I Guardiani del destino: l’utopia del libero arbitrio

20 Apr
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Probabilmente non ci stancheremo mai di lasciarci conquistare dal tema del destino e del libero arbitrio, come non saremo mai stanchi di vedere un film tratto da un’opera letteraria di Philip K. Dick. Anche se molti adattamenti che sono stati fatti derivano da racconti brevi, Dick ha rivoluzionato il genere fantascientifico sia nel genere letterario che su pellicola, permettendo la nascita di film come Blade Runner, Minority Report o il più recente Next. I Guardiani del destino, riprende uno dei temi cardini dell’autore, uno dei più grandi scrittori americani del dopoguerra: l’impossibilità di cambiare il nostro destino soggetto al capriccio di un’entità superiore. L’entità in questo caso sono “gli agenti del destino” (dell’Adjustment Bureau nel titolo originale, letteralmente “Squadra riparazioni”).

David Norris (Matt Damon), è prossimo all'elezione per la carica di Senatore degli Stati Uniti. Dopo essersi imbattuto casualmente in Elise Sellas (Emily Blunt), se ne innamora e decide di fare di tutto per conoscerla. Gli agenti, con a capo Richardson (John Slattery) intervengono, “il piano” deve essere rispettato. David realizzerà che ogni “scelta” della sua vita è stata già fatta per lui, che il suo destino è già scritto, disegnato, letteralmente, su di una mappa con tutti i bivi che la vita potrebbe presentare e la strada da seguire. Ma il piano di chi? La domanda sorge spontanea, e la risposta in un thriller sarebbe quella di qualcuno che vuole poi approfittare della posizione di David, prossimo senatore, ma il racconto di Philip K. Dick non potrebbe essere così scontato. Ottimo debutto alla regia per George Nolfi, già sceneggiatore in alcuni progetti con Matt Damon, compreso uno dei film della trilogia “Bourne”.

Last modified on Venerdì 20 Aprile 2012 11:30

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