Congo, verde ovunque.
Fame, tanta, è da giorni che non si mangia.
Un albero di frutta, una speranza!
Ma la frutta non è molta e già la bava corre veloce sulle pelose bocche del branco.
La tensione sale, dallo stomaco ai muscoli, tutti sono pronti all’azione, pronti a tutto pur di prevalere sugli altri per un frutto in più; ci sono sguardi fugaci, feroci, affamati.
L’equilibrio è fragile e l’animo violento dei primati sta per dilagare.
Le scimmie si avvicinano l’un l’altra, la conclusione è invitabile: l’orgia, improvvisamente, iniziò.
Dopo aver consumato quella forma d’amore così piacevole e appagante erano tutti più felici, distesi; la frutta in fondo bastava per tutti e, forse, aveva anche un sapore più buono.

La scena , per quanto inventata, può aiutare a comprendere lo stile di vita di uno dei primati più particolari della terra: il Bonobo (pan panicus).
Questa piccola abitante della foresta pluviale africana ha attratto parecchi studiosi per il fondamentale ruolo che assume il sesso nella vita di questa scimmia: esso infatti non è solo praticato per fini riproduttivi ma è una vera e propria ricetta magica.
I Bonobo fanno sesso per divertirsi, dopo una lite per consolarsi, per attenuare le tensioni, come strumento di coesione sociale, per rilassarsi e in generale lo adoperano come alternativa alla violenza.
Il loro amarsi è a dir poco esuberante, affettuoso, originale, creativo e senza distinzioni; viene infatti praticato indistintamente in via eterosessuale, omosessuale o anche in solitario.
Insomma il sesso è si un passatempo ma soprattutto un vero e proprio strumento, ma come incide sulla vita di queste scimmie?
Ebbene esse sono molto più pacifiche e meno egoiste delle altre specie, le rivalità all’interno del branco sono molto ridotte, non sussistono le tipiche liti tra diversi ceppi familiari, in quanto si potrebbe dire che sono tutti un’unica grande famiglia, d’altro canto come potrebbero i maschi essere sicuri che il cucciolo che stanno accudendo sia proprio loro figlio?
Per quanto sia una società con stampo matriarcale anche la disparità tra i sessi sembra non essere presente, il cibo viene naturalmente condiviso tra tutti i membri della comunità e, quando si incontrano due diversi branchi, raramente l’incontro sfocia in combattimento, semmai in una pacifica ammucchiata.
Da qui nasce l’interesse per il popolo dei Bonobo, in quanto non è la violenza la principale soluzione ai loro problemi, poiché è nel sesso che hanno trovato la chiave per risolvere gran parte dei problemi che affliggono le altre specie di scimmie.
Nelle tribù di altri primati, come per gli scimpanzè, nel risolvere le problematiche legate alla vita d’ogni giorno, si ricorre a comportamenti aggressivi, di prevaricazione, che rispettano gerarchie sociali ben precise; inoltre il sesso è, perlopiù, praticato per meri fini riproduttivi.
Insomma in tutte le altre specie di primati la violenza è un fattore fondamentale, in particolare in una: l’uomo.
Nella storia dell’uomo varie figure ed entità politico-religiose hanno sempre cercato di reprimere la sessualità, confinandola quanto più possibile; relegando il sesso a qualcosa di sporco, animalesco, impuro, qualcosa che va quanto più possibile evitato, in maniera da dissociarci dalle bestie ed essere migliori di loro.
Il risultato?
L’uomo è stato e rimane la specie animale più violenta del nostro pianeta.
E con il tempo la situazione non è migliorata, nel Secolo breve Hobsbawm definisce il XIX secolo come “il più violento della storia dell’umanità […]”.
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Forse possiamo imparare qualcosa dai nostri lontani cugini Bonobo?
Forse la soluzione è nel rivedere radicalmente,a livello sociale e non, il concetto di sesso?
Può davvero il sesso essere un’alternativa alla violenza come suggerito dal motto hippie “make love, not war”?
Lascio queste considerazioni ai lettori con un ultimo pensiero, un’insinuazione sopraggiunta ascoltando la canzone Bonobo power di Caparezza:
Possiamo noi definirci l’evoluzione della scimmia o sono i Bonobo l’evoluzione dell’uomo?

