Lo sentite questo rumore? Come di molle e ruote dentate, che pian piano girano e si incastrano perfettamente, come un ingranaggio rimasto fermo a lungo ma che ha goduto sempre di ottima manutenzione.
Si parla dei socialisti: il 2011 è stata un’ottima annata per le coltivazioni di garofani, a partire da quelle campane, grazie soprattutto alla benevolenza del Presidente della Regione, Stefano Caldoro, fondatore e segretario nazionale del Nuovo PSI. Già ad inizio febbraio, infatti, egli ha nominato a capo dell’azienda dei trasporti della regione il suo spin doctor, Nello Polese, personaggio dal curriculum assolutamente rilevante: tre mesi di galera, ventitré processi e la sospensione dall’insegnamento universitario, quando, da sindaco (ovviamente, socialista!) di Napoli fu investito in pieno dal ciclone Tangentopoli. E questa è stata solo la prima goccia di una pioggia di nomine, conclusasi con quella di Giulio di Donato nel CDA del Teatro Mercadante; anch’egli ha un curriculum di pregevole fattura, essendo stato delfino di Craxi, consigliere comunale, assessore e vicesindaco di Napoli tra il 1975 ed il 1983, deputato per 3 legislature; dimessosi da ogni carica perché gravemente implicato in Tangentopoli, nel 2009 è diventato segretario campano dell’UDEUR. Le nomine per ora si sono interrotte, forse a causa dell’impellenza del congresso regionale del PDL: il governatore, infatti, ha la doppia tessera, e pare che voglia cogliere l’occasione per ringraziare Nick ‘o mericano, al secolo il potentissimo coordinatore Nicola Cosentino, per quel brutto affaraccio dei dossier di qualche tempo fa.
La buona annata, comunque, è continuata sulla scena politica nazionale grazie all’attivismo del PSI guidato da Riccardo Nencini, anche se questo partito è situato dal lato opposto dello schieramento politico rispetto al suo quasi omonimo di cui si è detto prima. Quest’anno, infatti, il PSI ha rimesso la punta del naso in Parlamento: il senatore Carlo Vizzini, prescritto per la maxitangente Enimont ma indagato per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di cosche mafiose palermitane, ha lasciato il PDL per tornare nella sua area d’origine (fu infatti fondatore e segretario del PSDI): un grande acquisto, non c’è che dire!
Occhi aperti, dunque, perché i garofani rifioriscono, ben consci di quel vecchio motto: “il potere logora chi non ce l’ha”.

