The world seems to shine like you’ve had too much wine, that’s amore!
Poco più di cinquant’anni fa Dean Martin cantava così e alzi la mano chi di noi non ha provato questa sensazione! Ma sì perché di amore ci si ubriaca, per amore si diventa matti. Un tale William sosteneva: “se non ricordi che amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola delle follie, allora non hai mai amato". Ed è proprio così perché solo quando t’innamori riesci ad ascoltare quel ting-a-ling-a-ling e il tuo cuore può ballare quel tippy-tippy-tay di cui parla Martin. Ma chi dobbiamo ringraziare per quello che qualcuno ha definito “la più saggia delle follie”? Qualcuno ritiene che sia soltanto questione di momentanea seduzione, altri sostengono che il ‘per sempre’ sia riservato alle anime gemelle, altri ancora che si tratti di una stagione della vita. Tenetevi forte miei cari a malincuore vi confesso che siamo più spacciati di quello che crediamo. Niente cupido e filtro magico: una molecola, ecco tutto! Dopamina: sostanza chimica prodotta quando desideriamo o aspettiamo qualche tipo di ricompensa emotiva. Succede agli sportivi, agli scommettitori, ai tossicodipendenti e aimè anche ai cosiddetti ‘innamorati’: dipendenza da qualcosa o da qualcuno?! Esperimenti hanno dimostrato come somministrazioni di dopamina aiutino un piccolo roditore a restare monogamo: sarà forse questa molecola a provocare l’attrazione e la dipendenza dall’altro che caratterizza le prime fasi della nostra love story?! Uno studio pubblicato dal journal of Neurophysiology condotto da specialisti del New jersey e di New York prende in esame un gruppo di studenti universitari alle prese con le prime puntate della loro nuova soap e dimostra che l’amore romantico deriva da una regione del cervello diversa da quella dell’eccitazione sessuale e che in termini neurologici il bisogno d’amore è paragonabile a bisogni fisiologici quali la fame, la sete. Studi della Montalcini dimostrano anche però che con il passare del tempo la tempesta di dopamina si riduce: questo non esclude che i nostri colombini non si amino più, ma che si sia soltanto attenuata la corrente dopante. Eccoci dinanzi alla dura verità: l’amore, quello vero, non è la scarica ormonale che il cervello si diverte a regalarci, quello è soltanto l’inizio.
Cara Giulietta tu che “Vai pazza per la stessa assenza” del tuo Romeo, sappi che è proprio quella a mantenere così viva la fiamma.

