attraverso la sua penna, una gamma di emozioni tali da rendere le sue poesie senza tempo. Il suono incantevole delle sue parole, la sensibilità del suo animo e la fragilità del suo essere donna sono state la sua più grande forza.
Da un testo di Antonella Cilento, “L’angelo della casa”, adattamento e regia di Giorgia Palombi, presentato nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2012, ha l’ardire di narrare la vita della poetessa americana nell’unico modo possibile: attraverso i suoi scritti.
L’Orto Botanico è la verde cornice di questa storia, Emily viene rappresentata nel suo habitat naturale: a metà tra le piante di una giardino e i fogli del suo studio, da qui lei scrive, parla al mondo, cerca una comprensione che non arriverà mai, ma i suoi occhi, pieni di lacrime, sanno guardare oltre, comprendere i misteri della vita e della morte.
Giovanna Di Rauso crea l’illusione di Emily: appare ancora più magra nelle vesti candide, con grandi difficoltà nel rapportarsi ai suoi contemporanei che in lei vedono solo una strega; gli occhi dell’attrice, colmi di quieta disperazione, della magia del genio incompreso, riescono ad attirare tutte le attenzioni su di sè. Incantano la dialettica scarna, priva di tutti i vezzi superflui della lingua, i versi pieni di sottintesi e il suo tipico non detto, sostituito da trattini. Intorno a Emily ruota il resto dei personaggi, portati in scena da due soli attori. Giancarlo Cosentino è il ritratto di tutti gli uomini di Emily, si trasforma nell’amato/odiato fratello Austin, nel potenziale maestro, in realtà non più di un ammiratore, Higginson e negli amanti Samuel Taylor e Otis, donando ad ognuno di loro un’individualità espressiva che va al di là del cambio dei costumi di scena. Susanna Poole interpreta l’amica e cognata Sue, specchio di un mondo contemporaneamente ammirato e spaventato dal genio di Emily. Giorgia Palombi, la regista, è anche la silenziosa sorella Susan che, come un camaleonte si mimetizza con la casa, diventando parte della scenografia.
Protagonista assoluta, in perfetta simbiosi con la poetessa, è la natura. I suoni e gli odori dell’orto botanico accompagnano la passeggiata degli spettatori fino alla Serra, scenografia ideale per i rimandi all’abitazione di Amherst, in cui Emily si è rinchiusa dai 28 anni fino alla fine dei suoi giorni.
‘Nature is what we know –
Yet have no art to say –
So impotent Our Wisdom is
To her Simplicity’
PRIMA 12 Giugno
REPLICHE 13 Giugno e 14 Giugno (H20.00 e H22.00)
LUOGO: Real Orto Botanico
Lo spettacolo torna in scena a Napoli dal 21 al 24 marzo:
Ridotto - Teatro Mercadante

